Così Suzuki prova a convincere gli italiani a scegliere il cambio automatico.

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Il cambio automatico arriva su tutta la gamma Suzuki 2016. Ma è diverso per ogni modello: robotizzato, convertitore di coppia, variazione continua CVT e doppia frizione DCT. Ecco le novità che il Costruttore di Hamamatsu propone su Celerio, Swift, Jimny, S-Cross e Vitara per provare ad invertire una tendenza che non ha precedenti nel resto del Mondo.

Lo sapevate che in Giappone ci sono due Patenti automobilistiche distinte, equiparabili alla nostra Patente B? Una permette di guidare tutte le auto indipendentemente dal cambio, mentre un’altra solo automobili con cambio automatico.

In Italia recentemente è stato introdotto un Sistema simile, ma il fulcro della questione è che la “Patente Automatica” costa 200 euro in meno e a scegliere questa opzione è il 56% degli automobilisti nipponici. Nel 2016, in Giappone, il Cambio manuale è visto come un “lusso” che possono permettersi le auto sportive.

Questo è aspetto cruciale che ci aiuta a capire ed interpretare la situazione del Mercato giapponese rispetto all’export nipponico nel Mondo e dunque la nuova strategia di Suzuki per l’Italia.

A partire dalle automobili Model Year 2016 Suzuki Italia offrirà su tutta la gamma il cambio automatico opzionale. Su tutte, a partire dalla Celerio fino alla nuova Vitara S, passando per Jimny e Swift, e via così.

E lo fa con quattro tecnologie di trasmissione differenti che nella politica Suzuki hanno un comune denominatore: affidabilità. Dai 700 ai 1.700 euro il sovrapprezzo tra manuale e automatico ed aumenti di peso di circa 40 kg, mentre i consumi restano dentro ad una forbice percentuale media del 5%.

Ci vuole questa magica parola per convincere gli automobilisti “comuni” a scegliere un automatico piuttosto che un manuale. Perchè, parliamoci chiaro, un conto è sistemare una trasmissione abbinata alla tradizionale leva, un conto rifarne una automatica. Suzuki dichiara non meno di 150.000 chilometri prima di… fare il cambio olio alla trasmissione.

  • Suzuki Celerio 1.0 ASG, cambio robotizzato a cinque rapporti.

Il robotizzato in salsa tre cilindri. La City car della famiglia quest’anno si chiama (anche) Celerio 1.0 ASG. 700 euro di sovrapprezzo per il cambio robotizzato a cinque marce che permette al guidatore di non fare praticamente nulla mentre si muove nella Jungla cittadina.

La Celerio 1.0 ASG è accreditata di 23.3 km/l nel ciclo misto di omologazione, un dato inferiore rispetto a quello che ho rilevato (a spanne) nel corso della mia breve prova (ero sui 18 km/l nel centro di Torino), ma comunque un ottimo risultato. L’incremento di peso è di appena 5 kg: la manuale ne pesa 885, la robotizzata 890.

  • Cambio automatico 4 rapporti con convertitore di coppia su Swift e Jimny. 6 sulla Vitara benzina.

Per le piccole Swift e Jimny la scelta è ricaduta sul cambio automatico con convertitore di coppia, soluzioni quasi “primordiali” che nella gamma di Hamamatsu troviamo anche sulle versioni benzina 1.6 VVT 120 CV e 1.4 Boosterjet 4WD 140 CV della Vitara, mentre sullo storico fuoristrada non c’è scelta: 1.3 4WD da 85 CV, il quattro cilindri a benzina che nell’attuale generazione è l’unica disponibile.

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Il convertitore di coppia a 4 rapporti con Overdrive fa il suo discreto lavoro sulla Swift 1.2 VVT A/T da 94 CV anche se i consumi sono più alti (+12%, sicuramente per il progetto ormai un po’ datato), mentre si rivela inadeguato sulla Jimny.

La colpa è dell’accoppiata trasmissione-motore, quest’ultimo troppo piccolo sulla… piccola Jimny. Il motore 1.3 è per natura poco brioso ed il cambio manuale non fa altro che accentuare il deficit. La Jimny è da manuale tutta la vita e lo sterrato resta il suo habitat naturale.

Sulla Suzuki Vitara la trasmissione automatica raggiunge 6 rapporti, costa 1.500 euro in più e i consumi sono invariati rispetto alle “manuali” con lo stesso motore, che sono due: 1.4 Boosterjet 4WD e 1.6 VVT, quindi Turbo e Aspirata.

  • … e tre. S-Cross VVT con il CVT.

La S-Cross VVT monta una terza tipologia di trasmissione, ovvero il cambio a variazione continua CVT. Chi ha il piede pesante deve assolutamente evitare il CVT: andrete in giro costretti a convivere con un fastidioso suono da Scooter, perchè del resto le trasmissioni sono assolutamente paragonabili per tecnologia e funzionamento.

Per tutti gli altri può essere un’opzione, visto che il CVT regala discreta coppia al motore 1.6 quattro cilindri benzina aspirato anche ai medi regimi e permette di circolare con consumi di carburante altrimenti inimmaginabili. Certo, il CVT sulla S-Cross costa 1.500 euro in più.

  • La miglior scelta: 1.6 DDiS su Vitara e S-Cross con cambio DCT doppia frizione.

Sulle nuove Vitara ed S-Cross troviamo il cambio doppia frizione DCT con paddles al volante. Si tratta di una moderna trasmissione con dual-clutch e sei rapporti, dotata di quella velocità che ci si aspetta da una tecnologia ormai collaudata in ambito Automotive anche in fasce di prezzo medio/basse.

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Su entrambi i modelli il DCT è abbinato al motore 1.6 DDiS, un piccolo quattro cilindri alimentato a gasolio dalle prestazioni sorprendenti. Sicuramente il migliore di tutta la gamma. Al prezzo di 1.700 euro in più rispetto alla variante con cambio manuale avremo un’auto che coniuga velocità di cambiata, scatto e comfort, il meglio che si possa chiedere oggi ad una trasmissione di questo tipo per l’utilizzo quotidiano.

Suzuki in Italia ha un “problema”.

Il cambio automatico è una opzione scontata per Suzuki nel Mercato domestico, dove è scelto dal 90% dei clienti, mentre è quasi inedito in Italia. Qui nel 2015 non siamo neanche arrivati al 6%, complice anche l’offerta “automatica” divenuta dominante nei Segmenti Premium e ancora scoperta nella fascia entri level, in un Paese in cui Suzuki lotta con con un orgoglioso 1.2%, ovvero 1 auto venduta con la “S” sul muso ogni 100.

Sicuramente i numeri saranno diversi a fine 2016 (la Gamma 2015 era non aveva queste alternative) e sono proprio curioso di capire le proporzioni del cambiamento e l’evoluzione di questa splendida anomalia.

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