Giulia? Bene, bravi. Ma ora dovete farla diventare una Alfa Romeo.

Giulia è una berlina con motore anteriore a trazione posteriore. Costruita per rilanciare un Marchio. Ma non basta: manca ancora qualcosa perchè Giulia diventi una vera Alfa Romeo.

La nuova Alfa Romeo Giulia è tremendamente bella e la QV da 510 CV è il giusto tributo di Prestazioni, Evoluzione e Tecnologia che il Gruppo FCA ha voluto donare alla nuova berlina della Casa di origine milanese per la sua rinascita. Chi punta il dito e accusa è libero di farlo, ma credo ne capisca veramente poco.

Per vedere le Giulia “normali”, ovvero le 2.0 Turbobenzina e le 2.2 Turbodiesel che compongono la gamma quattro cilindri, più il V6 3.0 Turbodiesel costruito dalla VM Motori di Cento, dovremo aspettare il Salone di Francoforte.

Saranno ancora più importanti della QV con motore 2.9 V6 Biturbo, auto Super Premium ad alte prestazioni che serve per far vedere di cosa si è capaci e per far vendere tutte le altre. Come BMW fa con la M3/M4, come Mercedes fa in vari Classe C e S, come Audi fa con le RS.

Le bocche su prezzi e tagli di potenza sono cucitissime, ma il prezzo d’ingresso della Giulia base dovrebbe essere sui 32.000 euro. Per i motori di accesso avremo potenze di 180 CV per il Turbobenzina e poco meno di 150 CV per il Turbodiesel, questo il minimo sindacale. Su questi due motori saranno allestite altre quattro motorizzazioni più performanti, con l’obiettivo di fornire dei benzina da 250 e 350 CV e altri due diesel tra 180 e 220 CV.

Sicuramente arriveranno allestimenti e pacchetti estetici per rendere le meno costose Giulia il più somiglianti possibile alla Giulia QV, magari sigle tipo QV Line, Sprint, eccetera.

Il top gamma per il quale immagino un prezzo di almeno 80 mila euro, più chicche extra quali freni Carboceramici, che a meno di 15 mila euro non ti dà nessuno.

Ma queste sono considerazioni personali, veniamo al succo della questione.

L’attività che dovrà supportare la vendita e il successo della Berlina, il trampolino di lancio per la nuova vita Premium di Alfa Romeo, il palcoscenico che dovrà convincere potenziali acquirenti della bontà del progetto Alfa Romeo. Le Competizioni.

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Motorsport. Sembra quasi un tabù, una parola maledetta, un qualcosa che non interessa, una questione che non si vuole affrontare. Eppure è questa la Storia di Alfa Romeo. È lì che è nato il Mito, è da lì che è nata quella Ferrari con la quale oggi si vuole ricostruire un collegamento ideologico.

Ma tutto questo sarà semplice, banale e frivolo Marketing se non supportato da un Piano concreto che preveda finalmente l’impegno di Alfa Romeo come Factory in una Competizione Mondiale.

E non si tiri in ballo l’adesivo appiccicato sulla fiancata della Ferrari SF15-T o l’ipotesi di marchiare Alfa Romeo i motori Ferrari Clienti in Formula 1, perchè la Storia non è rebadging ed il Mito non è un adesivo.

Alfa Romeo deve tornare a correre, deve farlo con un Programma Ufficiale. Il Gruppo FCA deve stanziare quei 20/30 milioni di euro all’anno che servono per una Stagione da protagonista in un ipotetico WTCC o il nuovo DTM (se si ha voglia di giocare con soluzioni Proto), sfruttando magari la struttura di un Team italiano. Ne abbiamo tantissimi, molte Factory straniere corrono sfruttando squadre con engineering, tecnici e meccanici italiani.

Ci sono fior fior di auto, soprattutto compatte tedesche e giapponesi, che vengono sviluppate in Officine Lombarde per correre in Europa con l’appoggio diretto delle Case.

La MiTo non era eleggibile, la Giulietta una goccia nell’Oceano delle compatte e non supportata da un vero e proprio Piano, la 4C una vettura troppo elitaria per investirci soldi nelle Corse. Non avrebbe avuto ritorno di immagine sul modello, soltanto sul Brand. Quindi posso capirlo.

Ma la Giulia… No. Non ci sono più scuse: è una berlina, sarà venduta dai 30 ai 90 mila euro, avrà un Mercato globale potenzialmente immenso. E non si può più sbagliare: se la Giulia non dovesse avere successo Commerciale per il Marchio sarebbe la fine e per il Gruppo una sconfitta senza precedenti.

400.000 mila Alfa Romeo all’anno entro il 2018 non le vendi con uno schiocco di dita, considerando che oggi si riesce a piazzarne 80 mila scarse.

Non bisogna lavorare soltanto sui Social, mandandosi Tweet politicamente corretti. Non solo Pubblicità, non solo Safety Car. Insomma, basta operazioni di contorno. Bisogna essere protagonisti.

La Storia si scrive in Pista. Alfa Romeo è nata tra i cordoli e da quei Magici Giorni vive di rendita, forte di un passato che non ha nulla a che vedere con chi è oggi alla guida di Alfa Romeo.

Le vendite della nuova Alfa Romeo Giulia inizieranno nella Primavera del 2016. Quel che mi aspetto e quello che tutti vogliamo è la nascita di un Programma Factory entro questa data e un impegno Ufficiale a tempo pieno dal 2017.

Non avete più scuse. È bella, è italiana, ha la trazione dalla parte giusta. Per far sì che sia anche una Alfa Romeo dovete farla correre.

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