Superbike, Monza e il disastro…annunciato!

Un Weekend dove abbiamo assistito a situazioni difficili da spiegare. Non c’è un colpevole, sono tanti i fattori che hanno reso Monza 2012 una delusione enorme, non all’altezza di quanto si celebrava: i 25 anni del Mondiale Superbike.

Sul Palco del Paddock Show sfilavano le Leggende: da Bayliss a Merkel, da Fogarty a Chili, da Pirovano a Slight, da Corser a Falappa…tanti, tanti piloti ancora negli occhi degli appassionati e nei primissimi di ricordi di chi, come me, ricorda tanti di quei nomi sfilare a Monza quando era bambino. O quando nemmeno era nato.

Tutto molto bello. Del resto si celebravano i 90 anni dell’Autodromo Nazionale di Monza e i 25 anni del Mondiale Superbike. Due compleanni importanti, di due “Colossi” del Motociclismo: la Velocità e la Passione di Monza, l’Agonismo e lo Spettacolo delle Derivate di Serie.

Il “bello” di Monza 2012, però, si è fermato lì. Ovvero al passato. Perchè in pista e nelle “stanze che contano” è andato in scena uno dei capitoli più deludenti del binomio Monza-SBK.

Che la situazione non sarebbe stata facile lo si era capito dal Sabato e dalla condizione pietosa in cui versavano le Rain, assolutamente non adeguate ad una pista come Monza e (visto che Monza fa parte del Calendario Superbike), neanche ad un Campionato del Mondo. Non è nel 2012 che scopriamo situazioni di asfalto misto, con punti più asciutti e punti bagnati. Con zone del circuito dove piove e con rettilinei dove splende il sole.

E’ vero, il rettilineo di Monza e la tipologia di Circuito che caratterizza l’Autodromo brianzolo mettono a dura prova le mescole e le carcasse in situazioni del genere. Ma siamo sempre lì: si celebrano i 90 anni di Monza e, nonostante i lavori e le modifiche, il Tempio della Velocità è…il Tempo della Velocità.

Se poi vogliamo aggiungere che le Previsioni Meteo non hanno riservato sorprese e che noi brianzoli conviviamo con un Cielo “inglese” da ormai un mese…non si capisce come Pirelli, Autorità del settore, possa essersi presentata con delle gomme che lasciavano scie blu sul rettilineo (bruciavano), raggiungendo inquietanti punti di esplosione (si squarciavano), dopo pochi giri.

Che qualcosa sarebbe andato storto lo avevamo “notato” il Sabato mattina. Stavo scrivendo un articolo durante le Qualifiche, ininfluenti proprio per le condizioni di asfalto umido. Alzo lo sguardo e vedo una scia blu: non era un’esibizione delle Frecce Tricolori. Quello era Max Biaggi, e il fumo era la posteriore “Rain” dell’RSV4 che si scioglieva sul rettilineo.

Finiscono Qualifiche e Superpole. Andiamo a bere qualcosa e davanti a una birra la domanda viene naturale: “Come faranno a correre domani?”. Io la butto lì: “Mah, onestamente non capisco come possano pensare di correre con quelle gomme. Dovrebbero fare 3-4 Pit Stop“.

La frittata ormai era fatta, ci giunge all’orecchio che l’ipotesi di non correre fosse appunto… un’ipotesi concreta. E noi dopo aver visto la condizione delle gomme rain posteriori non rimaniamo neanche sbalorditi. Condividiamo la “notizia” con amici stretti, non la pubblichiamo perchè sarebbe stato un azzardo e neanche giusto. Incrociamo le dita sperando che il giorno dopo la situazione potesse migliorare. E scommettiamo che Infront e Pirelli abbiano incrociano anche loro tutto l’incrociabile.

Ma il Weekend iniziato male finisce peggio. Addirittura raggiunge livelli grotteschi quando, dopo la cancellazione di Gara 1 (a nostro modo di vedere comprensibile), si assiste ad una Gara 2 dove succede di tutto.

Moto in griglia con le Rain. 2 giri di Warm Up, poi 17 giri di Gara. Tutti ci chiediamo come fosse possibile correre con le Rain quando di pioggia, finalmente, non se ne vedeva e con l’asfalto sempre più asciutto. Negli occhi del resto avevamo ancora le immagini della posteriore di Tom Sykes “esplosa” in diretta Tv, per dirne una.

Infatti terminati i due giri i piloti alzano il braccio per segnalare alla Direzione gara “qualcosa”. Ma non si capisce più niente: cosa vogliono i piloti? Vogliono aspettare che la pista si asciughi completamente e montare le Slick? Vogliono invece aspettare la pioggia e correre con le Rain, evitando i problemi di “detonazione” su Rettilineo e Rettifilo?

Succede che si cambiano ancora una volta le gomme, a moto schierate. Questa volta optano tutti per le Slick: si parte, la Gara durerà 16 Giri. Il Cielo è nerissimo.

Nel (terzo) giro di Warm Up Lap si spegne la Ducati del Pole-man Sylvain Guintoli (uno di quelli che avrebbe corso anche di notte). Stesso destino per la BMW Gold Bet di Michel Fabrizio: cominciamo bene.

