Le nuove Ossa: tra originalità ed innovazione

Nuove OSSA: non è una minaccia fisica ma potrebbe diventarlo a breve per tanti portafogli.  Anche qui, come per Fantic, il nome non viene dal nulla ma ha radici ben radicate in un passato ancora più lontano. Scopriamo i nuovi modelli e l’iniezione elettronica diretta su un motore 2tempi!


La Ossa nacque negli anni ’20 in Spagna dalla pazzia di Manuel Giro, la cui prima creazione fu un BMW con motore da barca (Giro correva in motoscafo) con cui quasi si uccise. Insomma, Manuel era uno OK!


La piccola Factory (poche centinaia di operai nel momento di maggior splendore) riuscì a sopravvivere alla Guerra Civile spagnola ed alla 2° Guerra Mondiale, ma non ai Sindacati: dopo aver conquistato pubblico e successi nelle competizioni on e off road subì la pressione del nuovo governo democratico (in un momento di crisi del mercato motociclistico mondiale) ed abbandonò la scena nel 1983, dopo aver presentato a Milano la “Trial 303 Roja”.

E fu proprio a Milano, un quarto di secolo dopo, nel 2009, che fece il suo ritorno con un nuovo organico e con una moto all’altezza del marchio, ovvero da pazzi.

Parliamo della Ossa tr 280i, che ha sconvolto il mercato del trial e dell’offroad in generale, introducendo due concetti rivoluzionari: iniezione elettronica e testa girata.

Iniezione

Attenzione, non stiamo parlando di un sistema misto o di gestione elettronica del carburatore (come già visto sulle Husqvarna Sms 125), ma di un vero e proprio sistema di iniezione elettronica nel carter: il corpo farfallato, che gestisce la quantità di aria in ingresso, è posizionato a monte del pacco lamellare, mentre a valle di quest’ultimo troviamo l’iniettore, che nebulizza la miscela nel carter; anche la valvola di scarico è gestita elettronicamente.
Questa soluzione permette una combustione del carburante perfetta in ogni condizione, migliora l’allungo e la pulizia dell’erogazione ed inoltre, ottimizzando la lubrificazione, permette di bruciare meno olio riducendo le emissioni, tallone d’Achille per le 2t: la casa dichiarava miscela allo 0,9%, un dato che si commenta da solo.

Testa girata

L’idea è semplice: contrariamente rispetto ai motori con testa tradizionale, l’aspirazione è posizionata davanti al motore, mentre lo scarico esce di fronte alla ruota posteriore.
Questa soluzione è particolarmente vantaggiosa nei 4t, dove migliora la fluidodinamica rendendo possibile l’utilizzo di un condotto di aspirazione pressochè rettilineo.
Nei 2t invece comporta, oltre ai vantaggi di erogazione, rumore ed emissioni, una nuova distribuzione dei componenti all’interno del telaio: il cilindro, inclinato all’indietro, permette di posizionare il serbatoio immediatamente dietro la ruota, dove funge da protezione dell’airbox e dell’iniezione,nonchè del radiatore;  lo scarico si trova invece sotto la”sella”, completamente all’interno del telaio, anch’esso al riparo da sassi e botte varie.

Veniamo all’EICMA: quest’anno Ossa ha confermato la gamma Trial, presentando la versione Six Days in occasione del centenario dell’omonima manifestazione.

Inoltre sono state mostrate al pubblico ben due nuove moto, basate sugli stessi concetti della tr 280i ma destinate a due mercati nuovi.

Ossa Explorer
Grande ritorno nel settore motoalpinismo, Explorer è un nome evocativo e già noto agli appassionati di lunga data del marchio spagnolo.
La moto deriva direttamente dal modello da trial, leggermente modificato nel forcellone e nel mono, e rivisitato in chiave “turistica” con sovrastrutture più ampie e accoglienti, seduta alta e “comoda” e un serbatoio più capiente (dai 2,5 litri del trial a circa 8,5 litri) che la rende più adatta alle motocavalcate, senza per questo disdegnare il tecnico.
Prezzo da moto specialistica, previsto attorno ai 5900 euro.

Prototipo ENDURO
La vera attrattiva dello stand Ossa è stato il prototipo Enduro 250/300 cc, che realisticamente uscirà nel 2013.
Anche qui troviamo quelli che ormai abbiamo capito saranno i caratteri distintivi delle nuove Ossa, ovvero testa girata e iniezione.
Quest’ultima però è stata ulteriormente sviluppata: la collaborazione con Kokusan ha dato alla luce un interessantissimo sistema di iniezione a due stadi; il primo era gia presente nella trial di cui abbiamo parlato prima e mantiene le emissioni a livelli da normative, il secondo invece si trova sul cilindro e interviene in coppia col primo quando l’andatura si fa più sostenuta.
Questo sistema dovrebbe permettere di gestire ancora meglio i parametri dell’iniezione, portando a un livello più alto le ottime qualità dimostrate dal motore attuale.
Nuovi anche l’accensione, la batteria al litio e il sistema di leveraggi.

Due considerazioni: tralasciando la trial, ormai abbondantemente metabolizzata, vorrei soffermarmi sulle novità di quest’anno.
La Explorer è un bel modo di creare un modello nuovo senza doversi inventare nulla di nuovo.

Personalmente trovo più intelligente la soluzione proposta da Beta, ovvero un serbatoio aggiuntivo che fa anche da seduta, acquistabile come accessorio.

Il risultato è lo stesso ma il mezzo diventa decisamente più versatile, potendo passare in ogni momento da trial pura a motoalpinismo. D’altra parte però è comprensibile che Ossa preferisca vendere moto intere piuttosto che accessori.

Le innovazioni adottate sulla futura Enduro la renderanno, a mio parere, l’icona di quella che dovrebbe essere una moto da enduro: compatta, leggera e senza parti meccaniche esposte, insomma un mezzo che all’occorrenza può essere lanciato in mezzo al bosco senza il timore di demolire come minimo lo scarico.
Ecco appunto, lo scarico: 250 2t e non c’è traccia della classica espansione gigante che si bozza solo a guardarla, eppure c’è e ci sta tutta all’interno del telaietto posteriore! La prima cosa che viene in mente è “perchè nessuno ci ha mai pensato prima?”.
Non che abbiano sempre sbagliato chiaramente, una volta gli scarichi dei 2t non avevano le espansioni enormi di oggi, ma ormai sono una ventina d’anni che pance si sono gonfiate, sia quelle delle moto che quelle di meccanici e ricambisti vari. E probabilmente la risposta è proprio questa.

Ossa ha scelto la strada dell’innovazione controcorrente ma intelligente, volta più alle esigenze reali di chi fa fuoristrada(tipo non dover ricarburare a metà giornata, tipo non essere costretti a cambiare marmitta e/o radiatori a ogni picchiata per terra) piuttosto che le mode passeggere imposte dai produttori dagli occhi a mandorla. Scelte coraggiose che probabilmente le faranno perdere il pubblico generalista, ma intanto incassa il nostro apprezzamento (per quello che vale) e quello di tutti gli sfascia marmitte.

 

Commenti

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3 Comments

  1. Che dire, voto 10 per il coraggio e l’impegno, bellissima soprattutto l’enduro.
    Spero vivamente che questo sistema funzioni bene e che magari venga ulteriormente sviluppato.

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