Enduro, dopo due mesi la FIM cambia idea: Francia squalificata, Australia Campione.

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Sei Giorni Enduro. Due mesi dopo i tanto discussi fatti avvenuti in Slovacchia, la FIM torna sui suoi passi e respinge la richiesta della Francia di riammettere i piloti esclusi. L’Australia è la nuova vincitrice.

L’Australia è stata dichiarata vincitrice del Trofeo Mondiale alla recente Sei Giorni di Enduro 2015.

Questa la decisione che solo ieri sera è stata resa ufficiale dagli uffici della Federazione Internazionale Motociclistica, oltre due mesi dopo il termine della manifestazione, disputata dal 7 al 13 settembre in Slovacchia.

Facciamo un breve riassunto delle vicende del 9 settembre. In seguito alla presunta scomparsa di alcune indicazioni del percorso di gara, molti dei piloti di testa, tra cui Knight, Monni, Bourgeois, Robert, Guerrero, avevano smarrito la strada e avevano di conseguenza saltato un controllo a timbro. La punizione immediata era stata la squalifica, decisione poi parzialmente rivista, con la concessione del permesso ai suddetti piloti di continuare a correre, ma fuori classifica, in attesa di un verdetto definitivo.

Quello che sembrava essere, appunto, il verdetto definitivo era arrivato due giorni dopo, l’11 di settembre, e riammetteva in gara tutti gli esclusi. La tanto discussa decisione di reinserire in classifica chi era stato squalificato era avvenuta dopo le pressioni degli alti vertici del team maggiormente danneggiato dal primo giudizio, la Francia, che, si sa, ha da sempre molto peso all’interno delle varie federazioni internazionali.

A farne le spese era l’Australia, che si vedeva privata di un successo più che mai meritato e guadagnato sul campo. Non che i francesi non fossero degni di salire sul primo gradino del podio, ma dal momento che esistono regole chiare la cosa più giusta sembra essere il rispetto.

Difficile comunque biasimare il tentativo della Francia, supportata da Gran Bretagna e Spagna, di salvare la situazione: chiunque in quelle condizioni avrebbe presentato un ricorso.

Molto più criticabile è infatti la condotta della direzione gara e della Federazione, che dopo aver stabilito tutto ed il contrario di tutto, arriva ad una decisione finale addirittura due mesi dopo il termine della competizione, quando ormai la ISDE 2015 aveva smesso di far parlare di sé.

Il giudizio finale, si spera, pare essere questo: i piloti inizialmente squalificati restano tali. La Francia si vede letteralmente soffiare il trofeo dalle mani e la Spagna, anch’essa coinvolta, è costretta a scendere dal podio. Il successo passa ufficialmente all’Australia, vincitrice del Trofeo Mondiale dell’International Six Days 2015.

Anche la nostra Italia, che in Slovacchia era stata grande, ne trae beneficio: i Caschi Rossi balzano dalla quarta alla seconda posizione. Al terzo posto finale si piazza la Finlandia.

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