Abbiamo guidato la Borile B 300 CR, una Cafè Racer che tutti possono permettersi.

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Borile B 300 CR, abbiamo provato la piccola Cafè Racer italiana. Affonda le radici nella Tradizione, è stata pensata sui Colli Euganei e sarà prodotta a Cinisello Balsamo, alle porte di Milano.

Oltre quindici anni dopo quel capolavoro assoluto che era la B 500 CR, Borile torna a proporre una Cafè Racer dallo stile inconfondibile. Questa volta la ricetta è leggermente diversa. Estetica ricercata, certo, che richiama i canoni di anni lontani, certo… ma condita con qualcosa di moderno, qualcosa che la rende appetibile e fruibile da chiunque.

Questa è la Borile B 300 CR. Come la sorella maggiore non fa segreto del suo amore per l’Inghilterra e gli anni 60, quando alluminio, cromature, linee sinuose e arrotondate erano il credo di ogni costruttore di motociclette.

Ma la leggendaria 500 voleva essere esclusiva fino in fondo, era indirizzata ad un ristretto pubblico di appassionati e cultori della vecchia scuola, era costruita completamente a mano da Umberto, il maestro che ha dato vita al mito Borile.

A Vo’, piccolo paese veneto alle pendici dei Colli Euganei, nasceva un’opera d’arte in lega leggera spinta da un propulsore che più speciale non avrebbe potuto essere. Era un monocilindrico da 487 centimetri cubi, a quattro valvole, preso in prestito direttamente dal mondo dello speedway e dall’altro genio veneto dei motori, Giuseppe Marzotto.

Il risultato era una moto leggerissima, poco più di 115 kg il peso, estremamente potente, con un’affidabilità non da riferimento ed un prezzo non alla portata di tutti.

Un piccolo mono che viene dall’Oriente.

Come detto, la nuovissima B 300 CR, presentata a Milano nel giugno di quest’anno, coniuga l’inimitabile look della sorella maggiore con elementi di modernità. Il cuore non è più il mitico GM da speedway: è invece un ben più modesto 292cc a cinque rapporti di derivazione Suzuki ed assemblato in Cina negli stabilimenti Loncin.

La scelta di un motore cinese non deve far storcere il naso. Gli irrisori costi di acquisto e di gestione di un propulsore simile sono la chiave che aprirà al grande pubblico le porte del mito Cafè Racer in salsa Borile. I dati di potenza e coppia dichiarati sono 27 cavalli a 7500 giri al minuto e 24 Nm ad un regime di 6000 rpm. Nulla di entusiasmante, ma bisogna inquadrare la moto per quello che è.

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La B 300 non vuole essere un mezzo per lanciare sfide ai motardisti, e non vuole nemmeno essere l’arma per andare a scannare sui passi di montagna. La piccola Cafè Racer Borile è un bell’oggetto. È fatta per essere ammirata e per andare a spasso nel classico “giretto”, sia esso in centro per l’aperitivo, sia esso sulle colline dietro casa. Ma con calma, perchè i 27 cavalli, nonostante debbano portarsi dietro un peso di nemmeno 120 kg, non sono poi molti.

La Ciclistica è un’altra Storia.

Dal punto di vista ciclistico, invece, nulla da obiettare. Il telaio è in alluminio, così come il forcellone, ed è accoppiato ad una forcella a steli rovesciati da 41 mm tenuta salda da piastre di sterzo in ergal ricavate dal pieno. I freni sono entrambi a disco con misure di 320 e 220 millimetri di diametro.

Appena saliti in sella ci si trova a proprio agio. La posizione è comoda, anche per chi supera il metro e ottanta di statura. La distanza piano sella-pedane è adeguata e permette di non stare eccessivamente rannicchiati. Tutti i comandi sono al posto giusto, sono sufficientemente precisi e funzionano a dovere.

Devo spendere due parole per il coperchio del filtro dell’aria, quel cilindro largo e cromato posizionato sul lato sinistro della moto, appena sotto il punto d’incontro tra sella e serbatoio. Durante la guida si sente, eccome se si sente; il suo spigolo smussato trova posto all’interno della piega del ginocchio, proprio contro la coscia.

