Ducati, altra giornata di sofferenza al Sachsenring: il telaio Evo è da buttare

hayden sachsenring 2013

Prima giornata difficile per molti al Sachsenring e tra le “vittime” c’è anche, come ormai spesso accade, Ducati.

Andrea Dovizioso aveva deciso di portare al debutto il telaio “Evo” dopo le buone impressioni scaturite dagli ultimi Test di Misano, ma la caduta che ha coinvolto il numero 04 nelle prime battute della FP1 ha danneggiato in maniera irreparabile il nuovo frame, costringendo il pilota di Forlì a proseguire il weekend con la moto già utilizzata ad Assen.

In ogni caso a fare meglio è stato Nicky Hayden in sella alla GP13 reduce dal GP d’Olanda: l’americano ha chiuso 7° in 1’22.572, staccando il compagno di squadra di circa 3 decimi, ma finendo anche lui a terra nel corso delle FP2 dopo essersi preso un bello spavento nel turno del mattino.

“Oggi il mio passo è stato abbastanza soddisfacente, soprattutto se paragonato a quello di Assen. Per quanto riguarda il mio giro più veloce, mezzo secondo dai primi è un bel distacco su questa pista così corta, ma il mio tempo ideale sarebbe di un paio di decimi inferiore. Quando è difficile mandare in temperatura le gomme la curva undici, la ‘cascata’, diventa dura per tutti, ed in particolare per noi. Abbiamo fatto alcune modifiche durante la giornata, ma c’è ancora parecchio lavoro da fare. Ho avuto un paio di brutti momenti e poi sono anche scivolato nella terza curva quando l’avantreno si è chiuso senza avvisaglie. Comunque il nostro passo è abbastanza buono e cercheremo di migliorare ulteriormente domani”, ha detto Nicky.

Solo 9° Dovizioso, che ha dovuto subire anche il sorpasso di Aleix Espargarò in sella alla CRT ART, un pacchetto che non fa più notizia e che riesce ad esprimersi al meglio in piste corte e guidate, come quella del Gran Premio di Germania.

“Ci sarebbe piaciuto fare molte prove con il nuovo telaio, però purtroppo la mia caduta, e oggi ce ne sono state tante qui al Sachsenring, lo ha danneggiato in modo irreparabile e quindi non potremo più usarlo”.

Ora bisogna tornare alla vecchia soluzione e recuperare almeno un paio di decimi rispetto al gap con la Top 6, specialmente in ottica gara.

“Qui è dura, questa pista è sempre particolare, bisogna essere molto dolci nella guida, la moto deve tornare su facilmente per andare forte e noi facciamo fatica. Siamo un po’ più vicini ai primi, credo che domani potremo migliorare ancora un po’, ma purtroppo non più di tanto. Solo cercando di seguire le caratteristiche della moto e tagliando le linee forse potremo guadagnare un poco e qui qualche decimo fa la differenza per i trenta giri della gara.”

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