
Melandri si scaglia contro Rea dopo la caduta all’ultima curva di Gara 2, a Donington. Il ravennate sostiene che sia stato “scandaloso non prendere provvedimenti”, ma la Direzione Gara ha giudicato il contatto un normale incidente senza intenzionalità.
Non solo Andrea Dosoli (il Team Manager BMW aveva definitivo la manovra di Rea “inaccettabile”): anche Marco Melandri attacca Johnny Rea, vincitore in Gara 2 dopo un contatto all’ultima curva che aveva causato la scivolata di Haslam e il coinvolgimento dello stesso Melandri.
Il #33 di BMW Motorrad difende la sua posizione e rivolge pesanti critiche alla prima guida Honda, giudizi che vanno ben oltre il singolo episodio di Donington: “Io ho solo tentato un sorpasso, non ho dato fastidio a nessuno, la colpa è tutta di Rea: lui entra e spera che l’avversario si faccia da parte, altrimenti ti centra. Non prendere provvedimenti è scandaloso“.
Ma in BMW non la pensano tutti come lui: basta andare nell’altra parte del Box ed ecco Ron Haslam, il papà di Leon, secondo cui sarebbe stato proprio lo stesso Melandri a scaturire l’incidente con il primo tentativo di sorpasso.
E cosa dice invece Johnny Rea? Lui ovviamente si dice dispiaciuto per l’episodio ma accusa Melandri, sostanzialmente, di essere disposto a darle ma non a riceverle: “Mi spiace di aver toccato e Leon di averlo fatto cadere. Melandri però non può permettersi di criticare, è stato lui il più aggressivo in pista”.
Quello che conta, alla fine, è la valutazione dei Giudici di Gara: “non ho visto scorrettezze di tipo intenzionale, riteniamo tutto entro i confini del normale incidente di gara”. Parola di Paolo Ciabiatti, Direttore Generale Superbike e membro della Race Direction.
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