Le dieci cose che ho imparato dal Mondiale Superbike 2015.

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Le dieci cose che ho imparato dal Mondiale Superbike 2015.

Non è mai facile riassumere un Campionato in poche righe. Probabilmente è sbagliato. Ma si trovano spunti interessanti che, magari, potremo giudicare tra uno, due o tre anni. Cosa ricorderemo del Campionato del Mondo Superbike 2015? Cosa abbiamo imparato?

Io questo.

  1. Johnny Rea è il pilota più forte della sua generazione.
  2. Michael Vd Mark sarà il prossimo Johnny Rea.
  3. La Honda è una moto che avrebbero dovuto pensionare già anni fa.
  4. Aprilia non ha imparato nulla dagli errori del passato.
  5. Per la sfiga di Luca Scassa dovrebbero inventare una unità di misura apposita.
  6. Max Biaggi e Troy Bayliss sono la dimostrazione che un pilota, se ha un talento superiore e vive da atleta e professionista, è per sempre un pilota.
  7. Se hai un bicilindrico non puoi correre con le regole delle quattro cilindri. E se continui a cercare rigidezza forse avresti bisogno di un traliccio.
  8. Davide Giugliano è un pazzo.
  9. L’obiettivo della Dorna è quello di costringere le Case ufficiali e i piloti di punta ad andare in MotoGP. Anche se in realtà si era capito da tempo. Follia.
  10. Nonostante il punto 9, resta ancora il Campionato più bello.

Se vi va, nei commenti, buttate giù i vostri dieci punti. I miei potete anche confutarli, sconfessarli, criticarli. Fate quello che vi pare.

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