A molti potrà dar fastidio, ma per un romantico come me un solo aggettivo può calzare: delizioso. Sì, perchè sta lì come a ricordare che anche la Moto ha bisogno dei suoi spazi, che lei è fatta così, come una volta, e devi essere tu ad adattarti, almeno un pochino.

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Grazie al peso davvero molto contenuto e alle dimensioni raccolte di tutto il mezzo, in particolare l’altezza da terra, la Borile B 300 CR è una moto facile, è una moto per tutti. Non mette mai in difficoltà ed è perfetta anche per chi viene da uno scooter. In fondo la destinazione d’uso è la stessa: un mezzo leggero, pratico e comodo per spostarsi in città o per gite fuori porta. Si fanno le stesse cose, ma con stile.

L’insieme ciclistico è il punto forte della motocicletta. L’unità in lega leggera dona alla B 300 una maneggevolezza eccezionale. Bastano davvero poche curve per prendere confidenza e iniziare ad osare con le pieghe, aiutati anche dagli pneumatici di generose dimensioni che calzano su cerchi a raggi con mozzi anch’essi in alluminio ricavati dal pieno. Sarà pure economica, ma questa Borile non fa di certo mancare soluzioni di pregio!

L’estetica è soggettiva, come sempre, ma tutto questo alluminio, le cromature e le saldature a vista, non possono lasciare indifferenti. L’accoppiata con il nero lucido di serbatoio, fiancatine e sella poi è fenomenale. Unico neo, presente però solo sul prototipo in prova, sono i collettori di scarico in ferro. Nel modello definitivo il materiale sarà l’acciaio inox.

Il bello non è la velocità.

Ciò che diverte non è andare forte. È spingere, è andare al massimo che provoca godimento. E anche se poco fa ho scritto che la B 300 CR è fatta per essere guidata senza fretta, non potevo certo farmi mancare di spremere un po’ tutti i cavalli erogati dal monocilindrico raffreddato ad aria.

Premendo il pulsante l’avviamento è immediato, sia a freddo che a caldo. Il sound non è male, anzi, è meglio di quanto ci si potrebbe aspettare da un motore del genere: ai bassi e ai medi giri è bello pieno e corposo.

Il piccolo propulsore quattro valvole non brilla particolarmente a nessun regime. Non ha un tiro esagerato e non sconfina in un allungo devastante, ma è dolce e regolare nel salire di giri. Per il target di motociclisti cui questa Borile è indirizzata è senz’altro un pregio.

Per gli utenti più smaliziati la carenza di potenza sarà senz’altro il difetto più grosso, ma a saperla condurre con maestria la B 300 non va poi così piano. Non si possono di certo pretendere scatti brucianti in salita. Se fatto frullare, però, il 292cc porta ad apprezzare ciò che in questa moto è più riuscito: la ciclistica, come dicevo poche righe sopra.

Non bisogna adottare una guida on-off, come si potrebbe fare avendo a disposizione ben altra cavalleria. Come con tutte le moto di piccola cilindrata, bisogna lasciarla correre, bisogna ricercare la velocità di percorrenza in curva, piuttosto che quella di punta nei rettilinei. E la rapidità con cui la B 300 scende in piega aiuta in questo, rendendolo semplice ed intuitivo.

Se ci poi ci si trova ad affrontare qualche bella esse in discesa il limite del propulsore sparisce. Allora l’ottimo impianto frenante e la grande sincerità del telaio diventano protagonisti. L’impianto anteriore Grimeca morde molto bene: è potente, ma modulabile e progressiva, permette di fermarsi in poche decine di metri anche quando si è lanciati a discreta velocità. Tra pinzate decise e notevoli pieghe sarà difficile non trovarsi il sorriso stampato in faccia, nessuno escluso.

