
La prima volta che Lola produsse un coupè con motore Aston Martin era il 1967, con la T70 Mk3 GT. Il debutto non fu dei migliori, l’auto dovette ritirarsi a causa del cedimento di una sospensione.
Dopo la prima puntata del nostro Speciale Auto dedicato al Mondiale Endurance, con protagonista l’Audi R18 TDI, eccoci con il secondo appuntamento!
Il debutto della nuova Lola B08/60 avvenuto nel 2008 alla 1000 KM di Barcellona fu qualcosa di decisamente diverso: il team Charouz Racing System terminò la gara in terza posizione, dietro alle regine Peugeot ed Audi. Un debutto impressionante per il V12 Aston Martin.
Sostanzialmente, come sottolinea il direttore tecnico Aston Martin Racing, George Howard – Chappell, non fu nulla di rivoluzionario o nuovo: si trattava del motore V12 Aston Martin da 5.935 cc, vincitore in GT1 a Le Mans nel 2007, adattato al telaio Lola. L’auto venne prodotta sotto la supervisione di Julian Cooper, ma non nacque per ospitare il V12 Aston Martin: furono necesseri alcuni accorgimenti tecnici per poter adattare il telaio al nuovo motore Aston Martin.
Lo sviluppo della vettura è stato piuttosto lineare e tipico per una LMP1. Difatti il telaio è composto da un unico pezzo di fibra di carbonio, soluzione che va a favorire la rigidità del telaio. Così come il telaio, anche la carrozzeria è composta da fibra di carbonio con un nucleo a nido d’ape. Stesse soluzioni adottate per la Lola che corre in LMP2. La differenza sostanziale la troviamo nelle sospensioni anteriori e posteriori.
E’ il coupè la strada da percorrere? Così pare visti i risultati: Audi è la regina con la sua R18 e vince la sfida tra i diesel, mentre la Lola vince la sfida tra i motori benzina. Ma il capo designer Lola, Julian Sole, evidenzia come l’unico punto a vantaggio del coupè sta nel fatto che si hanno maggiori benefici aerodinamici a basso carico aerodinamico. Aggiunge anche che, il merito di questa scelta deve andare al proprietario Martin Birrane.

Nel 2009 Aston Martin compra i telai Lola B09/60: la squadra inglese entra ufficialmente nelle competizioni LMP1. L’auto subisce numerosi upgrade aerodinamici, pensati e sviluppati interamente dalla Aston Martin. Anche la denominazione dell’auto cambia, si chiamerà difatti Lola – Aston Martin B09/60.

La vera rivoluzione arriva nel 2011. Toyota motorizza la Lola per il team Rebellion: l’auto subisce ancora numerosi cambiamenti. Oltre al pacchetto aerodinamico sviluppato nella galleria del vento ad Huntingdon in Inghilterra, la nuova Lola porta con se nuovi gruppi ottici e nuove sospensioni anteriori. Il sodalizio Toyota – Lola continua anche quest’anno con la nuova B12/60. L’auto mantiene sempre il monoscocca coupè, è spinta da un V8 Toyota 3,400 cc benzina.

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