Di Motorsport non dovrebbero poterne parlare tutti.

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Dopo il fattaccio di Sepang avevo una certezza: il peggio doveva ancora arrivare. La reazione della gente, un’onda d’urto odiosa alimentata dai Media. Chi ama il Motorsport ha il dovere di dire basta.

Quello che dovevo dire su Sepang l’ho già detto subito dopo la gara e non intendo partecipare al disgustoso spettacolo di moviole, analisi campate per aria e deliri di vario genere che sono partiti dopo ciò che è successo in Malesia.

Quello che è successo a Sepang è sotto gli occhi di tutti. Marquez ha portato Rossi allo sfinimento e Valentino ha perso la battaglia dei nervi commettendo una scorrettezza che è stata punita come da Regolamento. Non c’è altro da dire.

In tanti avrebbero fatto ciò che ha fatto Valentino? Non è una giustificazione, perchè tutti avremmo pagato. Hanno sbagliato entrambi? Sì. Hanno rovinato il Mondiale? Sì. Sono arrabbiato in egual modo con tutti e due. Ma finisce lì.

La colpa è anche di chi non ha chiamato in Direzione Gara quei due (o quei tre) dopo le gravissime parole di Giovedì. Un ammonimento generale avrebbe messo le cose in chiaro. Forse non sarebbe servito a niente ed è sbagliato parlare dopo, vero. Ma anche i più disattenti avrebbero saputo che i comportamenti non regolamentari sarebbero stati puniti. Ovviamente.

Com’è vero che se Federazione e Commissioni si sono dimostrate ectoplasmi in passato, quando c’era da parlare del futuro della MotoGP, l’ennesima assenza non sorprende.

In queste ore sono partite raccolte di firme con Siti Web di incerta provenienza che chiedono agli utenti di fare donazioni in euro per supportare campagne di influenza mediatica, queste stesse Aziende hanno comprato (pagando) spazi su alcuni Siti per pubblicizzare una iniziativa assolutamente folle e priva di senso.

Giornalisti che fino a ieri si occupavano di economia, politica e gossip che riempiono magazine e giornali esprimendo opinioni basate sulla pancia e su ciò che chiede l’inferocito popolo.

Speciali e prime pagine dei quotidiani generalisti con ricostruzioni dai titoli “acchiappa click” che fanno impallidire i plastici di Bruno Vespa e che abbiamo visto solo quando ci scappava il morto e allora, lì sì, tutti si ricordano delle Corse.

Ha detto bene qualcuno: ci manca solo Papa Francesco e poi la loro opinione l’hanno espressa proprio tutti.

A chi mi chiedeva “cosa avresti fatto al posto di Mike Webb” ho risposto che non era il mio compito e che avrei semplicemente commentato la decisione. È quello che ho fatto. Avrebbero dovuto farlo tutti.

Oggi ero a bere il Caffè e un conoscente mi ha chiesto cosa ne pensassi. Ho risposto che il bello del Mondiale MotoGP è che ogni anno finisce.

Alle 10.23 di Domenica scrivevo: “Credo che la decisione presa a Sepang faccia contenta la Dorna. Squalificare Rossi dalla gara di oggi avrebbe chiuso il Mondiale, non squalificarlo avrebbe definitivamente sputtanato la MotoGP. A Valencia partirà ultimo e dovrà rimontare almeno fino al secondo posto, ma se Lorenzo non dovesse vincere basterebbe anche un terzo o quarto. Difficile ma non impossibile. Di sicuro quel che è accaduto questo weekend è stato un pessimo modo per ricordare Marco Simoncelli. Da qui a Valencia i tifosi delle varie fazioni si scanneranno, i giornalisti asserviti faranno il loro show sui social, Dorna pomperà e sfrutterà il tema della rimonta e noi soffriremo chiedendoci cosa abbiamo fatto di male per meritarci questo.”

E da stamattina, guardando post e commenti sui Social e al Bar, mi chiedo cosa abbiamo fatto di male per meritarci questo.

Farò un’affermazione impopolare ma non me ne frega niente: di Motorsport non dovrebbero poterne parlare tutti.

Per fortuna che tra due settimane sarà tutto finito. Già, due settimane. Valencia.

La decisione che è stata presa mantiene aperto il Mondiale, più aperto che mai.

Qualcuno vuole farci credere che il Mondiale sia finito, ma non è così. Abbiamo il dovere di restare lucidi, guardare le cose per quello che sono e farlo senza partecipare al massacro delle fazioni.

Gente che invoca l’intervento di quello o dell’altro pilota per buttare a terra quello o l’altro pilota. Fa schifo, è disgustoso, è ingiusto.

Rossi arriva a Valencia con sette punti di vantaggio. Partirà ultimo con una moto e con un talento che gli permetteranno di arrivare a contatto dei primi sei in massimo tre giri. Lo abbiamo visto fare mille volte in ogni categoria.

Chi commenta le moto ogni weekend, chi segue la MotoGP da sempre, chi mastica un po’ di corse ha il dovere di parlare di queste cose anzichè alimentare polemiche che non portano a nulla se non ulteriori polemiche e veleni.

Lì comincerà la sua vera gara, la rimonta che chi viene accusato di aver tolto il Mondiale a Valentino voleva. Perchè, guardiamoci negli occhi, se avessero voluto togliere il Mondiale al numero 46 avrebbero sventolato la Bandiera Nera a Sepang e tutti a casa. Rossi non sarà obbligato a vincere, potrebbe addirittura bastare un quarto o quinto posto.

La cosa che mi ferisce, chi mi fa male, che mi distrugge da cronista, appassionato di motori, da praticante che il weekend si mette il casco, è che il Mondiale 2015 sia stato avvelenato, rovinato, distrutto, guastato. Fino a pochi giorni fa sarebbe stato il Mondiale più bello che avessi mai visto e lo sarebbe stato indipendentemente dal vincitore. Lorenzo per un motivo, Rossi per un altro.

La colpa è di tutti. È di Marc Marquez, è di Valentino Rossi. Non mi è piaciuto nemmeno l’atteggiamento di Jorge Lorenzo. Anche se capisco le reazioni di tutti e tre.

Ma se i piloti godono sempre della mia stima e del mio rispetto, perchè quando sbagliano pagano e perchè sono loro i veri protagonisti delle Corse, lo stesso non posso dire di chi sta alimentando questo spettacolo indecente.

Dovremmo stare tutti zitti fino a Valencia. Io per primo. Ci vediamo tra due settimane.

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