
Quella di Austin è stata una notte lunghissima. I venti di boicottaggio da parte di tre Scuderie, ovvero Force India, Lotus e Sauber, sono rientrati (almeno per la gara di oggi), ma l’iniziativa dei tre Team Principal ha portato già qualche effetto… per usare un eufemismo.
Il Boss è con le spalle al muro e ha dovuto ammettere che ciò che sta succedendo sia la più grande Crisi mai affrontata dalla Formula 1.
Bernie Ecclestone aveva guardato con un certo snobbismo, almeno di facciata, quanto stava accadendo in quello che è ancora il “suo Circus”.
Di fronte al forfait di Marussia e Caterham si era espresso con toni duri e a dir la verità molto superficiali: “Non voglio gente che fa l’elemosina nel Paddock”, così aveva liquidato la questione ai Media britannici.
Probabilmente Mr E era convinto di risolvere in maniera relativamente indolore questo blackout finanziario.
Una situazione pesante e per certi versi imbarazzante: i Team (o ex Team?) più piccoli erano stati attirati con la menzogna della riduzione dei costi ma, di contro, non è mai stato piazzato un tetto massimo di spesa realistico e, dopo lo stravolgimento regolamentare che ha portato all’introduzione delle costosissime Power Unit V6 Turbo Hybrid, le Scuderie in difficoltà si sono trovate con debiti cresciuti in maniera esponenziale.
Debiti talmente gradi e situazione talmente pesante che le Scuderie in crisi non riescono a trovare alcun investitore disposto a saldare il conto. Lampante la situazione della Caterham che sembrava aver trovato un compratore ma… probabilmente le cifre di indebitamento reale erano talmente alte da aver fatto indietreggiare la presunta nuova proprietà.
Marussia e Caterham non sono le uniche Scuderie che devono fare i conti con debiti ormai arrivati a livelli insopportabili.
Ci sono altre squadre nei guai e altre squadre che potrebbero finirci presto. Sauber, per esempio. La Scuderia elvetica ha rivelato i propri piani per il 2015 e ha messo sotto contratto già Marcus Ericcson (oggi in Caterham), pilota che porta in dota qualcosa come 14-15 milioni di euro di sponsorizzazioni.
Funziona così. Ma se nella riunione della notte i tre team hanno messo da parte l’ipotesi di boicottaggio (sarebbero dovuti rientrare ai Box dopo un solo giro), dall’altra parte Bernie Ecclestone potrebbe aver capito che la situazione non si può risolvere con la famosa “Terza Macchina”. Quanti Team resterebbero in Formula 1? Tre o quattro.
“Il problema è che ci sono stati troppi soldi distribuiti in maniera errata. Forse questo è stato il mio più grande errore”, questa la dichiarazione di colpevolezza di Ecclestone direttamente dal Texas e riportata dal Telegraph.
“La terza auto? Credo dovremo dimenticarcela, ci sono squadre che oggi non potrebbero schierarne due”.
E per far capire a che livello sia arrivata la Formula 1, Bernie ha elaborato questa soluzione: “So che tipo di problemi ci siano, ma in questo momento non capisco come sia possibile risolverli”.
“Io non sono felice di questa situazione. Dobbiamo fare qualcosa a riguardo. Non possiamo pensare di restare fermi, seduti e aspettare che tutto si risolva. Non è come quando hai l’influenza, prendi un paio di aspirine e tutto passa. Vorrei strappare tutti i contratti e far prendere tutti i soldi. Vorrei dire alla gente di pagarsi i debiti così che nessuno possa aver sofferto per la Formula 1“.
Un Ecclestone così non lo avevamo mai visto. Non sarà la fine della Formula 1. Sarà la fine della Formula 1 di Bernie.
