ErzbergRodeo 2015, non è vero che vince uno solo. Quattro Eroi hanno scritto la Storia.

ErzbergRodeo 2015. La ventunesima edizione della Red Bull Hare Scramble scrive una pagina di storia dell’Enduro con un epilogo clamoroso. Gomez, Walker, Jarvis e Lettenbichler sono tutti vincitori.

Quello che succede ogni giugno ad Eisenerz, Austria, ha ogni volta dell’incredibile. L’ErzbergRodeo è la più importante manifestazione di Enduro Estremo al mondo e allo stesso tempo la più grande festa motociclistica che ci sia.

L’edizione 2015 della gara nell’Iron Giant si presentava al Top come sempre, con numerosi contendenti pronti a lottare per la gloria. Quest’anno i pretendenti erano veramente tanti: Jonny Walker, Graham Jarvis, Taddy Blazusiak, Alfredo Gomez, Wade Young, Andreas Lettenbichler, Mario Roman, Joakim Ljunggren. Tutti fortissimi e tutti potenzialmente vincenti.

Ma quello che è capitato ieri, 7 giugno 2015, ha scritto una pagina di Enduro e di Sport che rimarrà per sempre indelebile, non solo nell’albo d’oro della disciplina, anche e soprattutto nella memoria degli appassionati.

La Hare Scramble parte come al solito a mezzogiorno, e come al solito a scattare in testa è Jonny Walker. Dopo poche decine di metri si interrompe la gara di uno dei favoriti, Taddy Blazusiak. Il polacco era in corsa per il sesto successo personale dopo qualche anno di assenza.

Lungo la salita al primo girone dell’inferno austriaco Blazusiak e Walker si toccano, ma mentre il britannico ne esce indenne, il Campione di Super Enduro cade e vola letteralmente giù per la discesa di ghiaia fino al fondo della cava.

Fosse successo solo questo Taddy sarebbe sicuramente ripartito, ma pochi istanti dopo essersi fermato, il polacco è colpito violentemente dalla sua moto che rotola verso valle. Nessuna grave conseguenza fisica, oltre la gran botta, ma il colpo sul morale è devastante. Grandi sacrifici e grandi aspettative frustrati dopo meno di un minuto.

La gara però va avanti. Con Walker che prende il largo inseguito da Philipp Scholtz e tutti gli altri. Superati i primi checkpoint inizia la rimonta di Graham Jarvis. Il vantaggio di Walker comincia a diminuire man mano che il percorso si fa più tecnico.

Il sorpasso avviene dopo oltre un’ora e mezza di sofferenze, quando Jonny Walker commette un errore, cade e danneggia, in maniera non grave, il radiatore della sua Ktm 300. Ci vuole qualche minuto per riempirlo d’acqua, e nel frattempo il duo Husqvarna formato da Jarvis e Gomez passa in testa.

Poco dopo i piloti arrivano al Checkpoint Downtown, il numero diciannove. Qui la Hare Scramble 2015 cambia faccia.

Una risalita in mezzo al bosco, un muro con fondo di pietre e radici bagnate. Impossibile raggiungere la cima. E’ a questo punto che si assiste alla clamorosa svolta che condizionerà il risultato finale.

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Il trio che aveva guidato la corsa fino a quel punto, formato da Jarvis, raggiunto poi da Gomez e Walker, è costretto ad una tregua per uscire da quella maledetta situazione. Salire con le proprie forze è fuori discussione, l’intervento del pubblico è vietato, non resta che aiutarsi tra piloti, avversari.

L’unico supporto che gli spettatori possono fornire ai guerrieri consiste in qualche corda per trainare le moto, acqua fresca e pacche sulle spalle di incoraggiamento. La scalata è lenta e massacrante. Walker e Gomez si tolgono addirittura il casco per riuscire a respirare.

Parecchio tempo dopo i primi tre, giungono alla base della salita altri piloti, Andreas Lettenbichler, Wade Young e Mario Roman.

Anche loro non possono fare altro che dare una mano ad issare le moto degli avversari. Chi per primo raggiunge la cima però torna giù, a fare altra fatica per aiutare quelli che non sono più rivali, sono amici e reciprocamente salvatori.

Ci vuole ben oltre un’ora per uscire dal Downtown, e quando finalmente tutti e sei sono in cima, la gara non riparte. O meglio, i piloti riprendono la via per l’arrivo, ma lo fanno senza fretta. La competizione è sospesa in via definitiva.

Le scene finali sono quasi commoventi. I primi cinque, con Mario Roman leggermente più attardato, diventano compari di una scampagnata imprevista. Si aspettano dopo ogni punto impegnativo, salutano il pubblico e impennano nei tratti scorrevoli.

Sotto l’arco Red Bull del traguardo in quattro transitano alla pari; il povero Wade Young, giovanissimo sudafricano, invece viene squalificato per aver saltato un controllo di passaggio.

Alfredo Gomez, Jonny Walker, Graham Jarvis, Andreas Lettenbichler. Sono loro i vincitori ex aequo della Hare Scramble dell’Erzberg Rodeo 2015. Mario Roman è quinto (o secondo?) con un ritardo inferiore al minuto, comunque ultimo dei piloti in grado di raggiungere il traguardo.

Nelle dichiarazioni ai microfoni di Red Bull Tv sia Walker che Lettenbichler non riescono a trattenere qualche parola di rimprovero nei confronti dell’organizzazione. Inserire quella dannata salita nel percorso è stato stupido, per citare il britannico. Ad ogni modo è andata bene così, non fosse stato per il Downtown non avremmo assistito a qualcosa di unico.

Dietro i cinque eroi, nessun altro va più in là del diciottesimo checkpoint, Killing Leap. Concludono qui Joakim Ljunggren, i fratelli Ben e Dan Hemingway, Jonathan Richardson, Scott Bouverie, Pierre Pallut e Travis Teasdale.

Il migliore degli italiani in gara è come sempre Diego Nicoletti, su Beta 300 del team GTS. In pochi parlano del pilota vicentino, ma Diego, trentunesimo assoluto e arrivato fino al Carl’s Dinner, merita comunque un applauso. Nel 2014 aveva compiuto l’impresa di raggiungere l’arrivo; quest’anno, nell’edizione giudicata dai piloti come la più dura di sempre, è stato comunque grande.

Qui la classifica completa della Red Bull Hare Scramble 2015.

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