
Basiti (ma non stupiti) da quello che sta accadendo in queste ore, per ricordare il Sic scegliamo il Silenzio. Il modo migliore per distinguersi, per tirarsi fuori da una giostra del dolore spaventosamente ipocrita e fredda.
La spettacolarizzazione della tragedia è qualcosa di nauseante. Cosi come la moda del dolore. Ormai non ci lasciano neanche la possibilità di celebrare e rispettare a modo nostro (da fratelli) queste tragedie. Accadde anche con Tomizawa. Non c’è canale che non faccia vedere la scena raccapricciante del botto, da 24 ore ormai. A rotazione. Basta, basta, basta. Il sadismo del popolino è abominevole: le immagini dell’incidente, riproposte in tutte le più macabre varianti nelle Edizioni OnLine dei Quotidiani e sempre accompagnate da un “bello” Spot di 15 secondi per lucrarci un po’ e spremere fino all’ultima goccia di sangue, fino a quando questa mania durerà.
Giornalisti o presunti tali (io li definirei avvoltoi, rende meglio il modus operandi) che per qualche ora abbandonano il Calcio, probabilmente in cambio di qualche euro in più. In tutto questo marcio si salvano solo inviati e cronisti di Italia1 (ovviamente solo quelli del Motomondiale), nonostante le pesanti critiche ai quali abbiamo sempre rivolto. Difronte a quello che è successo ci siamo sentiti assolutamente uguali.
Sic, stai tranquillo. Qui ci siamo ancora noi. Noi, che non ti abbiamo conosciuto da morto. E che, difronte a questo scempio, decidiamo di rimanercene in silenzio. Lasciamo solo il Post ed il Video-Post di ieri. Con un vuoto che è solo e soltanto nostro.
AGGIORNAMENTO, il Saluto di Ringo a SuperSic


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