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Anche, e soprattutto, se abituati a mezzi più potenti e pesanti, si potrà apprezzare la migliore delle qualità che una moto può avere: la facilità con cui si è portati a giocare con essa. Sì, perchè le curve, quando si è in sella alla Cafè Racer di casa Borile, diventano un gioco, un vero divertimento.

Le larghissime gomme si aggrappano all’asfalto, le pedane scorrono a pochi centimetri dal suolo e tutto ciò lo si raggiunge senza fatica. E pure senza paura, perchè la distanza da terrà è poca, mettere giù un piede è un attimo, e le velocità in senso assoluto sono sempre contenute.

La posizione in sella è corretta, non affatica nemmeno dopo diverse ore passate sulla moto. La piega del manubrio permette di rimanere con il busto eretto, non è quindi necessario adottare una posa accovacciata, che alla lunga si rivelerebbe stancante.

Le vibrazioni generali sono contenute, attutite anche dalla sella morbida. Le uniche che si percepiscono arrivano alle mani attraverso le manopole, ma sono un problema secondario in quanto vengono fuori solamente quando si guida in linea retta e vicini alla velocità massima del mezzo. La B 300 non è certo una moto da viaggio, perciò questa è una situazione che non si dovrebbe verificare troppo spesso, né tantomeno per lunghi periodi.

Il set up delle sospensioni tende ad essere rigido. Questa diventa una qualità se non si è particolarmente leggeri e quando l’indole del pilota è sportiva, ma in situazioni di guida urbana, tra tombini, rotaie del tram e pavé, sarebbe apprezzabile una regolazione più rilassata.

Una moto artigianale per tutti. Sul serio!

In conclusione. Borile B 300 CR, una moto per tutti: facile, intuitiva, economica. Adatta ad essere usata in città, ma che sa far divertire anche il pilota esperto grazie ad una ciclistica di alto livello. Bella, bellissima, chi la ammira senza conoscerla crede che si tratti di un altro costosissimo gioiello artigianale uscito direttamente dall’officina del maestro Borile.

Potete portarvi a casa tutto questo per poco meno di 6.000 euro, 5.850 per la precisione. Tanti? Pochi? Dipende da quello che cercate. Se volete un mezzo per sostituire lo scooter potrebbero sembrare troppi.

Se invece volete regalarvi un mezzo che porta con sé un pezzetto del mito Borile, un po’ di quello stile e del fascino che accompagna solo le moto di stampo artigiano, allora il prezzo mi sembra più che adeguato. La Borile B 300 CR sarà prodotta negli stabilimenti di Cinisello Balsamo (MI) e sarà in vendita da novembre 2015.

Dati Tecnici Borile B 300 CR

Motore.

Monocilindrico a 4 tempi 4 valvole raffreddato ad aria. Distribuzione: monoalbero a camme in testa comandato da catena. Alesaggio: 78 corsa 61,2 cc 292,4. Potenza: max 20 kw a 7.500 rpm 27,2 cv. Coppia Max: 24 Nm a 6000 rpm. Euro 3. Frizione: dischi multipli in bagno d’olio. Marce: 5. Carburatore: depressione Keihin da 32. Avviamento: elettrico.

Ciclistica.

Telaio in lega leggera 7020 saldato a tig. Sottoculla in tubi di acciaio 25crmo4 saldati a tig. Sospensioni: Anteriore forcella telescopica oleodinamica Up side down diametro steli 41, con piastre sterzo in ergal ricavate da pieno. Posteriore mono ammortizzatore. Ruote con mozzi in lega leggera ricavati da pieno: Anteriore da 120/70-17, Posteriore da 150/70-17. Freni: anteriore e posteriore azionati da pompe idrauliche con tubi trecciati inox, disco anteriore da 320mm, disco posteriore da 220 mm. Serbatoio e fiancatine in alluminio capacità serbatoio 8,5 l.

Dimensioni e peso.

Altezza sella da terra: 830 mm Lunghezza totale: 2050 mm Larghezza: 270mm Interasse: 1360 mm Inclinazione canotto sterzo 24,5° Peso a secco 119,5 kg.

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