
Honda e Yamaha tornano da Sepang con convinzioni diverse rispetto a quelle che avevano portato il 28 Febbraio sul Circuito Malese. Chi è “messo meglio” tra i due colossi Giapponesi? Un duello intenso tra Piloti, Tecnici e Moto.
Che le Yamaha M1 abbiano fatto passi importanti verso le HRC è vero: merito anche del nostro Andrea Dovizioso, capace di recuperare oltre 1 secondo e mezzo in meno di un mese e di portarsi a 3 decimi da Casey Stoner con la “clienti” Tech3. E se è vero che il Canguro Australiano è, con la sua Honda, il riferimento per chi vuole lottare nelle prime posizioni, bisogna anche considerare che Casey ha girato meno degli altri (anche questa Sessione) e saltando una giornata (anche questa Sessione). C’è chi parla di uno Stoner impegnato a provare la moto in configurazione-gara nell’ultima giornata di Test: per il bene del Motomondiale speriamo non sia vero.
Ma parliamo di cose concrete.
Honda HRC può vantare su una coppia tecnicamente perfetta: il pilota migliore (Casey Stoner) ed il fido-scudiero (Daniel Pedrosa). La svolta di HRC è stata anche in questa scelta: convincersi che il “cocco” Dani, fortemente raccomandato dal Main Sponsor, forse non era la prima guida ideale alla quale affidare il compito di portarsi a casa il Titolo Mondiale. Non ci riuscì nel 2006 con una moto costruita su misura per il piccolo pilota spagnolo: il titolo quell’anno il Team lo vinse ma con Nicky Hayden, uno che sembrava essere “lì per caso” sopra ad una moto sottodimensionata.
Ed è così che HRC ha costruito la sua supremazia e forse quella dei prossimi anni: facendo capire a Pedrosa come stavano le cose e consegnando le redini della RC213V ad un pilota trattato da qualcuno come un “caso umano” e che si sta prendendo una rivincita pazzesca: Casey Stoner.
Per Yamaha Racing la questione-piloti si fa più omogenea ed interessante. Troviamo Jorge Lorenzo (Campione del Mondo 2010) e Ben Spies (Campione del Mondo SBK 2009) nel ruolo di Ufficiali. Due talenti di livello che sicuramente riusciranno a mettere i bastoni tra le ruote in più di un’occasione a Stoner. Ma il vantaggio di Yamaha sta nel ruolo del Tech3, il team privato-satellite. Qui troviamo Cal Crutchlow e Andrea Dovizioso. ll primo, di scuola Superbike, lo scorso anno ha deluso le aspettative di chi lo aveva seguito nelle Derivate di Serie. Quest’anno riuscirà a riscattarsi? Può essere. Il secondo, Andrea Dovizioso, viene proprio dalla HRC e lo scorso anno ha fatto 3° nel Mondiale risultando il miglior italiano della MotoGP. Riconoscimento “nazionale” che ha confermato anche nei Test invernali, archiviando due giornate importanti nelle quali è riuscito a portarsi a quei famosi 3 decimi di distacco dal #1.
Un plotone di 4 Piloti, dunque, che prova ad impensierire le HRC. Il punto di forza di Yamaha potrebbe essere lo stesso che nell’inverno 2011 fu di Honda: 4 piloti al servizio della causa. 1 anno fa, oltre ai due attuali, c’erano anche Dovizioso e Simoncelli. Il doppio di feedback rispetto agli avversari fu importantissimo per riportare il prototipo di Tokyo ai vertici iridati.
In casa Honda dicono che non è che stia andando tutto bene. Vuoi per scaramanzia, vuoi per non assopirsi pensando di essere “arrivati”, vuoi perchè forse è anche vero. Ecco allora che arrivano le dichiarazioni di Shuhei Nakamoto, vice Presidente HRC: “Ci sono altre piccole cose da sistemare, ma il chattering è il nostro problema principale – ha dichiarato – Non rappresenta un problema in frenata, quanto in percorrenza. La sua frequenza cambia significativamente a seconda della forma della curva e della velocità di percorrenza”.

Ed ecco le lodi al lavoro degli avversari di Iwata:“La M1 è molto veloce, e rappresenta un grande ostacolo per noi – ha detto – Non siamo allo stesso livello. La Honda è molto potente, ma la Yamaha è dotata di grande maneggevolezza. Come pacchetto, è la moto migliore in questo momento“.
Un problema legato, secondo Nakamoto, al regolamento che ha imposto il peso a 157kg ed i nuovi pneumatici Bridgestone. Lo risolveranno, certo. E se il problema ce l’hanno tutti, è anche vero che – come detto – in Yamaha hanno 4 piloti per superare queste difficoltà. Visto il progresso tra le due Tappe invernali di Sepang, sembrerebbe che la casa dei Tre Diapason sia più avanti.
Del resto anche Dovizioso ha parlato della M1 come una moto dalle straordinarie potenzialità.
Non diamo nulla per scontato, allora. Ad oggi Honda potrebbe essere la moto migliore. Ed il pilota-riferimento ha le chiappe proprio su questa moto. Ma in Yamaha stanno lavorando. Lo fanno in silenzio, senza lanciarsi in dichiarazioni avventate o annunciando chissà quali rivoluzioni Copernicane. Ma sono lì, con 4 piloti e Casey Stoner nel mirino. Come 1 anno fa con Jorge Lorenzo e a casacche invertite.
L’impressione, tuttavia, è che questo Stoner sia davvero troppo forte per continuità: quella che all’australiano era mancata nelle ultime Stagioni.

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