Marquez con questa RC213V è la cosa più simile a Stoner-Ducati. Oggi la Honda è Marc.

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Marc Márquez con questa RC213V è la cosa più simile a Casey Stoner con la >GP7 che abbia visto da quando seguo il Motomondiale.

La gara persa per 19 millesimi al Mugello è il simbolo: Qualifica da matto, con tanto di sorpasso su Aleix nel “giro buono”, eppur seconda fila. Gara con il coltello tra i denti con una Honda che va solo apparentemente “dove vuole lei” (se non cadi significa che è chi sta sulla sella a comandare), persa per qualche decina di centimetri contro una moto superiore (la Yamaha) e contro un pilota che qui è Re (Lorenzo), uno che in Toscana era riuscito a battere solo una volta, e in situazioni tecniche diverse. Forse opposte.

Ovviamente non voglio paragonare questa Stagione alle annate di Casey con la Ducati, ma ricorda i primi Campionati di flessione tecnica: risultati che arrivano solo per uno e nessuno ad alzare la mano per mettere in discussione il mezzo. Eppur s’è sempre pronti a far passare per coglioni i piloti quando sbagliano.

Il “caso Honda” per quanto mi riguarda si è aperto già nei Test dello scorso inverno, non se ne parla mediaticamente perchè MM fa i risultati e perchè da un anno MM non è più erede designato su cui fare i DVD per tenere in piedi il carrozzone e rinviare il sussidio di disoccupazione di certi giornalisti e bla bla, ma non mi interessa questo.

Per capire quanto sia lenta la Honda quest’anno basterebbe vedere come guida Marquez per fare tempi più alti delle Yamaha, cosa combina Dani Pedrosa (uno che va fortissimo quando la moto è okay, se non va forte capisci che la moto non è competitiva, c’è una letteratura di 11 Campionati a riguardo) e come vanno le clienti, ovvero “di merda”, prese a legnate da tutti quando i loro alfieri riescono a portarla al traguardo senza lanciarla nella ghiaia.

Okay che forse Miller, Crutchlow ed uno spaesato Rabat non siano il “benchmark” ideale, come dicono quelli che lavorano a Milano vestiti bene e che vedi destreggiarsi in Vittorio Emanuele II con aria imprenditoriale, ma tant’è.

HRC sta correndo con una moto che è metà 2015 e metà 2016, visto che le grandi novità di motore che avrebbero dovuto fare da base per la RC213V 2016 si sono scontrate con l’incapacità di gestire potenza, trazione e accelerazione, costringendo da subito i giappi a ritornare al V4 del 2015 adeguato al regolamento tecnico 2016. Non poca roba visto che si parla di Software Unico.

Io mi ricordo come andava la RC213V ai test: motore esagerato… ma pigliava un secondo e mezzo dalla M1 e il passo-gara era da “Ciao FIM, ma la storia del regolamento Open? Possiamo? Abbiamo cambiato idea”.

Il fatto che MM dopo 6 GP sia secondo nel Mondiale, abbia vinto due Gran Premi e soprattutto sia riuscito a fare due Giri veloci e due Pole Position è un mezzo miracolo.

Honda ha fatto già un salto di qualità rispetto ai primi mesi di gestazione, ma la differenza la fa uno solo. Ed è evidente che Honda debba portare qualcosa di ancor più consistente entro metà Campionato perchè lottare contro JL e VR, due che la M1 la guidano con stili diversi ma con la stessa costanza, efficacia e linearità, con questo materiale tecnico lo trovo veramente difficile.

Qualcosa di più consistente significa la RC213V che gli uomini del sapiente Nakamoto avevano in mente, non quel compromesso oggi tra le mani di Marquez e Pedrosa.

Adesso la Honda è sullo stesso livello della Ducati e un gradino sopra alla Suzuki. Senza questo Marquez la Yamaha avrebbe già vinto il Mondiale dopo 6 gare, come era successo un anno fa. Solo che quest’anno MM è ancora più forte di quando vinceva dieci gare di fila.

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