
Il Ciocco, Lucca. Per l’undicesima volta, la creatura di Fabio Fasola prende vita. La Hell’s Gate 2014 è arrivata.
La scalata verso i cancelli dell’inferno di quest’anno sembra essere ancora più dura delle edizioni passate, un po’ per le terribili condizioni meteo che hanno interessato la zona della Garfagnana, ma soprattutto perchè l’ideatore della gara non vuole saperne di vedere i piloti avere la meglio sulle sue impossibili discese e risalite.
La giornata qui inizia prestissimo. Tutti in piedi prima del sorgere del sole: i primi concorrenti scattano alle sette in punto. Dopo l’alba si capisce che la situazione atmosferica potrebbe non essere delle migliori, il cielo è coperto di nubi che potrebbero scaricare pioggia da un momento all’altro. La fortuna poi ha voluto che siano state solo poche le gocce d’acqua a cadere, altrimenti sarebbero stati dolori, ancor di più, se è possibile.
Al via sono in 124, all’arrivo della fase eliminatoria saranno in 45, poco più che un terzo. La strage ha inizio.
Il percorso del mattino prevede un giro della durata di circa un’ora e un quarto, con un controllo molto tirato ed una prova in linea estremamente selettiva. I top rider passano tutti più o meno indenni, ma per gli amatori la questione si fa molto seria. Il tempo di percorrenza dello special test va dai dieci minuti e mezzo dei più veloci, fino agli oltre venti, dei concorrenti meno preparati.
A mettere tutti in riga fin dall’inizio è Johnny Walker, che sulla sua Ktm 300 factory vince le prime due tornate. Jarvis risponde segnando i tempi più bassi nelle due prove rimanenti, ma Walker chiude la mattina in vantaggio di 16 secondi. Cody Webb si prende il terzo posto dopo un testa a testa con Diego Nicoletti, primo degli italiani e davvero bravo a tener testa ai mostri sacri dell’enduro estremo, fino alla terza speciale era al secondo posto.

Gli altri italiani ben piazzati sono Piero Sembenini, nono su Honda 250 2t, e Maurizio Lenzi, sulla piccola Ktm 125.
La frazione pomeridiana, pensata per essere un vero e proprio calvario, scatta alle 15.30 in stile supermotard. Come di consueto i primi trenta classificati della mattina si schierano sulla griglia disegnata sul rettilineo asfaltato vicino al paddock. I giri questa volta saranno cinque; vista la loro durata, circa un’ora, gli ultimi due saranno inevitabilmente al buio.
Dopo il via è subito Jarvis a prendere il largo con la sua Husqvarna, dietro di lui molto vicini Walker e Webb, poi Nicoletti, Lettenbichler e tutti gli altri. Alla Cascata, circa a metà del giro, Jarvis mette già diversi minuti tra se e gli inseguitori. Inizia a costruire quella che sarà una vittoria schiacciante.
Al secondo passaggio i piloti rimasti in corsa si possono contare sulle dita. Jarvis è sempre più lontano, Walker e Webb lottano per la piazza d’onore, Nicoletti resiste in corsa ma perde il quarto posto a favore del tedesco Lettenbichler, specialista delle estreme.
Al terzo giro le posizioni restano invariate, ma altri concorrenti vengono eliminati, tra loro i fratelli Hemingway e il nostro Lenzi. Al passaggio sulla cascata, Nicoletti rimane per un soffio entro la mezz’ora di ritardo dal primo. La sua gara finirà poco dopo, all’arrivo al paddock, prima della partenza per la quarta tornata. Chiude così, con una fantastica quinta piazza in sella alla sua Beta 300, confermandosi il migliore specialista italiano in materia di enduro impossibile.

Con il quarto passaggio cala la notte e vengono fatti fuori anche Webb e Lettenbichler, vittime di un ritmo letteralmente insostenibile imposto da Graham Jarvis. Ci voleva davvero poco per rendersi conto di quanto fosse superiore a tutti, nessuno escluso.
Davvero su un altro pianeta per tecnica e pulizia di guida. Dove Walker si fermava, spingeva, veniva tirato di peso, Graham saliva in piedi sulle pedane, con una leggerezza da lasciare a bocca aperta.
Non sorprendono quindi gli oltre venti, pesantissimi minuti di distacco inflitto a Johnny Walker all’arrivo in cima alla Hell’s Peak, salita impossibile alla fine del quinto giro. La parete di un monte da risalire, un vero muro su cui nessuno, in undici anni, è ancora riuscito ad avere la meglio. E allora avanti con le corde, perchè senza compagnia della spinta nessuno avrebbe raggiunto la cima.
Due piloti all’arrivo dunque: Graham Jarvis e Johnny Walker. Connazionali e compagni nella sorte che li ha visti riuscire nell’impresa di salvarsi dalle fiamme dell’inferno ancora una volta. Per Graham sono quattro, consecutive; il migliore di sempre qui al Ciocco.

