MotoGP, la (prima) analisi dei Test di Sepang: chi è il più veloce?

Dopo due giornate di Test possiamo fare una prima analisi, quasi corposa, su quella che è la competitività di moto e piloti della line up 2013.

Il Day 2 è stato chiuso ancora da Daniel Pedrosa con il nuovo limite di 2’00.549. Un niente più rapido di Jorge Lorenzo, ma la differenza tra i due risiede nel passo e nel tempo trascorso tra l’ingresso in pista e la realizzazione del “Best”.

Ovviamente dietro a questa cronologia si trova molto spesso una tipologia di lavoro diversa tra le squadre, ma la differenza tra i due è parsa abbastanza marcata.

Dani ha stampato il proprio miglior giro al 29° passaggio (su 37), mentre a Jorge ne sono bastati 6 (su 52). Impossibile ragionare su quante volte i due siano scesi sotto il 2’01, comunque 2 a 1 per Jorge, vista la differenza di lavoro.

Ciò che è interessante è quante volte i piloti siano scesi sotto il 2’02: 7 volte Pedrosa, 21 volte Lorenzo. Valentino Rossi non ha un Best irresistibile (paga mezzo secondo) ma il passo-gara è importante: il secondo pilota su M1 Factory ci è riuscito in 20 giri sui 45 percorsi.

Marc Marquez (3° assoluto, 34 giri) ha anch’egli girato meno, a sottolineare la peculiarità strategiche tra Honda e Yamaha. Lo spagnolo è comunque sembrato più rapido del compagno di Box: 13 volte sotto il 2’02 e due volte sotto il 2’01, consecutivamente.

Più indietro il trio Cal Crutchlow – Stefan Bradl – Alvaro Bautista vede l’inglese del Tech3 e lo spagnolo di Gresini più costanti: 9 volte sotto 2’02 Cal, 8 volte Alvaro, solo 4 Stefan.

Decisamente in fase di adattamento Bradley Smith, contro il quale è stata portata avanti una sorta di “campagna” di ironie durante il 2012: per l’ex Moto2 i tempi sono comunque confortanti ed in miglioramento, ma scende solo 1 volta sotto 2’02.

Purtroppo per le Ducati questa sorta di soglia di competitività è ancora irraggiungibile: Nicky Hayden fatica a trovare il 2’02 basso, Andrea Dovizioso non riesce a mettere in fila più di due giri buoni. Ben Spies ed Andrea Iannone sono, per motivi diversi, in difficoltà (naturali e non) ancora più grandi.

La speranza è che le Ducati GP13 stiano facendo un intensissimo lavoro di testing e valutazione componenti concentrandosi solamente sul feeling di guida e concedendosi qualche “spinta” per non far impallidire troppo il cronometro (comunque in miglioramento) ed è l’unica spiegazione plausibile.

Qui trovate tutti i tempi in PDF:

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