Anno nuovo, nuovo ritiro. Dopo l’addio di Kawasaki, per il 2012 arriva anche quello di Suzuki. Il Motomondiale perde 15 Titoli costruttori e 15 Titoli mondiali Piloti (6 nella Classe 500, l’ultimo nel 2000 con Roberts Jr.). MotoGP sempre più monotona e “povera”: 12 moto al via.
Nonostante i buoni risultati ottenuti, in rapporto soprattutto al ristretto Budget ed alle soluzioni tecniche meno avvenieristiche rispetto ai “Top Team”, la Suzuki non parteciperà alla MotoGP 2012.
Alvaro Bautista (ora in Honda San Carlo Gresini) è riuscito a portare due ottimi 6° posti e 67 punti iridati che sommati ai 6 punti di John Hopkins (sostituiva lo spagnolo, infortunato, ad inizio anno) fanno 73.
La partecipazione al Mondiale è stata valutata dalla Suzuki troppo dispendiosa ed impegnativa, tanto da portare alla decisione di lasciare. Scelta che, nelle ultime settimane, non sembrava proprio così scontata.
Ad oggi, dunque, le MotoGP (seguite più o meno direttamente dalla Casa Ufficiale) in griglia sarebbero 12 (4 Honda, 4 Ducati e 4 Yamaha). Veramente troppo, troppo poco. Ezpeleta garantì, un mese fa, il raggiungimento di quota 20-22 moto grazie alle CRT.
Mancano 4 mesi al “via” del Motomondiale, 2 mesi ai Test Ufficiali di Sepang. L’unico elemento certo è quello di un Campionato ulteriormente ridimensionato e poco credibile. Il livello dei piloti “Top” lo reputo più alto rispetto al passato, quel che manca sono i “buoni” piloti e le “buone” moto: ovvero le variabili, coloro i quali possono spezzare ritmo e monotonia di uno schieramento sempre uguale e di podi che sembrano un infinito Replay.



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