
Le pagelle del Weekend di Jerez. Non c’è un “migliore”, ne premiamo 4: Stoner, Lorenzo, Pedrosa e Crutchlow. Hayden ruota il polso e alza la testa. Conferme per quanto riguarda i due “peggiori”: Rossi e Spies sono impresentabili.
CASEY STONER Voto 9 – In Qualifica è solo 5° e qualcuno inizia già a dubitare sulla tenuta psicologica del Canguro iridato: di problemi non ce ne sono, ma è normale che dopo una campagna mediatica volta a farlo passare per “psicopatico” perpetrata per un paio di Stagioni possano esserci “dubbi”: lui si prende la responsabilità del piazzamento e nel Warm Up si permette anche di non girare. Scelta rischiosa (per il motivo riportato sopra): ma conquista il GP di Jerez per la prima volta in Carriera, resistendo all’attacco di un Lorenzo che di Jerez ha le chiavi.
JORGE LORENZO Voto 9 – Losail ci aveva consegnato un pilota che, questo inverno, aveva lavorato tantissimo (come tutti) e benissimo (come pochi): a Jerez il “colpo” della seconda vittoria consecutiva non riesce. Prova ad attaccare Casey nelle ultime battute ma il “largo” e la pronta risposta del Campione del Mondo (che abbassa i tempi non appena sente la presenza del maiorchino) palesano quello che è successo in Gara: “quell’altro” ne aveva di più. Jorge comunque lascia Jerez con una fantastica Pole, il 2° posto in Gara e il 1° posto nel Mondiale.
DANIEL PEDROSA Voto 9 – Forse il più versatile questi 3 giorni. Pioggia, sole, umido: lui è stato una costante, sempre nei primi 3. Protagonista insieme al connazionale Lorenzo nelle Qualifiche del Sabato (bel duello a distanza), in Gara commette qualche “errorino” che lo costringe a rincorrere decimo per decimo il duopolio Stoner-Lorenzo…e se il distacco è di diversi secondi puoi solo sperare in un prolungamento kilometrico della contesa. Ma non sì può fare, e allora sale sul gradino più basso del podio.
CAL CRUTCHLOW Voto 9 – La nottata di Losail non fu da “una botta e via”. L’inizio di stagione del britannico carenato Yamaha Tech3 è strepitoso. Un buon 4° posto in Qualifica, nonostante la caduta, ed una gara a livelli altissimi in cui non si stacca un momento dal codino dell’RC213V di Dani Pedrosa girando spesso più forte di Stoner. Dopo le HRC e l’M1 Factory di Lorenzo c’è lui. Impronosticabile fino a pochi mesi fa una serie di risultati così positivi: non per la mancanza di talento quanto per la propensione alla caduta. Bravissimo.
NICKY HAYDEN Voto 7 – Riporta una Ducati in prima fila dopo 17 mesi, ovvero dall’ultima apparizione di Stoner con la Desmosedici a Valencia 2010. Ma già in Qualifica si era capito che Nicky non aveva nel polso una frazione di gara ad alto livello, non certo più di 20 giri. Ma il polso lo fa ruotare e la testa la tiene alta. E così succede: passa 1/3 di GP con i primi, rifilando a Pedrosa un sorpasso all’esterno veramente pazzesco. Poi cede, fino a perdere il duello con Stefan Bradl nelle ultime curve e terminando 8° a 28 secondi. Forse in Ducati dovrebbero iniziare a lavorare utilizzando il feedback dell’americano. No, non parliamo di “Setting Condivisi”. Parliamo proprio di prima guida.
ALVARO BAUTISTA Voto 6,5 – A Losail le aveva prese dal debuttante Bradl, a Jerez restituisce il favore mettendosi proprio davanti (nell’ordine d’arrivo, in realtà ci sono ben 7 secondi di margine sul tedesco). Il 6° posto è un buon risultato per il Team di Gresini.
STEFAN BRADL Voto 6,5 – Il 22enne tedesco continua il suo apprendistato nella Classe regina e lo fa mettendosi alle spalle Nicky Hayden nelle ultime curve dopo un bel duello. Magari non diventerà un fenomeno, ma in queste due gare ha già tirato fuori dei bei colpi e delle buoni doti agonistiche nel “carena a carena”.
ANDREA DOVIZIOSO Voto 6 – Difficile per Dovi. Qualifiche sottotono e gara sofferta dove le gomme della sua Tech3 arrivano strappate. Il distacco dai primi è uguale a quello di Losail: 17-18 secondi. Ciò che cambia è che ne prende 15 (di secondi) da Crutchlow che, con la stessa moto, ha compiuto le gesta che vi abbiamo raccontato. C’è da lavorare e lui è il primo a dirlo.
HECTOR BARBERA Voto 4,5 – Lo accusano di “correre solo per arrivare davanti a Rossi”. Lui, sia pur con leciti distinguo, conferma che è il suo obiettivo e…in gara ci arriva dietro. Scherzi a parte, non si può non dare un’insufficienza pesante a chi, in Qualifica, arriva dietro ad una CRT (neanche se guidata da Randy De Puniet).
KAREL ABRAHAM Voto 4,5 – Cade in gara, si rialza e riparte dopo un “Pit” (danni al cupolino) nonostante lo faccia per chiudere ultimo degli ultimi. Chi cade e si rialza va premiato sempre, ma vale la stessa motivazione di sopra: il fantasma della CRT di RdP.
BEN SPIES 3 – Ma che è successo a Ben dopo la caduta in Qualifica a Losail? Un grande inverno, tanti propositi. Poi il buio totale, mentre l’altra M1 Factory viaggia che è un piacere. Non arriva dietro a RdP in Qualifica (6°), ma in gara è irriconoscibile e, tolto Abraham vittima della caduta, ultima MotoGP a 38 secondi dal compagno di squadra.
VALENTINO ROSSI 3 – No comment.
CRT:
DE PUNIET 10; A.ESPARGARO 8,5; PETRUCCI 8; PASINI 7; EDWARDS 4,5; SILVA 5; HARNANDEZ 6; PIRRO 6.5; ELLISON 5
