Si ricomincia da Anaheim. Tutto quello che devi sapere sul Supercross 2016.

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Ci siamo. La serie a ruote tassellate più spettacolare del pianeta è pronta a scattare. Tra poco più di ventiquattro ore i motori si accenderanno e torneranno a far tremare il terreno dell’Angel Stadium di Anaheim.

Il Campionato AMA Supercross 2016 è dietro al cancelletto di partenza, con la marcia innestata e la frizione tirata.

Con parecchie riconferme, qualche cambio di casacca, numerosi arrivi importanti e il ritorno sulla scena di un pilota che a tutti è mancato molto, il Supercross 2016 si preannuncia combattuto e indeciso più che mai. I big al via saranno davvero tanti, sicuramente più di una decina. Mettersi in mostra e salire sul podio sarà davvero un’impresa, per tutti.

È davvero difficile fare già oggi un pronostico, ancor prima che i piloti siano scesi in pista. Quindi andiamo con ordine e vediamo chi saranno i protagonisti di quella che sarà senza dubbio un’annata spettacolare per questo sport.

Per merito, è obbligatorio partire con il campione in carica: Ryan Dungey. Ancora in sella alla Ktm Factory, lo statunitense parte con l’intento di riconfermarsi al top, l’attesa è grande ed essere all’altezza delle aspettative è sempre complicato. Ma la crescita di cui Ryan è stato capace nel corso del 2015 non si può dimenticare: da pilota costante senza guizzo è diventato un vero schiaccia sassi. Ha aggiunto alla testa quel pizzico di follia che serve per vincere le gare, senza più limitarsi ad arrivare sul podio.

Eli Tomac. L’alieno ET è stato il più grosso nome a cambiare Team per la stagione 2016. Dopo una vita passata in Honda, Eli è approdato sotto la tenda Kawasaki, prendendo il posto di Davi Millsaps, una delle grandi delusioni del 2015.

Reduce dalla seconda posizione finale, Tomac è passato in verde in cerca di nuovi stimoli. La velocità non gli manca, come ha fatto vedere in moltissime occasioni; deve cercare la continuità che ha messo in mostra solo nell’ultima parte dello scorso campionato, quando infilò sei podi consecutivi.

Per Ken Roczen il Supercross 2015 non finì bene e finì ben prima del previsto. Grandi vittorie ad A1 e A2, qualche podio, poi gli errori, i cali di concentrazione e l’infortunio poco prima di Daytona.

La stagione del tedesco si concluse a metà, dopo aver dato l’impressione di essere imbattibile e in seguito essere crollato mentalmente. Per lui nessun cambio, correrà ancora con la Suzuki del team RCH. Vedremo se saprà ritrovare la cattiveria e la voglia di vincere che gli regalò il titolo Mondiale MX2.

Questi, probabilmente, saranno i piloti che si contenderanno la maggior parte delle gare e il titolo di Re del Supercross. Tuttavia non è mai detta l’ultima parola, lo sappiamo bene, soprattutto in uno sport così, in cui gli errori, soprattutto quelli stupidi, e gli infortuni sono in agguato dietro l’angolo. E comunque in pista non ci saranno solo Dungey, Tomac e Roczen.

Trey Canard potrebbe inserirsi nella lotta; ricordiamolo, lo scorso anno vinse due Main Event. Il pilota Honda sa essere costante e veloce quando serve, ma è troppo incline agli infortuni. Anche per lui la stagione 2015 si concluse prima del tempo.

Nella mischia ci saranno anche Cole Seely, terzo a fine 2015 e capace di una vittoria, Chad Reed su Yamaha, che non possiamo mai dare per sconfitto, Jason Anderson, Justin Barcia, in cerca di redenzione, Davi Millsaps, poi Marvin Musquin, in arrivo dalla classe Lites, Christophe Pourcel, anch’egli new entry dopo qualche stagione passata a mezzo servizio tra National e Mondiale.

Parlavamo di un ritorno che farà felici molti appassionati. È quello di James Stewart, costretto a stare lontano dalle gare per tutto il 2015 a causa della squalifica per doping inflittagli nel 2014.

Bubba finalmente tornerà a confrontarsi con i rivali e, anche se la sua prestazione alla Monster Cup non è stata delle migliori, potrà dare nuovamente sfoggio del suo stile unico al mondo, unito, speriamo, ad una velocità assolutamente impareggiabile.

Difficile sbilanciarsi, sarà davvero come ce lo ricordiamo o sarà uno Stewart ridimensionato dall’inattività?

Forse non sarà un vero contendente per il titolo, ma per noi appassionati sarà sufficiente vedere Bubba ruotare la manopola del gas come se non ci fosse un domani e tentare combinazioni di salti che solo lui riesce a immaginare. Come ha sempre fatto.

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