Melandri, la MotoGP e i dubbi sulla motivazione: dipenderà dalla squadra.

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Lasciata la Superbike, Marco Melandri è tornato nel Motomondiale come pilota portabandiera dell’Italia nel nuovo Progetto Aprilia MotoGP.

La squadra Factory italiana, schierata in pista dalla struttura del Team Gresini, ha affidato le moto di Noale ad Alvaro Bautista e al ravennate.

Il Campione del Mondo 250 GP 2002 torna nel Motomondiale all’alba dei 33 anni. Nel vecchio Paddock aveva corso, tra 125-250-MotoGP, ben 207 GP, vincendo 22 Gare e finendo 62 volte sul Podio.

A poche settimane dagli importanti Test IRTA di Sepang, in Malesia, Melandri ha rilasciato un’intervista a motogp.com dove ha affrontato i temi legati al rientro in MotoGP, alle ambizioni e alle sensazioni che lo stanno accompagnando in questi mesi, fissando l’obiettivo per il 2015.

In estate sembravi destinato a proseguire la tua esperienza nel Mondiale Superbike. Poi, ad un tratto, i piani di Aprilia son cambiati. Cosa ti ha fatto accettare questa sfida?

Il mio impegno iniziale era infatti quello di correre per 2 anni con Aprilia. Per me è stato abbastanza improvviso e inaspettato: la proprietà ha deciso di cambiare rotta, scegliendo di abbracciare il progetto MotoGP. Hanno spinto tanto per portarmi nel Campionato del Mondo. I miei dubbi riguardavano la mancanza di adrenalina nel portare in pista una moto al debutto, anzichè lottare per vincere in Superbike. D’altra parte, mi stimola l’idea di poter sviluppare una moto con questa squadra.

Torni in MotoGP dopo 4 stagioni. Quali saranno le tue motivazioni e gli obiettivi del 2015?

Quelli di crescere step by step. Se giorno dopo giorno vedró la moto migliorare, saró giá contento. A livello di risultati, è ancora troppo presto per poter parlare di un obiettivo reale. Io direi di aspettare almeno i test in Qatar [14-17 marzo] per capire come possiamo partire. Le motivazioni, personalmente, saranno molto legate all’ambiente che mi circonda. Quindi dipenderanno anche dalla forza di volontà di tutti i ragazzi della squadra: se loro si impegneranno a far bene, sarò trascinato anche io a dare il 100% di me stesso.

Si tratta anche del rientro di Aprilia e sicuramente l’inizio non sarà facile. Le altre Case hanno moto giá ben collaudate. Tu, però, hai l’opportunità di avere un team ufficiale alle spalle.

Esatto, proprio così. Siamo in anticipo di un anno, perchè il progetto iniziale prevedeva di entrare in MotoGP nel 2016, e in questo 2015 si parlava solo di test per poterci preparare al meglio. Ma, come detto, i piani sono stati cambiati. Partiamo in ritardo rispetto alla concorrenza e il livello, lo sappiamo, è decisamente alto. Ho sempre detto che non mi interessava correre in MotoGP solo per fare numero; in questo caso, però, ha dalla mia tutto quello che un’azienda mi può dare.

A proposito della nuova squadra: ritrovi come team manager Fausto Gresini, col quale sei stato vice-Campione (dietro Valentino) nel 2005. Cosa puoi dirci di lui e che idea ti sei fatto di Romano Albesiano, direttore della gestione sportiva di Aprilia?

Sono felice di tornare a lavorare con Fausto perchè è, prima di tutto, un amico: mi ha aiutato tantissimo, anche negli anni difficili. Lui porterá un’esperienza importante, che in Aprilia manca e che si tradurrá in un’ottima collaborazione. Inoltre, anche per lui, cambiare Costruttore dopo tanti anni, non può che essere un bene: una spinta morale molto grande.

Romano Albesiano è entrato in squadra in un momento delicato: trovarsi subito in MotoGP sarà per lui una responsabilità importante e non facile. Ma credo nelle sue capacità e sono sicuro che metterà del suo in questo progetto.

Come valuti il primo contatto della scorso novembre a Valencia e su cosa si incentrerà il lavoro nei prossimi test di Sepang?

La prima presa di contatto è stata molto marginale: la moto era molto diversa da quella che ero abituato a guidare in Superbike. In Malesia arriverà una moto nuova a livello di ciclistica e di elettronica. Sarà importante verificare che tutto funzioni al meglio e che la moto inizi ad andare nella direzione che richiedo per avere la giusta confidenza per potermi esprimere come so.

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