La 12 Ore di Bathurst è stata fatale per un canguro, investito a 220 km/h da una BMW M3 GTR.
Ma l’episodio è l’ultimo di una lunga serie. E non è piaciuto ai piloti.
Episodio spiacevole per un pilota e per un… canguro, domenica scorsa alla 12 Ore di Bathurst.
L’Australia, si sa, è il Paese dei Canguri. E nella Corsa endurance più importante dell’Emisfero australe non poteva mancare il simpatico mammifero. Che, purtroppo, ha fatto una brutta fine.
La gara della BMW M3 GTR #42 di Anthony Gilbertson è stata compromessa da un brutto episodio. Il pilota, mentre sfrecciava sul bellissimo Circuito australiano, si è trovato davanti un Canguro.
Sì, un canguro in mezzo alla pista. L’impatto tra la BMW M3 GTR di Gilbertson è lo sfortunato animale è avvenuto alla velocità di 220 km/h.
Inutile dire che per la bestiola non ci sia stato nulla da fare, così come per l’avantreno ed il radiatore della vettura tedesca allestita Endurance.
Ma ciò che è successo a Bathurst non ha fatto ridere i piloti.
Ci sono stati altri precedenti nei giorni scorsi e la domanda che lo stesso Gilbertson ha lanciato è eloquente: quante altre volte dovrà succedere prima che a rimetterci la vita sia un pilota?
Del resto pensate cosa sarebbe potuto accadere se ad investire l’animale fosse stato un motociclista, oppure una vettura Sport-prototipo o Formula con abitacolo aperto.
L’accusa è all’Organizzazione del tracciato di Mount Panorama, rea di non aver protetto adeguatamente il nastro d’asfalto da intrusioni esterne.