Si parte. Pazzesco, la Superbike è partita! Tom Sykes se ne va per i fatti suoi. Dal 2° posto in poi la Gara è anche bella, ci godiamo tanti sorpassi e tanti duelli corpo a corpo. Leon Haslam ed Eugene Laverty sono scatenati, mentre Sykes pratica un altro Sport dando oltre 1 secondo giro a tutti.

Ma lo Show finisce presto. 8 Giri. Alla Biassono pioviggina. I piloti alzano il braccio. Bandiera Rossa. Gara Finita. Punteggio assegnato ma dimezzato. Un peccato, perchè è vero che sono i piloti ad andare in pista, ma la prontezza del gesto “sfoggiato” dai tanti ragazzi col casco in testa ci fa pensare che tutto fosse stato già deciso a tavolino.

Ovvero: mettiamo le Slick, appena vediamo la pioggia ci fermiamo. Una situazione che accontenta tutti, pubblico a parte. Anche perchè la Gara sarebbe risultata effettivamente corsa, con tutto quel che ne deriva. Speriamo non sia successo, sarebbe molto triste. Niccolò Canepa ci ha detto, nel post-“gara”, di avere la sensazione che “molti dei suoi colleghi non avessero voglia di correre”. Domani troverete l’intervista completa.

A Monza è successo tutto il contrario di tutto. Mettendo da parte il problema-Pirelli, è pazzesco che i giovani della Superstock 600 abbiano corso in condizioni di pioggia intensissime. Quando una situazione è critica si tende a tenere al Box i meno esperti e a far correre le “Star”, i Piloti con l’esperienza per gestire ogni situazione. Quelli della Superbike.

Oggi in pista sono stati mandati, sotto al temporale (quello vero), ragazzini con meno di 14 anni. Quelli dell’European Junior Cup, in sella alle KTM Duke 690: hanno corso quando quasi era sera  mentre i Team del Mondiale Superbike smontavano Box ed Hospitality.

Una scena abbastanza grottesca. Indipendentemente dalle mescole.

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10 Comments

  1. balco condivido in pieno.Anche da casa si é avuta questa sensazione…di piloti che non volessero correre,non tutti ci mancherebbe, ma Monza è una pista x piloti veri…e oggi in sbk ci sono troppe fighette prime donne….abituate alla motogp…nemmeno Sykes sembrava contento quando è stata interrotta gara 2.Per quanto riguarda le gomme la Pirelli questo week end non ha fatto per niente una bella figura.

  2. Io non parlo di “fighette”, ci sono state situazioni oggettivamente critiche. Riguardo i piloti discuto l’interruzione di Gara2. O ancora meglio la modalità di interruzione. Molto strana, tutto qui.

    Io ho riportato quel che è successo e un paio di opinioni, ognuno può e deve farsi la sua! Limitandosi a dare delle FIGHETTE secondo me non si arriva al nocciolo della questione….ma ripeto, ognuno si faccia la sua opinione , io ho la mia!

  3. Col dare delle fighette non si arriva al nocciolo della questione almeno che il nocciolo della questione sia non una questione tecnica ma un atteggiamento sbagliato anche solo di alcuni piloti.Dopo che la Pirelli nella notte tra sabato e domenica ha preparato dei treni di slick morbide intagliate e dopo aver visto le altre categorie correre comunque non credo ci fosse un motivo tecnico per non correre.E quindi c era altro.E per questo parlo di fighette….o signorine cone le ha definite Carl Fogarty dopo quello che ha visto.

  4. Secondo me non bisogna dare troppa colpa alla pirelli. Monza è un tracciato fuori dal comune gia da asciutto. Se ci mettiamo che da una parte è bagnato e dall’altro è asciutto allora è la fine. non penso che se ci fosse un altra casa di pneumatici le cose sarebbero andate molto diversamente.

    Mi ha fatto strano comunque vedere molti piloti che non volevano correre. Cioè, almeno cosi hanno fatto sembrare. Non tanto prima della gara, perchè bene o male li l’incertezza cè. Cioè se sai che metti le slick e dopo due minuti piove è inutile iniziare, ma sai anche che con le rain non vai oltre i 2 giri, quindi secondo me bisognava aspettare che facesse tanta tanta pioggia e poi si sarebbe corso con le rain, Ma durante gara 2 hanno visto 2 gocce e hanno alzato le mani. Perchè? Non lo so, e non riesco ad immaginare un motivo abbastanza razionale.
    Volevano fermare la gara o ripartire con le rain? boh.

    E’ stato davvero un peccato, anche se, in quei pochi giri di gara2 l’emozione, seppur poca, ce l’hanno regalata.
    Skyes una scheggia. Ma l’avevamo gia visto al Nurbugring l’anno scorso, dove la situazione era contraria. Pioggia infinita e nessun direttore di gara che accennava a fermare la gara. Haga tiene la prima posizione per tanto, troppo tempo poi cade, Skyes diventa primo e subito dopo fermano la gara, quando ormai il 50% dei piloti era a terra. Volevano forse evitare una situazione del genere a Monza? Non so nemmeno questo.

    Ma vabbè, ritornando al punto, nonostante la delusione, dicevo, la sbk emoziona anche in pochi giri.

  5. Bravo Simone che lo hai ricordato! Lo scorso anno al Nurburgring, invece, ci fu secondo me un’esagerazione in senso opposto.

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