
In Prima Variante fila tutto liscio e Laverty divora Sykes, con Giugliano che scatta alla grande si mette davanti alla Kawasaki prima della Parabolica, ma il pilota del Team Althea arriva alla Roggia impiccatissimo e prende un’imbarcata clamorosa che gli fa mancare l’inserimento, finendo così dritto.
Ancora problemi di avviamento per Loris Baz che è costretto ad accodarsi al gruppo partendo dalla Pit Lane, mentre Cluzel picchia a terra ed è Out come Johnny Rea, che si ritira per un problema tecnico proprio mentre il compagno Akiyoshi si stende.
Melandri attacca, ma Guintoli risponde e ricompone la coppia Aprilia al vertice davanti a BMW e Kawasaki, sempre in bagarre. Giugliano perde contatto ma lotta nel gruppo degli inseguitori, messo a dura prova da Camier e Davies, che verso metà gara inizia a girare fortissimo prendendosi il Giro veloce provvisorio e tenendo un passo gara costantemente di 3/4 decimi migliore rispetto agli avversari: il gallese cerca il limite e lo trova, cadendo.
All’ultimo giro Melandri ci prova e, dopo aver perso il posteriore in Ascari, torna in carena e attacca Guintoli all’ultima prima variante ma quando è il turno della Parabolica non riesce la replica di Gara 1: Eugene Laverty tiene e prende la bandiera a scacchi davanti a tutti, poi il pilota della BMW e la Kawasaki di Sykes, che sbaglia ma approfitta di un altro errore di Sylvain per prendere il Podio e guadagnare altri punti nei confronti del francese, ancora 4°.
Michel Fabrizio alla fine ha la meglio su Davide Giugliano: gli altri due italiani fanno 5° e 6°, poi un combattivo e ancora convalescente Leon Camier. Più staccati tutti gli altri: Loris Baz chiude 8° a 20 secondi, Ayrton Badovini è 9° con la prima Ducati seguito dal solito Neukirchner, da Lai, Iannuzzo e Sandi, doppiato. Si ritira anche Aitchison e all’arrivo si presentano solamente 13 piloti, lasciando ben 3 punti non assegnati.
Il round monzese della Superbike si chiude così e lancia importanti segnali in ottica Mondiale. Laverty e Sykes si avvicinano a Guintoli: il leader ha 137 punti contro i 124 del compagno di squadra e i 119 dell’inglese della Kawasaki. Si rilancia soprattutto Marco Melandri che, dopo Assen, aveva dichiarato di non credere più al Titolo: il ravennate va a quota 96 e scavalca Davies, fermo a 94.
Aggiornamento: 3° posto assegnato a Guintoli dopo il ricordo di Aprilia.
Questi i risultati completi:
- 1. Eugene Laverty (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 30’59.653
- 2. Marco Melandri (BMW Motorrad GoldBet SBK) BMW S1000 RR 30’59.796
- 3. Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 31’00.378
- 4. Sylvain Guintoli (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 31’01.272
- 5. Michel Fabrizio (Red Devils Roma) Aprilia RSV4 Factory 31’09.618
- 6. Davide Giugliano (Althea Racing) Aprilia RSV4 Factory 31’09.719
- 7. Leon Camier (Fixi Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 31’11.894
- 8. Loris Baz (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 31’29.424
- 9. Ayrton Badovini (Team Ducati Alstare) Ducati 1199 Panigale R 31’34.658
- 10. Max Neukirchner (MR-Racing) Ducati 1199 Panigale R 31’41.410
- 11. Fabrizio Lai (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 31’52.232
- 12. Vittorio Iannuzzo (Grillini Dentalmatic SBK) BMW S1000 RR 32’28.425
- 13. Federico Sandi (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 31’06.572
- RT. Chaz Davies (BMW Motorrad GoldBet SBK) BMW S1000 RR 19’01.771
- RT. Jonathan Rea (Pata Honda World Superbike) Honda CBR1000RR 11’20.596
- RT. Kosuke Akiyoshi (Pata Honda World Superbike) Honda CBR1000RR 7’06.643
- RT. Mark Aitchison (Team Effenbert Liberty Racing) Ducati 1098R 5’31.798
- RT. Jules Cluzel (Fixi Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 1’47.465
