
La griglia vede Tom Sykes partire davanti a tutti dopo l’ennesima straordinaria Superpole: accanto alla Ninja ci somo Johnny Rea e il migliore degli italiani, Davide Giugliano, mentre la seconda fila trova le due Aprilia Factory di Guintoli e Laverty, poco brillanti fino alla domenica mattina, insieme alla Suzuki di Camier. Soltanto terza fila per Marco Melandri in compagnia della prima Ducati di Badovini e dell’altra Kawasaki di Loris Baz.
Scelte speculari per quanto riguarda le mescole, con tutti i piloti che scelgono la soluzione SC0 al posteriore, mentre l’opzione all’anteriore vede prevalere la SC2 B con Melandri, Badovini, Davies, Checa, Iannuzzo e Haga che si orientano sulla SC1 A, più morbida.
Ed è Rea a partire benissimo, ma finisce abbondantemente oltre il cordolo alla Villeneuve e rientra a metà gruppo, lasciando strada ad un grande Davide Giugliano, molto veloce nei primi giri e tallonato dalle altre due Aprilia, le Factory di Guintoli e Laverty, separate dalla Ninja di Sykes che scavalca anche il francese nel corso del quarto giro, andando a prendersi la leadership il giro successivo, un passaggio che vede un altro colpo di scena: la rottura del motore dell’RSV4 di Guintoli, costretto al ritiro.
Davide non molla ma Tom ne ha di più e lo dimostra già al giro 13, quando piazza il Giro veloce provvisorio di 1’47.274 che significa oltre un secondo più veloce di tutti gli altri, inseguitore compreso, prendendosi oltre tre secondi di vantaggio in due giri e mezzo.
Cade Jules Cluzel al giro 16, poi Johnny Rea a due passaggi dal termine mentre era in bagarre con Melandri e Laverty per il 3° posto.
Lì davanti Sykes non risente dell’usura gomme e continua a martellare rischiando di vincere con un distacco da doppia cifra, Giugliano alza il passo ma stringe i denti e mantiene il gap sugli inseguitori, chiudendo Gara 1 con un ottimo 2° posto, Eugene Laverty chiude il Podio con 8 decimi di vantaggio sulla BMW di Melandri, poi uno straordinario Michel Fabrizio, 5° e autore di una rimonta spettacolare.
Ayrton Badovini si conferma prima Ducati ma non va oltre l’8° posto dietro Chaz Davies e Leon Camier, poi Baz, Haslam e Checa. Nelle retrovie Iannuzzo vince il duello con Haga e le BMW Grillini sono fanalino di coda, rispettivamente in 14° e 15° posizione.
Tom Sykes recupera quasi tutto il gap in Classifica: in attesa di Gara 2 l’inglese sale a 210 punti, solo 3 in meno di Guintoli, fermo a 213. Laverty 190, Melandri 169, Davies 143.
