Simoncelli, la RSV4 e quel sorpasso che non voleva fare.

simoncelli-biaggi-imola-sbk-2009

Marco Simoncelli, la Superbike e la Aprilia RSV4. Una memorabile parentesi tra 250 e MotoGP nella Carriera del pilota italiano scomparso a Sepang nel 2011.

23 Ottobre 2011, 23 Ottobre 2015. Sono passati quattro anni dal tragico incidente di Sepang che costò la vita a Marco Simoncelli, giovane pilota del Team Honda Gresini MotoGP.

A quattro anni dalla scomparsa voglio ricordare Marco Simoncelli diversamente. Senza perdermi in struggenti ricordi o editoriali sul pilota che fu, ma ricordando una veloce parentesi nella carriera di SuperSic.

Cresciuto con Aprilia e Gilera, che poi per volere del Gruppo Piaggio erano la stessa identica cosa, Marco vinse il Campionato del Mondo 250GP nel 2008. La grande cavalcata iridata fu una ovvia svolta nella Carriera del rider di Cattolica che divenne un punto importante nell’orbita della Casa di Noale.

Per questo motivo le strade tra Simoncelli e la RSV4, moto anche lei piuttosto giovane all’epoca, si incrociarono.

Prima nei Test invernali di Valencia a fine 2008, poi in quelli estivi del 2009 al Mugello. Poi… il debutto nel Mondiale Superbike di Imola, nel 2009.

Simoncelli, all’epoca 22enne, arrivò ad Imola per il Gran Premio d’Italia come sostituto dell’infortunato Shinya Nakano. Prese posto nel box accanto al veterano Max Biaggi, simbolo e dominatore della 250 di quindici anni prima.

simoncelli-test-aprilia-rsv4-sbk
Marco Simoncelli a Valencia con la Test Bike RSV4 SBK. Era l’inverno del 2008.

Arrivato ad Imola il 25 Settembre per le Prove Libere, il giorno successivo ottenne un buon ottavo posto nella Superpole.

La domenica mattina si aprì con Gara 1 SBK. Lì davanti vinse Nori Haga su Ducati davanti Max Biaggi e Michel Fabrizio, mentre Simoncelli incappò in una caduta nel corso del nono passaggio.

Gara 2 entrerà nella Storia della breve ma intensa carriera per pilota di Coriano. Con un sorpasso all’ultima variante salì sul terzo gradino del Podio. A farne le spese fu proprio Max Biaggi, battuto da un’entrata molto aggressiva, costretto a rialzare la moto per far sì che non si materializzasse il pasticcio.

Quello della Variante Bassa fu un grande sorpasso per alcuni ma… secondo altri fu casuale. Chi lo disse? Simoncelli.

Il sorpasso alla Variante Bassa non lo volevo fare, ma sono finito lungo in staccata e per non finire nella via di fuga ho fatto lo stesso la chicane ed è andata bene”.

Secondo qualcuno, e non a torto, era un goffo tentativo per giustificare la mossa. Poco riuscito perchè nelle dinamiche di un Team è decisamente peggio sbagliare una staccata all’ultima curva rischiando di centrare il compagno che provare a sorpassarlo volontariamente.

Ma tant’è. Il Corsaro non se la prese e fece i complimenti a Marco per la gara, anche perchè la Aprilia era ancora ben lontana da poter lottare per il Mondiale.

Simoncelli festeggiò sul Podio di Gara 2 completando una Top 3 motociclisticamente tutta italiana: doppietta Ducati 1098R con Fabrizio davanti ad Haga, poi la Aprilia RSV4 numero 58.

Sic tornò nel Motomondiale, dove stava correndo il Mondiale 250 come Campione in carica ma non riuscì a confermarsi, giungendo solo terzo alle spalle di Hiroshi Aoyama ed Hector Barberà. L’anno successivo passò in MotoGP con il Team Gresini e con la Honda.

La breve relazione tra Marco Simoncelli, la Superbike e la Aprilia RSV4 terminò qui. Un paio di Test ed un Podio tra le sinuose curve di Imola.

La moto di Noale divenne il simbolo della SBK di attuale generazione e fu proprio Max Biaggi a vincere i primi due Mondiali, l’ultimo con Aligi Deganello, ex Capo Tecnico del Sic che iniziò a seguire Max dopo la tragedia. La Storia di Marco, invece, si interruppe bruscamente a Sepang il 23 Ottobre del 2011.

Commenti

commenti