
Uscite che contraddicono anni ed anni di egemonia nel Motomondiale, proposte che fanno incazzare più o meno tutti. E’ questo Carmelo Ezpeleta, la Storia di un uomo in lotta contro se stesso e che dichiara guerra alle proprie decisioni passate.
Ezpeleta e Dorna, un ventennio da padroni del Motomondiale. Don Carmelo, in particolare, è stato per vent’anni il “Boss”, il Bernie Ecclestone delle due ruote. Ha portato lui i costi ed i ricavi del Paddock a gonfiarsi in maniera incredibilmente spropositata.
E’ stato lui a concedere ad Honda l’egemonia totale, facendo sostanzialmente fuori la “due tempi” per permettere al colosso Giapponese di insidiarsi in ogni Box ed in ogni decisione.
E’ grazie alle decisioni di Camerlino e della “sua” Dorna se, oggi, ci troviamo con due categorie su tre ridotte a Monomarca Honda e con la categoria regina, la MotoGP, con solo tre Team Ufficiali. Un cataclisma che forse solo il più pessimista avrebbe potuto prevedere 10 anni fa, con l’introduzione del 4 tempi e l’addio alle 500GP.
Ma l’inverno 2011/2012 è stato un periodo che segnerà profondamente i destini del Motomondiale. Sì, perchè Ezpeleta ha ricevuto l’illuminazione sulla via di Jerez ed ha deciso, più o meno improvvisamente, di cambiare le carte in gioco. Taglio del Budget, Superbikizzazione della Classe Regina e, udite udite, messa in discussione del rapporto con Honda. Don Carmelo sembra proprio voglia scaricare i suoi Bravi e parla, appena ne ha l’occasione, di “potenza delle grandi Case da smorzare”. Essendone rimaste due (Honda e Yamaha), il cerchio si stringe.
E’ vero: le cose vanno cambiate. Lo abbiamo detto più volte: il circus del Motomondiale è diventato qualcosa di insostenibile e le difficoltà del campionato sono state accentuate dalla Crisi mondiale. Ma come si può permettere all’uomo che ha condotto al declino di continuare a prendere decisioni, giuste o sbagliate che siano?
Proprio oggi il Boss ha parlato di “2012 anni di transizione” e di “moto che, in futuro, non dovranno superare il milione di euro”. Il solco è stato tracciato: il futuro saranno le CRT. Purtroppo lo sapevamo, siamo stati i primi a non “ridere” alla prima proposta di Ezpeleta, prendendo sul serio alcune sue dichiarazioni ed ipotizzando quello che sta accadendo.
Sarà la fine del Mondiale Superbike? Il rischio più serio è che i due Campionati possano togliersi opportunità a vicenda, l’evoluzione più naturale e logica da una risposta alla domanda posta poco fa: no, potrebbe anzi esserci una migrazione considerevole verso il World Superbike Championship, che per natura ha contratti, partnership, asset e quant’altro già “in linea”.
A meno che le due realtà non decidano di intraprendere una via comune. Poteva sembrare assurdo fino a pochi mesi fa. Potrebbe diventare realtà, sia per fattori soggettivi (le decisioni di Dorna, organizzatrice del Motomondiale, e di Infront, organizzatrice della SBK) sia per fattori oggettivi (ovvero i fattori esterni, la Crisi mondiale e la Crisi di settore).
La cosa importante ed imprescindibile è una: che non ci sia Carmelo Ezpeleta dietro tutto questo. Ha fallito una volta, forse due o anche tre. Ora Basta.

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