Manor F1 Team, il mistero della decima. Ecco cosa sta succedendo in Regno Unito.

La Decima squadra in Formula 1: il Manor F1 Team.

La ex Marussia è ancora in pista, almeno in teoria. Ha trovato l’accordo con i Creditori e sta aspettando un nuovo Proprietario.

Ma il tempo stringe: al GP d’Australia manca meno di un mese. Ennesima situazione paradossale nel Circus della Formula 1.

Mentre a Barcellona le nove squadre stanno partecipando alla seconda Sessione di Test Invernali, il Manor F1 Team porta avanti una battaglia Amministrativa con l’obiettivo di ridurre i debiti, soddisfare i Creditori e… correre a Melbourne il 15 Marzo.

Il Manor F1 Team è la struttura tecnica sulla quale si reggeva la fallita Marussia. Il Team vero e proprio, l’essenza della squadra spogliata di loghi, nomi e proprietari del Brand. E la struttura britannica ci crede: essere la decima squadra del Campionato del Mondo di Formula 1 è possibile.

Vuoi perchè in queste settimane si sono fatti degli enormi passi in avanti, vuoi perchè la FIA sta supportando l’iscrizione della Manor, desiderosa di avere dieci Team e quindi 20 monoposto in Griglia.

Qualche settimana fa lo Strategy Group della Formula 1 aveva bocciato l’eventualità che la Manor potesse correre con la monoposto del 2014, almeno per la prima parte dell’anno.

La squadra aveva chiesto clemenza ai Team e l’obiettivo era quello di poter dare garanzie a possibili investitori ed attrarre così un ipotetico nuovo Proprietario disposto a finanziare il Progetto e dare un nuovo nome alla squadra.

Per far sì che la Manor potesse schierare nel GP d’Australia di Melbourne, prima gara del Mondiale, la monoposto 2014, era necessario un voto all’unanimità. Ma così non è stato. Force India si è opposta e il tavolo è saltato. In ballo ci sono anche i ricavi commerciali complessivi che spetterebbero a Manor, ovvero 35 milioni di sterline che, in caso di mancata partecipazione, finirebbero anche agli altri 9 Team. Non una bella situazione.

Curioso che, proprio Force India, sia la squadra più in ritardo quest’anno e che proprio Force India stia girando a Barcellona con la monoposto 2014, il tutto dopo aver saltato i Test di Jerez.

Il motivo? Ritardi nella fornitura delle componenti da parte delle Aziende esterne, quindi ritardi nei pagamenti.

La squadra anglo-indiana dovrà obbligatoriamente schierare la monoposto 2015 a Melbourne, anche a costo di utilizzare un prototipo senza chilometri all’attivo.

Tornando al Manor F1 Team, la Società è attualmente in Amministrazione controllata ma lo Status di stallo si risolverà nelle prossime ore. A garantirlo è il curatore fallimentare Geoff Rowley.

Dal Regno Unito si apprende come la Manor stia comunque lavorando alla monoposto 2015 utilizzando le simulazioni, in attesa che il ramo Amministrativo della struttura faccia il suo. La Scuderia Manor utilizzerebbe la Power Unit Ferrari.

La FIA sta assecondando le richieste della Manor anche perchè, è bene ricordarlo, stiamo parlando di una squadra che ha regolarmente pagato la Tassa d’Iscrizione al Campionato e che quindi ha diritto di risultare iscritta fino a quando la Entry List non sarà chiusa.

La procedura di vendita dei beni era stata parzialmente sospesa nel corso dell’inverno, un segnale che ora possiamo comprendere meglio. Diversa e più complessa la situazione Caterham: a Marzo è fissata l’Asta fallimentare.

Di certo saranno richieste garanzie severe. E gli eventuali piloti Marussia saranno drivers con una valigia di proporzioni atomiche. In Inghilterra in queste ore sta circolando il nome di Jordan King, pilota GP2. Figlio di Justin King, proprietario dei Supermercati Sainsbury.

Il padre ovviamente sembra coinvolto nel salvataggio della Marussia.

Questa Formula 1 ci ha abituati a tutto, ma se la Manor dovesse essere ammessa e dovesse, malauguratamente, restare senza fondi nel corso del Campionato come la Marussia nel 2014…

Sarebbe un fallimento sotto ogni punto di vista e tutto a carico della Federazione, che dovrebbe risponderne direttamente. Almeno eticamente.

Certo resta da chiedersi quale possa essere il livello di competitività di una Scuderia che non ha partecipato ai Test invernali, non ha avuto a disposizione una Factory (il Team si è spostato in poche unità nella Sede Manor dello South Yorkshire) e non ha potuto contare su investimenti fino a minimo 4 settimane dal via del Campionato, partendo da una base tecnica già insufficiente rispetto ai rivali.

L’ennesimo misterioso paradosso nel Circus della Formula 1.

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