Honda CBR250RR: quattro cilindri in linea per un urlo da favola. E senza scuse!

La Storia è piena di Auto e Moto non particolarmente veloci, talvolta anche relativamente economiche, molto spesso dimenticate ma, in ogni caso, meritevoli di attenzione.

Anche perchè spesso questi “mezzi” tornano in mente e diventano “celebri” in Epoche infinitamente lontane rispetto al loro Habitat di origine: vuoi per ricordare la giovinezza (non è il mio caso, me la godo ancora), vuoi perchè effettivamente non ce la passiamo tanto bene (qui il discorso potrebbe già essere diverso).

Soprattutto a livello di piccole cilindrate, dove è sin troppo facile rendere mistica l’Era del 2 Tempi e “sputtanare” i nuovi 4T, conformisti e vagamente ecologici.

Allora guardiamo oltre per riscoprire una Moto che di tempi ne aveva quattro, così come il numero di cilindri in linea. Nulla di strano, si parla di giapponesi. Sì, ma di un 250: quel Honda CBR250RR che in Europa non abbiamo mai visto e che fino a metà anni 90 spopolava in Oriente.

Nasce nel 1986 e verrà venduta fino al 1999. Completamente ridisegnata ad inizio anni ’90 per essere affiancata alla NSR250R (la feroce bicilindrica due tempi di mamma Honda), le lavorazioni e le operazioni di alleggerimento la portano a pesare poco più di 140kg a secco.

Non poco, anche perchè di liquidi rispetto al 2T ce ne vogliono di più (160kg la stazza in ordine di marcia), ma i “folli” 45 cavalli la rendevano una moto tutt’altro che ferma. Forcelle a steli tradizionali da 37mm, giuste per l’epoca, mentre al posteriore un classico monoammortizzatore  “monocross”.

Ad impressionare era il regime di giri ed il range di utilizzo: per sibilo del Sound e fluidità non può essere paragonato nemmeno alle sorelle più grandi (400 e 900, in quegli anni), ma forse ad un motore da F1…turbo!

A 12 mila giri si andava in giro tranquilli, mentre la “muratura” non si riusciva a trovare prima di quota 19.000, poi limitati a 18.500 nel 1994.

La coppia, nel corso delle diverse edizioni ed aggiornamenti, era fissata tra i 22 ed i 25.5 Nm a 10.500/12.000 giri, mentre la potenza tra i 40 ed i 45cv raggiungibili tra i 14.500/15.000 giri.

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I consumi? A non farla girare così alta e gestendo bene il cambio a 6 marce Honda la testò sui 41.5 km/l a 60 km/h, mentre più realisticamente si stava tra i 20 ed i 25 km/l.

Mica una petroliera, anzi. Chi l’ha detto che per non consumare devi produrre bicilindrici da poco più di 20cv (leggere del nuovo CBR 250, uscito in questi anni)?

La Top Speed di quasi 200km/h veniva inchiodata da un impianto frenante anteriore a doppio disco (275mm) “morso” da pinze assiali a due pistoncini, mentre dietro era previsto il classico 220mm con pinza a pistoncino singolo.

Per fermarla, da noi, non ci vollero le due pinze. La piccola Honda restò in Giappone, eccezion fatta per l’Edizione finale (1994-1999) esportata anche in Australia.

Ed è proprio qui che il modello del 1994 viene tutt’ora venduto “Aftermarket” in una Edizione speciale (che trovate nella FotoGallery sopra) realizzata da privati, con carene e livree moderne.

Rimane la profonda convinzione che per emozionare basti la volontà di una Casa e del pubblico, non un Dogma: si può fare anche con il 4Tempi, il resto sono scuse.

E chiedendovi “perdono” per il fatto di non aver trovato un Video-Educativo, sentite un po’ qua:

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