Recensione Ford Fiesta ST 1.6 Turbo 182 CV.
Mi Piace. Sono reduce da due settimane di Test con la nuova Ford Fiesta ST e, lo dico subito, Mi Piace.
E restituirla a mamma Ford mi è spiaciuto tantissimo, perchè la piccola quattro cilindri 1.6 Turbo della Casa Statunitense è un mezzo che ha qualcosa che è difficile trovare nelle sportivette attualmente sul Mercato: il Carattere.
La Recensione Ford Fiesta ST di IFG comincia dall’esterno.
Partiamo da fuori: la nuova ST è proposta in carrozzeria tre porte (olè!), ha un bel muso massiccio e tagliato con un design che richiama la britannica Aston Martin, paraurti anteriore e posteriore ridisegnato e più cattivo, piccole minigonne laterali, doppio terminale di scarico posto sul lato destro del posteriore e un bello spoiler posteriore che è aggressivo ma discreto.
Ad aiutare il più distratto nel capire cosa si trova davanti ci pensa lo storico logo “ST” posto sulla griglia anteriore e sul portellone posteriore.
I cerchi da 17″, abbinati a pneumatici 205/40, sono un po’ anonimi, ma nel complesso la variante più performante della Fiesta è riuscita a palesarsi al mio cospetto in maniera sobria, lasciando poco spazio al “fattore tamarro”, lecito e soft, che contraddistingue alcune delle sue rivali (come le francesi).
Poi, si sa, qui stiamo parlando di gusti: c’è chi ama il nuovo stile Made in France. Io non tantissimo.
L’idea che ha accompagnato Ford nell’allestire la Fiesta ST la ritroviamo anche dentro: il design degli interni è basato al 90% sulla Fiesta base ma la qualità dei materiali è di livello nettamente superiore rispetto alle concorrenti.
Non abbiamo plastica che scricchiola e sul cruscotto troviamo un rivestimento morbido che contribuisce a ridurre la brutta sensazione di “low cost” troppo spesso accusata su altre auto.
Al centro il display con il Navigatore GPS e gli elementi Multimediali che ci permettono di gestire Musica e Telefono. Lo schermo è un po’ troppo piccolo, mentre la consolle abbonda ed è dotata di una quantità abnorme di tasti.
Per capire le funzioni base ci metterete qualche minuto extra… Sul modello che ho guidato, una sostanziale Full Optional, avevo la telecamera per il parcheggio ma… non ci sono i sensori, quindi non avete avvisi acustici circa la presenza di ostacoli, bensì indicatori di prossimità a display.
Onestamente trovo sia meglio così: l’estetica del paraurti non è rovinata e comunque, se non riuscite a parcheggiare nemmeno con una ottima telecamera grandangolare, forse è meglio lasciar perdere.
Davanti a noi la strumentazione è analogica e bene in vista. Poche lucine, molta sostanza.
In mezzo anche un piccolo display con il Computer di Bordo grazie al quale possiamo controllare i valori di consumo carburante, parziale chilometrico, chilometraggio totale, temperatura atmosferica, temperatura dell’acqua ed altre cose che trovate su qualsiasi auto dotata di questa funzione.
Strepitosi i sedili Recaro: avvolgenti e accoglienti, ti fanno capire che con questa auto potrai fare cose matte. E allora veniamo al dunque, perchè parlare di abitacolo ed estetica mi annoia.
Sotto al cofano abbiamo il quattro cilindri da 1597cc Sovralimentato tramite Turbocompressore. Ciò significa un valore di 182 cavalli di potenza a 5700 rpm ed una coppia subito pronta: la curva si fa tosta già a 1.600 rpm. La trazione è anteriore. Abbiamo sulla carta una potenza inferiore rispetto ad alcune rivali, ma alla fine la sensazione è che la potenza effettiva di scarto sia minore: quindi tanto di guadagnato alla voce “Bollo”.
Non starò a dedicare troppo spazio ai consumi perchè la mia teoria la sapete: le auto consumano più o meno tutte uguale.
E se volete comprare auto di questo tipo, i consumi sono l’ultimo aspetto che dovete guardare. Ma se proprio insistete… siamo, in un utilizzo quotidiano Città/Strade extraurbane con qualche giusta tiratina e senza andare in giro da VecchioColCappello, sui 10/12 km con un litro.
Cambio manuale, ed è un bel cambio. 6 rapporti meccanico, frizione al pedale che stacca subito e non è affatto burrosa.
Innesti precisi che non sgarrano: se dopo aver guidato la Renault Clio RS 200 EDC avevo iniziato a far qualche pensiero sul Cambio automatico per l’uso di tutti i giorni, dopo la ST mi sono ricordato che, alla fine, su queste auto un buon manuale è ancora di livello emotivo superiore.
Il volante ha un buon grip ed una buona impugnatura ma avrebbero potuto farlo un po’ più piccolo e meno tondo.
