Com’era una Supercar negli anni 60: la Alfa Romeo 33 Stradale

Il concetto di Supercar negli anni ’60: la Alfa Romeo 33 Stradale.

Tra il 1967 ed il 1969, la Fabbrica milanese produceva questo iconico modello basato sulla Tipo 33 da competizione, vettura destinata al Campionato del mondo sportprototipi.

Il motore era derivato dalla vettura da corsa, pur leggermente depotenziato e rivisto per garantire maggiore affidabilità. Si trattava di un piccolo V8 aspirato da 2.0 litri, capace di 230 CV erogati ad un regime di 8800 rpm. Il propulsore era stato ingegnerizzato da Giuseppe Busso e sviluppato dalla Autodelta di Carlo Chiti.

Era collocato in posizione centrale-posteriore ed abbinato ad un cambio manuale a 6 rapporti transaxle, anch’esso interamente prodotto da Alfa Romeo.

Costruito interamente in alluminio e magnesio, dispone di distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata, 2 valvole per cilindro al sodio inclinate di 48° (33 mm di diametro quella di aspirazione e 28 mm di diametro quella di scarico), sedici candele (2 per cilindro), impianto di iniezione meccanica indiretta Spica con doppia pompa della benzina elettrica e lubrificazione a carter secco.

Caratteristiche che lo rendono un motore con rapporto cv/litro e regime di rotazione molto elevato anche per gli standard moderni. E sono passati quasi 60 anni…

La 33 Stradale era una vettura veloce, piccola e compatta. Pesava solamente 690 kg, era lunga meno di 4 metri (3970mm), passo 2350mm, larghezza 1710mm ed il punto più alto (la cornice del parabrezza) distava appena 990 mm dal suolo.

Un vero gioiello dell’Industria automobilistica italiana e probabilmente una delle Automobili più belle ed iconiche di sempre.

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