
I Test di Valencia sono stati l’occasione per vedere finalmente Luigi Dall’Igna nel box Ducati.
L’Ingegnere veneto, fino a poche settimane fa fulcro dei progetti Racing di Aprilia e della RSV4 con cui ha vinto 5 Mondiali (due piloti e tre costruttori), ha debuttato sul campo di gara come DG di Ducati Corse.
Il Popolo Rosso nutre grossi speranze davanti ad una figura italiana e vincente, che è riuscita a tirare fuori risultati eccellenti con budget di certo non faraonici.
Questione di idee e progetti che Borgo Panigale attende con ansia dopo il confronto tra i piloti e la nuova anima tecnica di Borgo Panigale.
“Nelle ultime settimane sono stato nella Fabbrica ed ho trovato personale competente ed entusiasta. La professionalità è eccellente, anche se i risultati degli ultimi tre anni sono sotto gli occhi di tutti“, spiega Dall’Igna.
L’Ingegnere sembra proprio avere carta bianca, ma non vuole strafare. O meglio, non vuole agire con istinto: “Le persone non sono cose e prima di riorganizzare le risorse umane e i progetti Superbike e MotoGP voglio conoscere bene la situazione”.
Non solo spostamenti, ma anche nuovi acquisti: “Questo è un discorso che farò in un secondo momento. Prendere uomini Aprilia? Non è detto, cercheremo le persone giuste ovunque. Vogliamo riportare Ducati dove merita“.
In questi anni la Desmosedici è stata una sostanziale evoluzione della GP11, moto che ha adottato il telaio più vicino ai rivali giapponesi, ma con risultati scadenti.
Per questo Dall’Igna non si pone limiti: “Potrebbe anche essere necessario realizzare una moto completamente nuova e ci vorrebbero sei mesi di lavoro. Ma abbiamo le risorse e la capacità per riuscirci. Entro quanto saremo competitivi? Non posso dirlo, vincere in MotoGP è qualcosa che mi manca. Indicativamente penso che lavorando bene potremmo tornare al vertice in due Stagioni“.
Gigi Dall’Igna suona la carica e parla da leader. Andrea Dovizioso e Cal Crutchlow aspettano con ansia…
