
Una delle domande che mi viene fatta più volte è: “ma se vince sempre lo stesso che gusto c’è?”.
Vorrei sfatare questo falso mito una volta per tutte: quando si parla di campionati mondiali (siano essi a 2 o 4 ruote) il livello, come ovvio, è alto. Se c’è, quindi, un pilota che domina quasi incontrastato, il livello di quel pilota è a dir poco imbarazzante per tutto il resto dello schieramento.
Qual è il gusto? È come veder giocare Maradona, vedere Tomba mentre scia o Alì che boxa contro Frazier: è espressione di talento puro, vera e propria goduria per gli occhi di chi ha il piacere e la fortuna di guardarli.
Tom Sykes sta uccidendo il mondiale SBK, e, non a caso, è per la terza volta l’uomo del week-end. Questo week-end a Misano è arrivato con la mano destra ancora dolorante dalla Malesia, e in una conferenza stampa ha dichiarato: “con la mano in questo stato perdo circa 4 decimi al giro”…
Alla luce della prestazioni dell’inglese, e soprattutto alla luce della premessa che lo stesso pilota Kawasaki aveva fatto, mi vengono in mente un sacco di espressioni colorite in un romanaccio pesante che vi risparmio volentieri…
Bando alle parolacce e veniamo alla gara, anche se poco c’è da dire: Sykes parte in pole, si fa sorpassare allo spegnersi dei semafori e poi dilaga e si riprende la prima posizione con degli interessi che neanche il peggior strozzino applicherebbe.
Nulla può il compagno di squadra che è costretto ad incassare distacchi notevoli, ma regala alla Kawasaki l’ennesima doppietta, arrivando secondo in entrambe le manches.
Che resta da dire, chapeau a Sykes e lunga vita a quei fenomeni che sono capaci di farci venire la pelle d’oca ogni maledetta domenica.
Alessandro Roca (@AlessandroRoca)
