
L’ipotesi avanzata da IN FULL GEAR nelle scorse settimane, analizzando la politica della Dorna circa le nuove “CRT”, trova riscontro nelle parole del patròn Carmelo Ezpeleta. Casey Stoner replica durissimo: “Non avrebbe senso, smetterei di correre in questo campionato”.
Era il 27 Ottobre quando, nello Speciale dedicato alle nuove CRT, scrivevamo:
Trovo però che questa nuova politica non sia da bollare come l’ennesima “stronzata” destinata a non avere un seguito. Ho la sensazione che questo “passo” della Dorna non sia volto a trovare nuovi Teams ed investitori che poi, dopo magari uno/due anni di CRT, sceglieranno la strada della “GP pura” entrando con il nome della Casa produttrice del Motore o chiedendo una GP clienti ai costruttori dell’MSMA. Mi spiego: e se la Suter BMW (nel 2012 guidata da Colin Edwards e gestita dal Team Forward Racing) non fosse il preludio per l’ingresso in MotoGP di una BMW “GP 100%” bensì l’antipasto di quella che sarà la MotoGP del futuro? Ovvero una Moto1? Ovvero una Superbike con telai prototipati realizzati dalle Case stesse? Fino a qualche anno fa credevo che fossero semplici congetture, adesso non lo so più. Gli indizi sono tanti: il prossimo anno avremo sicuramente delle prove, in un senso o nell’altro.”
Dieci giorni dopo, ecco le dichiarazioni di Carmelo Ezpeleta (CEO di Dorna) rilasciate all’emittente radiofonica spagnola Cadena SER:
“Negli ultimi anni, abbiamo assistito ad un incremento sostanziale dei costi di moto ‘artigianali’ che sono sostenibili solo dalle case costruttrici.Se vuoi avere una moto e correre nel mondiale, il prezzo lo fanno le case. Tutto questo perché, al momento, sono le uniche a produrre moto con le quali si possa correre per regolamento”.
“La MotoGP avrà sostanzialmente due tipi di moto in griglia il prossimo anno: Prototipi che costano molti soldi e vengono schierati dai team costruttori ufficiali e alcune squadre satellite, e moto con motori derivati di serie e maggiore capacità di serbatoio ”.
“Stiamo ancora valutando le possibili soluzioni con il Comitato di sicurezza, ma vogliamo un pneumatico più standard . Quelli utilizzati attualmente sono molto performanti ma anche troppo radicali: o va molto bene, o molto male”.
“Tutti i motori 1000 sul mercato hanno un alesaggio massimo di 81mm. L’unica cosa che cambia è l’elettronica. In futuro, si utilizzeranno centraline uguali per tutti, dando la possibilità ai team di scegliere autonomamente che motori usare”.
“Vorrei che, a partire dal 2013, tutte le MotoGP abbiano caratteristiche simili. Se l’elettronica e i motori saranno gli stessi, ci sarà una maggiore possibilità di avere gare entusiasmanti e abbassare i costi del motomondiale odierno”.

Durissima la replica di Casey Stoner:
“Se togliessero i prototipi, tanto varrebbe correre con delle Superturismo. Mi toglierebbe ogni stimolo a correre. Non mi interessa correre con una moto da strada con telaio, sospensioni ed altre piccole cose modificate per essere competitiva. Il regolamento dei prototipi non è mai stato cambiato in maniera sostanziale. Ci sono stati dei problemi coi costi recentemente, e le moto sono più complicate delle vecchie 500, ma se dovessimo passare a derivate di serie non continuerei a correre in questo campionato”.
Una soluzione va sicuramente trovata. I costi devono essere abbattuti. Insomma: c’è un problema evidentissimo, reso vergognosamente palese da una griglia di partenza scarna e da un sistema di punteggio “d’altri tempi” che, in svariate occasioni, ha premiato l’ultimo classificato con anche 4/6 punti iridati. Ma, come al solito, la soluzione proposta dalla Dorna è forse la peggiore. Un format che andrebbe in conflitto con il Mondiale Superbike.
Esatto: il Mondiale Superbike. Siamo sicuri che, nel caso dovesse concretizzarsi quanto auspicato da Ezpeleta, a risentirne sarebbe il Mondiale delle derivate di Serie per eccellenza e non la MotoGP?
E’ chiaro che la MotoGP, pur tagliando le spese e cambiano i regolamenti, abbia dei costi di gestione infinitamente superiori alla SBK per definizione. Ma non solo: si pensi all’ingaggio dei piloti, alla cessione dei diritti Tv, all’investimento sia degli sponsors istituzionali, sia a quelli tecnici, sia a quelli delle singole Case/Team. Tutti aspetti che non possono essere rinegoziati da un anno all’altro.
Allora perchè uno Sponsor od una Casa dovrebbe continuare ad investire in un Campionato dal costo elevato e dalle possibilità di sviluppo ridotte? Non avrebbe più senso “spostarsi” in Superbike (oppure tornarci, oppure impegnarsi con più costanza)? Ci guadagnerebbero sia i Team e le Case (costi inferiori, competitività più alta) sia gli Sponsors (partnership meno impegnative).
Il coltello dalla parte del manico ce lo hanno Honda e Yamaha, il coltellino la Ducati, la pistola col tappo rosso la Suzuki. Vedremo.


E se si ritorna al 2t? Non sarebbe la soluzione migliore?