
Continua il periodo “no” di Ben Spies. L’americano a Le Mans ha portato a conclusione un’altra gara nel buio più totale e purtroppo sembra non essere in grado di uscire da una situazione che nessuno riesce a spiegare. Nemmeno lui, che a Le Mans “accusa” la visibilità.
“E’ stata una gara dura. In realtà abbiamo avuto un buon inizio, poi avuto un momento difficile, è successo qualcosa, perché poi ho avuto un bel po’ d’acqua sul mio casco e non riuscivo a vedere molto nei primi cinque giri” – la spiega così “Elbowz” – “Ho sperato che la situazione migliorasse ma non riuscivo a vedere niente e ho deciso di rientrare perché avevo bisogno di vedere dove sto andando. Sapevo che la gara era ormai compromessa e quindi siamo tornati in pista per cercare di avere dei dati ed avere un migliore feeling con la moto sotto la pioggia. Oggi le circostanze hanno fattosi che non fosse una buona giornata.”
L’interruttore nella testa del Campione del Mondo Superbike 2010 si è spento nell’illuminazione artificiale del Qatar e Ben sta rischiando concretamente la prestigiosa sella della M1 Factory. Nella sfida contro i due Tech3, Cal Crutchlow ed Andrea Dovizioso, il confronto è impietoso.
Si è arrivato ad un punto dove non sono i distacchi in Qualifica a preoccupare: sono notevoli, è vero, ma non impressionati. All’Estoril partiva 5° a 5 decimi dalla Pole, a Le Mans aveva 1 secondo ma era 6°: in gara il crollo è verticale, tantissimi errori ed un passo che in alcune fasi è stato simile al buon Randy de Puniet, che non guida una M1 vincente ma una ART CRT con motore Aprilia RSV4.
Spies ha il talento per rispondere sulla pista e difendere quanto ha dimostrato di meritarsi negli ultimi anni, ma deve farlo il prima possibile.

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