
Non sono mesi facili per nessuno in Ducati, tanto meno per Bernard Gobmeier. Il nuovo DG di Ducati Corse, subentrato a Filippo Preziosi dopo l’esperienza con BMW Motorrad in Superbike, è a capo di un progetto difficile ed ambizioso.
I Test invernali non hanno spostato i valori rispetto al 2012, con una Ducati che migliora, sì, ma riesce più a conservare il Gap con Honda e Yamaha invece che guadagnare.
L’altissimo livello tecnologico ed ingegneristico messo in pista dai Colossi giapponesi richiede sforzi ed idee che non possono rivelarsi vincenti in un paio di mesi. Smettere di perdere terreno quando si è in crisi e gli altri si evolvono costantemente è già qualcosa, guadagnare qualche decimo inizia a diventare interessante, portare il recupero nell’ordine di un secondo entra già in quella speciale categoria dei “Miracoli sportivi”.
Ed è un miracolo al quale il boss tedesco del Reparto MotoGP crede: “È difficile dire a che punto ci troviamo con la moto, probabilmente siamo ad un 30% del nostro potenziale. Abbiamo trovato un metodo di lavoro ed il nostro obiettivo è quello di arrivare nel 2014 con un riferimento chiaro ed una ottima base. Verso fine Stagione vogliamo poter lottare per il Podio“, ha dichiarato in un’intervista alla Gazzetta dello Sport.
Una bella responsabilità per l’equipe di Tecnici ed Ingegneri e per gli stessi piloti che, ricorda Gobmeier, stanno svolgendo un ruolo più che mai “chiave” nel progetto di rinascita.
“La moto che porta in pista il nostro Tester Michele Pirro è una moto-laboratorio che presenta novità importanti a livello di telaio. Anche se i Test di Jerez dovessero andare bene, comunque, non la vedremo in Qatar perchè vogliamo ancora lavorarci prima di proporla ufficialmente a Dovizioso ed Hayden in gara”.
Proprio a Dovizioso, neo-pilota della Rossa, Gobmeier ha riservato elogi ed una frecciatina all’ex Valentino Rossi: “Andrea ha guidato sia Honda che Yamaha negli ultimi due anni e ci sta dando indicazioni fondamentali. Ha le idee chiare e, in due mesi, è stato più volte in Fabbrica che Rossi in due anni interi“.
