60 ANNI FA LA TRAGEDIA DI LE MANS. ALLA 24 ORE DEL 1955 MORIRONO 84 PERSONE. 120 SUBIRONO FERITE. ERA L’11 GIUGNO.
La 23esima edizione della 24 Ore di Le Mans si preannunciava, alla vigilia, particolarmente appassionante, col ritorno della Mercedes-Benz a Le Mans, con le Ferrari vincitrici l’anno prima e con le ambiziosissime Jaguar.
Le migliori vetture sport ed i migliori piloti del momento (Moss, Fangio, Hill, Hawthorn…) erano riuniti davanti a 250.000 spettatori, per una corsa che per la prima volta era filmata in diretta.
Alle 18.27, dopo 147 minuti d’una corsa disputata ad un ritmo intensissimo, la Jaguar n° 6 di Mike Hawthorn e la Mercedes-Benz n° 19 di Juan-Manuel Fangio sono in piena lotta per la prima posizione ed avvicinandosi al rettilineo dei box raggiungono la Mercedes-Benz n° 20 di Pierre Levegh, eroe dell’edizione 1952.
Hawthorn supera la Mercedes n° 20 e l’Austin-Healey di Macklin, decisamente meno veloce. Subito dopo questa manovra, Hawthorn frena per rientrare nella corsia box.
Macklin è sorpreso e sterza a sinistra. La Mercedes-Benz di Levegh, lanciata a piena velocità, non può evitare la piccola Austin – che si trasforma in trampolino – e si schianta contro il terrapieno che separa la pista dalle tribune.

Per la violenza dell’urto, il serbatoio della Mercedes-Benz n° 20 esplode. Il suo pilota è ucciso sul colpo. L’avantreno, il motore e vari pezzi di carrozzeria sono proiettati nelle tribune e falciano decine di spettatori seminando la morte tra di loro.
In oltre 80 restano uccisi. È l’orrore assoluto. È la peggior catastrofe della storia dell’automobilismo.
In occasione d’una serata in omaggio delle vittime, organizzata recentemente a Le Mans, Pierre Monin, sopravvissuto di quella tragedia, ha testimoniato al quotidiano locale Ouest-France.
L’avantreno della Mercedes è passato proprio sopra la mia testa. Mia moglie venne protetta e salvata dal corpo d’uno spettatore che era salito su uno sgabello….
Jean-Paul Guittet, che aveva solo dieci anni allora, è oggi medico ed è entrato a far parte del servizio sanitario della 24 Ore di Le Mans. Si ricorda di quell’orrore, così come se ne ricorda Jeannine Morice, allora crocerossina.
Durante la Giornata Test, è stata inaugurata una placca commemorativa in occasione d’una cerimonia solenne svoltasi in presenza delle famiglie delle vittime, di membri dell’ACO e di commissari.
Quel dramma provocò una presa di coscienza generale. Alcuni paesi reagirono vietando certe gare (ad esempio il Messico con la Carrera Panamericana), se non proprio le corse automobilistiche sul loro territorio (ad esempio la Svizzera, fino al 2007), mentre gli organizzatori della 24 Ore di Le Mans scelsero di realizzare importanti lavori per migliorare la sicurezza del circuito.
Da 60 anni a questa parte, la nozione di sicurezza è al centro delle preoccupazioni dell’Automobile Club de l’Ouest.
Anche quest’anno, sono stati effettuati lavori per migliorarla ulteriormente in oltre due chilometri di tracciato, tra Mulsanne e le Curve Porsche.
(LeMansLive.com)

