Sì, la Ducati c’è. È veloce, è competitiva, e al Circuito delle Americhe di Austin si arrende solo a Marc Marquez e alla Honda HRC.
Andrea Dovizioso conquista il secondo posto sul Podio anche negli Stati Uniti e fa due su due nelle prime due gare del Motomondiale.
Il pilota di Forlì batte Valentino Rossi e la Yamaha ufficiale nella lotta per la seconda piazza e, più indietro, Andrea Iannone fa 5° cedendo nel finale alla seconda moto di Iwata, quella di Jorge Lorenzo.
Non è come il doppio podio del Qatar, ma probabilmente il risultato di Austin è ancora più importante perchè conferma quanto visto nei Test e nel primo Gran Premio. Conferma la competitività del nuovissimo prototipo progettato da Gigi Dall’Igna, nonostante un circuito molto diverso e le nuove regole di benzina che le Ducati GP15 hanno dovuto rispettare.
E se è vero che la Desmosedici gira da sempre con 20 litri di carburante (contro i 24 prima ed i 22 ora concessi), proprio per lavorare su un prodotto finale e non su vane possibilità di vittoria legate ad una concessione che svanirebbe all’istante, non deve neanche preoccupare il fatto che Dovizioso e Iannone siano rimasti senza benzina nel giro di rientro.
Anzi, questo sottolinea quanto la gestione dello sviluppo del nuovo corso Ducati sia precisa, metodica e minuziosa. E del resto sono conferme delle impressioni che la GP15 mi aveva dato nei Test di Losail, non solo per una pura questione di tempi sul giro. Ducati ha scelto il regolamento Open per sviluppare il nuovo motore, non certo per giocare con qualche litro in più.
Non ha rinnegato il passato, non è partita da un foglio bianco. La squadra di tecnici ed ingegneri ha lavorato con freddezza, costruendo il nuovo attorno a qualcosa di già conosciuto. La cosa più difficile da fare quando il mondo esterno ti fa credere di aver perso la bussola e di non essere più in grado di dire la tua, ma anche la più saggia.
Tra una settimana il GP Argentina e l’Autodromo Termas de Rio Hondo saranno il nuovo banco di prova per la Ducati GP15. Ma da oggi sappiamo una volta per tutte che questa moto, appena nata, può dare del filo da torcere a tutti e in qualsiasi tracciato, puntando sempre al Podio e magari a qualcosa di più. Di questo passo arriverà la vittoria “pulita”, il vero obiettivo del Ducati Team quest’anno.
Una Ducati così non si vedeva da oltre dieci anni e ha ragione Dovizioso quando dice che questa moto può essere meglio di quella di Stoner, visto che Dovi ha sempre ritenuto Casey il principale artefice dei successi di Ducati, il pilota che faceva da solo la differenza.
Una bella soddisfazione per una squadra che ha faticato per tanti anni, rimediando brutte figure e delusioni, facendo investimenti importanti (innegabile il supporto del Gruppo VW, che ha lasciato le idee a Borgo Panigale, finanziandole) per rialzare la testa e dare battaglia ai colossi di Honda e Yamaha, guidata dall’estro di Gigi Dall’Igna e dal talento e propensione al sacrificio di Dovizioso, pilota titolare che ha vissuto entrambe le epoche. Il lavoro premia sempre.
Andrea Dovizioso
Quella di oggi è stata una gara stupenda e la mia soddisfazione personale è molto grande perché qui ad Austin le gare sono sempre speciali: su questa pista devi controllare l’energia, le gomme e la velocità, qualcosa che non succede negli altri circuiti. Sono particolarmente contento del lavoro della mia squadra perché in una pista completamente diversa da Losail abbiamo confermato la competitività della GP15 e siamo riusciti a migliorarci durante il weekend.
Quest’anno abbiamo già fatto due gare molto belle, però dobbiamo continuare a lavorare perché ci manca ancora qualche rifinitura in frenata e in trazione, piccoli miglioramenti che però faranno la differenza per poter lottare per le prime posizioni in tutte le piste.
Andrea Iannone
Tutto sommato è stato un weekend positivo, anche se non sono molto soddisfatto del mio quinto posto. Oggi era difficile riuscire ad ottenere di più, perché in partenza ho perso tanto tempo quando Redding è caduto davanti a me. Allora ho dovuto spingere per recuperare i quattro secondi di distacco dai primi e non è stato assolutamente facile. Ho dovuto forzare molto sull’anteriore e sulle gomme in generale, e inevitabilmente l’ho pagato negli ultimi cinque giri.
Peccato, ma sono comunque contento di avere una moto competitiva, che ogni domenica può lottare per il podio e mi consente di stare davanti con i piloti più forti, e sto portando a casa dei risultati importanti.
Luigi Dall’Igna
Quella di oggi è stata sicuramente un’altra bella gara per la nostra squadra, ed il secondo posto ottenuto oggi da Dovizioso ha un sapore più dolce rispetto a quello del Qatar. Abbiamo fatto una scelta coraggiosa, utilizzando una gomma anteriore più morbida rispetto a quasi tutti gli altri, convinti che il problema non fosse tanto la gomma quanto lo stile di guida.
Dovi è stato davvero bravissimo ed ha saputo gestire la gara con intelligenza, cercando di risparmiare la gomma anteriore, ed è poi stato incisivo al momento giusto ed è riuscito a portare a casa un gran risultato. Anche Iannone ha disputato una buona gara e in pista era molto veloce.
Credo che anche lui avrebbe potuto puntare al podio se non avesse dovuto forzare nei primi giri, quando ha dovuto lottare per superare diversi piloti prima di agganciare il gruppo dei primi, e verso fine gara si è trovato in crisi con lo pneumatico anteriore. Adesso andiamo in Argentina e cercheremo di confermare sul circuito di Termas de Rio Hondo le buone prestazioni delle prime due gare del campionato.

