Villeneuve, 30 anni dopo: Jacques ha girato a Fiorano con la Ferrari del padre

villeneuve fiorano

 Jacques Villeneuve ha riportato a ruggire la Ferrari 312 T4 di suo padre Gilles, 30 anni dopo l’incidente che costò la vita a quella che è diventata un’icona per tutto il Motorsport. “Ho capito cosa provava mio padre, era una vera macchina da corsa”

(QUI il VIDEO)

Era l’8 maggio 1982 quando il padre ci lasciava tra le curve del circuito di Zolder, l’”aviatore” era soprannominato in vita per il suo stile aggressivo e gli spettacolari incidenti che lo vedevano spesso coinvolto.

E oggi, 8 maggio 2012, Jacques Villeneuve ha riportato la Ferrari 312 T4 del 1979, monoposto che, guidata a Gilles e da  Jody Scheckter, vinse il Titolo Costruttori e Piloti.

“Ha un motore con una gran coppia e la macchina la puoi anche mettere di traverso che non ti sorprende. Si può guidare in derapata e le sensazioni sono fantastiche. Il cambio è fantastico, ho usato il piede sinistro in frenata, per cui non usavo la frizione nei passaggi di marcia e non ci sono stati problemi, anche se all’epoca non c’era tutta l’elettronica di oggi. Devo essere sincero: la 312 T4 non sembra una monoposto di trent’anni fa, l’età davvero non la dimostra”.

Queste le impressioni dell’iridato 1997, che fa un paragone con la F1 moderna: “Mi sono immaginato al via di un Gran Premio vero con una macchina come questa. E ora forse capisco meglio ciò che è stato capace di fare mio padre con queste F1. Ferrari mi aveva garantito che non avrei fatto solo dei giri turistici, ma che avrei avuto l’opportunità di spingere sul serio. Si guida come una vettura moderna ma le emozioni sono completamente diverse. Non condivido quello che si sta facendo negli ultimi anni: ormai i sorpassi sono dettati dall’utilizzo dell’ala mobile. Con queste macchine, invece, si doveva sorpassare sul serio per vincere. Quella di oggi è una Formula 1 un po’ falsa… 

E sul Mito del padre: “Io ho vinto, lui non ci è riuscito. Ma nel 1982 stava cambiando il modo di approcciarsi alle Corse: iniziava a pensare più al Campionato e meno alla gara singola. Sono convinto sarebbe riuscito a vincere, ma non lo sapremo mai. Non sono mai stato in competizione con lui, era quello che voleva la gente, non io. Quello che conta, alla fine, è che io sia ancora vivo, non il Titolo Mondiale”.

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