
Dopo i problemi al GPS che l’hanno rallentato nella tappa di ieri, Chaleco Lopez (KTM) si è subito riscattato, partendo dalle retrovie e strappando all’arrivo il miglior tempo di giornata, 2h37’54”, con cui il cileno si è aggiudicato la terza tappa della Dakar 2013. Desprès (KTM) continua a fare la sua gara, chiudendo in terza posizione e saltando al comando della classifica generale.
Ottima prestazione anche per Goncalves e per il nostro Botturi, entrambi su Husqvarna, che dopo i problemi di ieri hanno tratto vantaggio numero di partenza elevato, proprio come Lopez, terminando la terza speciale rispettivamente al secondo e al 4° posto, e recuperando terreno in classifica generale.
La terza tappa di questa Dakar 2013 era stata annunciata come ancora più impegnativa della seconda, che ieri aveva già seminato il panico tra molti concorrenti, indistintamente dai mezzi, e in effetti così è stato.
A farne le spese è stato soprattutto il vincitore di ieri, Joan Barreda (Husqvarna), che oggi era quindi destinato a battere la pista per tutti in una tappa così difficile: lo spagnolo aveva messo in conto di perdere qualcosa (come da prassi per chi parte davanti) ma mai avrebbe pensato di lasciare ben 33 minuti sui 243 km di speciale tra Pisco e Nazca. Colpa della rottura di alcuni raggi del cerchio posteriore in seguito a un brusco atterraggio: lo spagnolo ha tentato di riparare in qualche modo ma il danno non era risolvibile, Joan è stato quindi costretto a terminare la speciale a ritmo rallentato. Tutto sommato alla luce del fatto la mezzora persa ha un sapore un po’ meno amaro, quando ci sono di mezzo guasti meccanici si sa che può andare anche molto peggio!
La “regola del battipista” non ha risparmiato neanche gli immediati inseguitori di Joan, così che insieme a lui sono sprofondati nella sabbia (e in classifica) anche Faria (KTM), Fish (Husqvarna) e Campbell (Honda), tutti rallentati da fermate per insabbiamenti e/o problemi tecnici.
Il rovescio della medaglia sono le ottime prestazioni di chi partiva indietro ed ha quindi potuto sfruttare il gran numero di tracce lasciate dai concorrenti precedenti, concentrandosi più sul polso destro che sul roadboook. Un dato che dà la misura di quanto cambi l’approccio alla navigazion in base al numero di partenza è la velocità di transito al primo checkpoint: mentre Barreda ed il gruppo di testa sono passati a non più di 50 km/h, Lopez è piombato sul punto ad oltre 100 km/h!
Lopez ha poi continuato a spingere senza mollare un attimo, segnando il miglior tempo in tutti gli intermedi e vincendo la tappa con 1’08” di vantaggio su Goncalves (Husqvarna), anch’egli autore di una gara “full gas” persa per un soffio.
Desprès nel frattempo ha condotto la sua tappa seguendo quella che sembra ormai essere la sua strategia per il 2013, correre “con i paraocchi” senza curarsi degli avversari sul percorso. E sembra che stia funzionando, perchè facendo “nulla di straordinario”, come ha detto Cyril stesso a fine tappa, l’ufficiale KTM si è portato in testa alla classifica assoluta, che ora guida con quasi 3 minuti di vantaggio su Lopez.
Da notare anche la costanza di Ullevalseter (KTM) e dei francesi Pain e Casteu (Yamaha), che nonostante non svettino tra le primissime posizioni di stage si trovano dal 3° al 5° posto dell’assoluta, ampiamente entro i 10 minuti di gap.
Risale in classifica anche il nostro Botturi (Husqvarna) che con il 4° posto di oggi scala al 12° posto della generale dopo i problemi di ieri.
Tra i quad la tappa è stata vinta da un Marcos Patronelli (Yamaha) spaziale, che ha rifilato ben 15 minuti al secondo classificato, Sonik Rafal. La seconda posizione assoluta rimane nelle mani di Husseini, il cui ritardo però aumenta fino a circa 20 minuti.