Le performance sul dritto sono buone: lo 0-100 km/h si copre in 6.9 secondi (6.7 secondi il valore rilevato personalmente) anche grazie alla massa in ordine di marcia di 1.089kg. La velocità massima è di circa 220 km/h.
I dettagli molto spesso fanno la differenza. E in Ford l’han capito: quando vi mettete al volante della Fiesta ST e iniziate a trotterellare in giro tirando qualche affondo, vi rende conto che abbiamo un’altra cosa che manca sulle vetture Stock dei nostri giorni: Il Suono. La sua voce è cupa e quando tirata a fondo si fa più acuta, fino a raggiungere una sorta di “ronzio” superati i 5000 giri.
Il merito è anche di uno stratagemma, rigorosamente analogico: tra l’abitacolo e il cofano motore è stata installata una membrana che permette al suono di raggiungere con maggiore aggressività guidatore e passeggero. Questo sistema si chiama Sound Symposer.
Ma come va davvero questa piccola belva? Beh, se mi piace… Da Ford mi aspettavo una grande trazione sull’avantreno e le aspettative sono state confermate.
Stiamo parlando di una Casa che per le sportive dal carattere europeo ha comandato l’escalation di potenze sull’asse anteriore, arrivando a domare anche 350 cavalli sulla Focus RS 500.
E non a caso… le doti dinamiche della Fiesta ST sono di categoria superiore. Le sospensioni MacPherson, con barra di torsione al posteriore e tarature rigide, lavorano bene e a stretto contatto con il differenziale elettronico con sistema eTVC, che regola il tutto pinzando la ruota interna.
Qui non abbiamo particolari mappature o regolazioni bizzarre dello sterzo: le funzioni sono ESC OFF ed ESC ON, con una via di mezzo ESC SPORT che lascia il tempo che trova.
Nulla di più semplice: ESC ON controlli dinamici del veicolo inseriti, ESC OFF senza controlli.
In modalità ESC OFF la macchina è uno spettacolo: mandarla in crisi su strada non è facile. Sottosterzo e rollio sono ridotti ai minimi termini e l’unica sbavatura che comunica lanciata a fionda tra tornanti da seconda/terza piena è un lieve pattinamento ad alti regimi, ma nel complesso la trazione è ottima.
Sicuro anche il posteriore che non è affatto ballerino e mai imprevedibile. Sterzo preciso, veloce, che legge benissimo la strada e le linee delle curve. Insomma, una delle macchine più performanti che abbia mai guidato nella sua categoria.
Bene anche in frenata, dove l’impianto con dischi autoventilati fa il suo lavoro e il bilanciamento è molto ben distribuito.
Ma non tutto va bene. Dove ha risparmiato Ford per proporre questo gioiellino ad un prezzo tutto sommato accessibile (21.700 euro, un paio di migliaia di euro meno delle rivali francesi a parità di allestimento)?
Ve lo dico io: l’elettronica.
Parliamoci chiaro, la nuova Renault Clio RS 200 EDC è criticabile dai puristi per aver introdotto alcune filosofie come Turbo e Cambio EDC, ma il fatto stesso di avere una doppia frizione e vari dispostivi come Launch Control ha obbligato Renaultsport ad affinare gli aspetti elettronici.
La piccola Ford ST, restando manuale e senza particolari gingilli, non aveva necessità in questo senso. E infatti la mia impressione è che l’elettronica e i controlli dinamici del veicolo (ESC) siano rimasti grezzi.
Non voglio dire che siano stati esportati dalla Fiesta base senza troppi complimenti, ma poco ci manca. Guidata con ESC ON diventa un’auto che dà la sensazione di essere instabile, semplicemente perchè ogni tipo di controllo entra al minimo movimento non lineare.
Nelle curve ad alte velocità (100/120 km/h) basta sfiorare il pedale del freno per trovarsi con un avantreno carichissimo e un posteriore che inizia a ballare. Non è una bella sensazione, ve lo assicuro.
Premete ESC OFF e passa la paura: la piccola ST diventa solida, precisa, reattiva. Insomma, va guidata così e basta.
Ed è per questo che mi piace, è per questo che la ritengo diversa dalle altre. In giro se ne vedono ben poche: gli occhi indiscreti la riconoscono subito e durante le due settimane di Test mi sono trovato la Casella e-mail piena di “spottate” in giro per la Lombardia. Non solo perchè giravo con l’adesivo di IFG. Credo.
In conclusione, ritengo la Ford Fiesta ST 182 CV il riferimento della sua categoria. I miei gusti automobilistici oggi guardano ad altro, a sempre meno posti disponibili e a trazioni posteriori.
Ma quando inizi a dare i soprannomi ridicoli a ciò che stai guidando vuol dire che qualcosa di speciale c’è. E in una auto come la piccola Fiesta ST sono nascoste qualità di handling e divertimento generale che non si trovano tutti i giorni.

