Marussia: una breve Storia di Supercar, Formula 1, improbabili SUV e grossi debiti

marussia b1

La storia della Marussia è assolutamente recente ed il nome della compagine Russa è noto ai più solamente per l’impegno nel Circus della Formula 1, anche questo formalizzato soltanto nel 2012.

Siamo nel 2007 quando Nikolai Fomenko decide di fondare la prima Casa russa produttrice di auto supersportive. Fomenko è un personaggio poliedrico classe 1962 che ha fatto le proprie fortune come attore e cantante nella sconfinata Nazione dell’ex Unione Sovietica.

Un artista, insomma, con una forte passione per le corse: nel 2000 debutta nel FIA GT e nel biennio 2004-2005 è impegnato alla 24 Ore di Le Mans come pilota dividendosi tra le GT3 di Porsche e la Ferrari 550 Maranello.

In quell’anno Fomenko decide di far partire il proprio nuovo business affiancato da Andrei Tsheglakov e Jefim Ostrovskiy, altri due personaggi appassionati di motori che nella loro carriera professionale si erano dedicati a ben altro spaziando dalle Software house di Videogames al Marketing, diventando luminari nei rispettivi settori.

Nel 2010 vede la luce la Marussia B1, prima Supercar russa. L’auto venne prodotta in 2999 unità al prezzo di 250.000 euro ed era una motore centrale/posteriore  trasversale con trazione scaricata esclusivamente sulle ruote posteriori. La motorizzazione è frutto di un accordo che segnerà il futuro prossimo della Casa dell’Est: il Cosworth 2.8 Turbo V6 da 420 cavalli e 600 Nm di coppia.

Ma le possibilità, nel corso della produzione della Supercar, sono state altre due: prima un 2.8 Turbo da 360 cavalli poi un V6 3.5 Aspirato da 400.

La Marussia B2 vede la luce pochi mesi dopo ed è, a livello meccanico, speculare alla B1.

Cambia l’estetica in particolare grazie ad un muso ridisegnato ma gli equipaggiamenti e le motorizzazioni restano invariate. Nello stesso periodo viene presentato il Concept Marussia F2 SUV, un SUV che propone alcune “chicche” tipiche della mentalità russa: la possibilità di essere comandato in remoto sfruttando buona parte delle tecnologie dell’Esercito di Mosca.

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Arriviamo al 2012: Fomenko & Soci decidono di investire qualche soldo nel Mondiale Formula 1 e rilevano la poco gloriosa Virgin Racing, Scuderia sulla quale avevano già piazzato importanti quote societarie due anni prima.

Nasce così il Marussia F1 Team, piccola squadra destinata a lottare contro HRT (quest’anno scomparsa) e Caterham, sfruttando anche qui i motori Cosworth che saranno accantonati a fine anno per lasciar spazio, probabilmente, all’unità Ferrari V6 Turbo 2014.

I piloti nel 2013 sono Jules Bianchi, proveniente dalla Ferrari Academy, e Max Chilton: proprio quest’ultimo fa parte dell’intreccio d’affari russo dato che il padre, per assicurare un sedile al figlio, ha comprato una grossa percentuale della Scuderia al signor Fomenko che, nel frattempo, si era indebitato di decine di milioni di euro.

Il resto è ancora tutto da scrivere.

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