Silvano batte i luoghi comuni. Così si vince un Campionato del Mondo!

guintoli campione sbk 2014
guintoli campione sbk 2014
Sylvain Guintoli è Campione del Mondo Superbike 2014.

Alzi la mano chi aveva scommesso sul buon Silvano.

Sylvain Guintoli è Campione del Mondo Superbike 2014: il francese ha compiuto il sorpasso ai danni dell’ormai ex iridato Tom Sykes, regalando a Noale non solo il Campionato del Mondo Piloti ma, insieme a Marco Melandri, il Campionato del Mondo Costruttori.

La nottata di Losail, GP del Qatar e ultimo weekend della Stagione, assegnava due titoli. Aprilia era in vantaggio nel Costruttori e, a meno di disastri, lo avrebbe vinto in relativa tranquillità.

Kawasaki era davanti nel Mondiale Piloti, grazie a 12 punti di margine tra Tom Sykes e Sylvain Guintoli. Un distacco importante, ma neanche troppo se consideriamo il recupero del francese di Aprilia nelle ultime gare.

Il pubblico ha sempre ritenuto Sykes più forte di Guntoli. Tom il vincente, Sylvain il preciso e costante pilota al quale mancava la zampata e la capacità di portarsi a casa le gare senza “limitarsi” ai secondi o terzi posti.

Parliamoci chiaro: quanti avrebbero scommesso su Sylvain? Sarebbe stata senza dubbio una scommessa… dangerosa.

Eppure Guintoli ha avuto il merito di arrivare in Qatar a 12 punti dal rivale, su una pista che ha premiato l’Aprilia e dove la Ninja ZX10-R ha faticato a tenere il ritmo della 4 cilindri a V di Noale e del suo più bravo interprete.

Perchè, ricordiamocelo, Guintoli è arrivato a Losail con la possibilità di vincere il Mondiale. Marco Melandri, non certo il primo pilota che passa per strada, ha dovuto alzare bandiera bianca ben prima.

Guintoli arrivava a Losail con tre vittorie quest’anno: Gara 2 Phillip Island, Gara 1 Assen e Gara 1 Magny-Cours. Sykes di successi ne aveva collezionati ben 8, e con tre doppiette tra Aragon, Donington e Misano.

Il più vincente, sì, ma con nello “score” il pesante ritiro di Sepang Gara 1 (tirato giù proprio da Baz) e un finale di Campionato non entusiasmante: un solo Podio tra Jerez e Magny-Cours, mentre Sylvain proprio lì aveva iniziato il recupero “impossibile” con una vittoria e tre secondi posti.

Punti pesanti. Ma ancora non era… il vincente. A Losail serviva il massimo risultato: una doppietta. Una doppia vittoria. E sperare che Sykes non fosse in grado di arrivare due volte secondo.

Guintoli ci è riuscito. Doppietta, la prima in Carriera. Il risultato più importante nel Weekend più importante. Sykes va sul Podio, ma sul gradino più basso: Tom subisce la beffa dell’ordine di Scuderia non rispettato da parte di Loris Baz e deve giocarsi tutto in Gara 2, costretto a battere il rivale.

Non ce la fa. Il Campione del Mondo non ha il passo per attaccare il portacolori della Aprilia e la Ninja vede allontanarsi il codino della RSV4.

La speranza svanisce giro dopo giro, fino a quando Johnny Rea attacca e si prende il 2° posto con quella Honda che abbandonerà proprio per diventare compagno di squadra dell’ex Campione del Mondo. Tom è 3°, sul Podio. Un piazzamento contro una vittoria, ma questa volta il vincente è Guintoli.

Sylvain Guintoli Campione del Mondo Superbike 2014 all’età di 32 anni. Ci riesce al quinto anno tra le Derivate della Serie dopo essersi fatto le ossa nel Motomondiale tra 250 e MotoGP, senza mai brillare particolarmente.

Nel 2012 le prime gioie in una Stagione difficilissima, quella con il Team Liberty. Campionato in forse, le gare di Brno appiedato per le difficoltà e le ambiguità della squadra, il ritorno con la Ducati del Team PATA e le ultime vittorie della 1198 privata che portano la sua firma.

Sylvain Guintoli nell’immaginario collettivo rappresentava il buon pilota, fiero portacolori, uno che non si lamenta al microfono e che non si abbatte.

Da ieri è uno che quando è stato chiamato a vincere lo ha fatto con una precisione ed una agilità da vero Campione.

Perchè questo è oggi: il Campione del Mondo della Superbike. Batte tutti, batte Sykes, batte i luoghi comuni e le etichette.

Lo è lui, lo è l’Aprilia: la RSV4 Factory si conferma il gioiellino della Categoria per la quarta volta in cinque anni e per la terza volta consecutivamente. È l’Italia che vince.

La Casa dall’anno prossimo punterà alla MotoGP con il team Gresini, probabilmente si porterà via Marco Melandri (in squadra con Alvaro Bautista) mentre il numero 1 sarà sul cupolino della Honda CBR1000RR con la quale Guintoli sarà chiamato alla difesa di ciò che oggi è suo.

Tom Sykes dovrà riscattarsi e condividerà il box con Johnny Rea, uno che è chiamato alla vittoria. All’occasione della Carriera. Un po’ come quella che ieri sera è stata la serata di Guintoli.

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