
Mondiale Enduro 2014: questo GP di Svezia verrà sicuramente ricordato come una gara davvero tosta. Non capita spesso di leggere tempi di percorrenza, a fine giornata, che superano le due ore cronometrate.
In effetti un solo pilota è riuscito a far segnare un tempo inferiore ai 120 minuti complessivi. Parliamo di Pierre Alexandre Renet, che dopo la doppietta in Finlandia non sembra volersi accontentare di vincere, vuole umiliare tutti gli avversari. E oggi ci è riuscito alla grande.
Il pilota Husqvarna vince dodici prove speciali su quindici e rifila agli inseguitori un abisso. Nella classe E2, secondo è Aubert, staccato di 1′ e 48″; nell’assoluta il primo inseguitore è Nambotin, a 1′ e 45″.
La Enduro 2 è appunto dominata dai francesi, come purtroppo molto spesso. Terzo conclude Alex Salvini, decisamente lontano dal vincitore, ma anche dal pilota Beta. Alex ha occupato la seconda posizione per buona parte della gara, ma ha dovuto cedere una posizione dopo un problema nella speciale 10, che gli ha fatto perdere circa un minuto.
Buona la gara di Mirko Gritto, sesto, anche se distanziato di ben oltre sei minuti.
Nella Enduro 1 il nome in cima alla classifica è sempre lo stesso, quello di Christophe Nambotin. Anche qui i distacchi si calcolano nell’ordine dei minuti, ma a limitare il ritardo il più possibile è Eero Remes, secondo, davanti a Jeremy Tarroux. Thomas Oldrati è sesto.
Decisamente degna di nota la prestazione del nostro Rudy Moroni, quinto al traguardo, dopo aver occupato la quarta piazza per quasi tutta la giornata. Ha ceduto la posizione a Cristobal Guerrero solo nel finale, e non è riuscito a difenderla per soli tre secondi. E’ il suo miglior risultato dall’inizio dell’anno, complimenti!
L’unica classe davvero combattuta è stata la E3, con Matt Phillips che vince la sua quarta giornata consecutiva, ma Mathias Bellino è più lento di soli dodici secondi. Completa il podio un ritrovato Jeremy Joly, anche lui non troppo distante dal vincitore. Sotto il minuto di ritardo anche Luis Correia, quarto.
Giornata davvero difficile per Ivan Cervantes, solo dodicesimo. El Torito ha dovuto fare i conti con una caviglia davvero mal messa che non gli ha mai permesso di esprimersi al meglio. Oltre al danno, la beffa, poichè con soli quattro punti portati a casa, è costretto a cedere la leadership in campionato ad un Phillips che difficilmente vorrà cederla. Merita un applauso solo per aver stretto i denti e aver portato a termine le quindici estenuanti speciali. Stoico.
Soffrono gli italiani della E3, anche se per motivi ben diversi da quelli dello spagnolo. Albergoni è nono e Philippaerts addirittura tredicesimo, staccato di sette pesantissimi minuti.
Giacomo Redondi torna a farci sorridere e vince per la terza volta quest’anno. La lotta per la vittoria è stata davvero dura, con ben tre piloti coinvolti. Nella top 3 ci sono i due fratelli McCanney, con Daniel secondo e Jamie terzo, finalmente competitivo e ripresosi del tutto dall’infortunio di inizio anno.
Nella Youth Cup continua il dominio di Albin Elowson, che porta a casa un’altra vittoria nonostante trenta secondi di penalizzazione. Sul podio con lui Jeremy Miroir e Jesper Borjesson. Il nostro Soreca è quinto, subito davanti a Trainini e Bresolin.
foto ABC Communication

