Pedrosa deve essere più cattivo. Parola del nuovo Capo Tecnico HRC.

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Le novità in MotoGP non riguardano solo Moto e Piloti. Ai Test di Sepang c’è stato un ritorno nel Box Honda, sponda Pedrosa: Ramón Aurín.

L’Ingegnere spagnolo ha preso il posto di Mike Leitner che, dopo aver abbandonato HRC lo scorso autunno, ha firmato un contratto con la KTM per seguire il nuovo Progetto MotoGP.

Ramón Aurín è il nuovo Capo Tecnico ed Ingegnere di pista di Daniel Pedrosa. Ha già lavorato con HRC già dai tempi di Nicky Hayden in qualità di telemetrica.

Nel corso della sua Carriera ha seguito piloti del calibro di Àlex Crivillé, Carlos Checa, Alberto Puig, Sito Pons, Jorge Martínez Aspar, Loris Capirossi, Max Biaggi, Troy Bayliss e Andrea Dovizioso.

Aurín ha raccontato, in un’intervista rilasciata a motogp.com, le prime impressioni, gli obiettivi sulla nuova Stagione e ciò che dovrebbe fare Pedrosa per essere in grado di contendere il Titolo a Marc Marquez.

La tua nuova tappa professionale come capo-tecnico di Pedrosa ha avuto inizio. Com’è andata?

Dopo tre anni di astinenza qualcosa potrebbe sfuggirmi, spero comunque di farmi trovare pronto in Qatar. Esattamente come i piloti, ho bisogno anch’io di fare un po’ di rodaggio.

È cambiato molto il tuo lavoro?

L’anno scorso svolgevo un ruolo più tecnico, ora invece si tratta per lo più di coordinare e prendere decisioni per mettere a posto la moto. Ci sono giorni in cui ti piacerebbe trovarti più sul versante tecnico e altri invece come coordinatore, ma sono felice di far esser della partita.

Senti molta responsabilità?

Se ti ritrovi a esser capo-tecnico con una moto ufficiale e con un pilota che lotta per il titolo, non è affatto facile, perché devi conquistare la totale fiducia del pilota.

Sei stato già capo-tecnico di Dovizioso. Ora avverti più pressione?

Non saprei, forse il primo anno con Dovi ebbi molta pressione, perchè era un lavoro che dovevo imparare. Dani è un pilota in lizza per il titolo. Per arrivare all’obiettivo devi fare un buon lavoro.

Com’è arrivata la proposta? Da parte di Dani o direttamente dalla Honda?

Per un insieme di circostanze, Mike Leitner decise di andarsene e loro iniziarono a valutare diverse opzioni. Io sono un uomo nell’orbita Honda da molto tempo, avevo già svolto questo ruolo con Dovi e credo di esser stato apprezzato. Volevo conoscere il pensiero di Dani, perchè la relazione con il pilota è fondamentale. Mi disse di esser contento, e accettai.

Quest’anno Dani torna a esser un serio candidato al titolo?

Dani potrebbe esser Campione se solo fosse più aggressivo. L’anno scorso ha fatto delle buone gare, soprattutto nella seconda parte. Nelle prime curve è poco incisivo per via del suo peso, gli è difficile portare in temperatura le gomme all’inizio, ha bisogno di quattro o cinque tornate per prendere il ritmo, quando gli altri ci arrivano prima, al secondo giro. È lì che dobbiamo migliorare: non so se in questa maniera vincerà, ma sicuramente avrà più possibilità.

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