Non è il torsiometro Honda il problema della MotoGP

honda rc213v 2013

honda rc213v 2013

La Honda monta un torsiometro. La scoperta dell’acqua calda. Il problema della MotoGP? È un altro…

Il problema della MotoGP è che l’informazione è basata troppo sul gossip e sui personaggi, tra mitizzazioni, miracoli, sputtanamenti.

E quindi quando spunta fuori qualcosa di vagamente tecnico la gente impazzisce. Ma non solo: ci sta che il “fan” del Motomondiale vada un po’ nel panico difronte ad una rivelazione, difronte ad un approfondimento tecnico.

Perchè è difficile che il “fan”, che di giorno tendenzialmente lavora o comunque nella vita fa altro, non seguendo le Corse 24 ore su 24, si metta a fare quel che dovrebbe fare il giornalista, l’opinionista, il telecronista.

Parliamoci chiaro: nella MotoGP a livello mediatico non c’è alcun focus tecnico. Non ci sono approfondimenti, non ci sono indagini su novità ingegneristiche, non c’è interesse a capire come funzioni quel nuovo forcellone, quella nuova geometria di frame.

Si parla solo in maniera astratta di “elettronica” e, ogni tanto, di Regolamento. Oppure di gomme con discorsi da bar su Bridgestone.

Il Torsiometro. Tutto parte da qui. Mario Lega, un gran personaggio, ex pilota, uno che non le ha mai mandate a dire, si è scagliato contro questo gingillo dopo le cinque gare su cinque vinte da Marquez. Il concetto di Lega, alla fine, era questo: se volete lo spettacolo vietate il torsiometro.

Cos’è il torsiometro? Si tratta, nel complesso, di un pacchetto che misura la coppia e che dice alla centralina come regolare la stessa in tempo reale, lavorando a stretto contatto con l’elettronica e con il Traction Control, riuscendo a simulare ed elaborare, nonostante l’assenza del GPS (illegale per questo tipo di utilizzo) il comportamento lungo il tracciato. E dunque giri motore, scoppi, corpo farfallato, etc.

Fa parte di fatto della struttura della Honda RC213V, un elemento cruciale per il funzionamento della moto.

La cosa che mi ha impressionato è che dopo le dichiarazioni di Mario Lega si sia scatenato in Rete un tam-tam, con Quotidiani, Blog e Siti vari, compresi presunti specialisti del settore, che rilanciavano lo “scoop”.

La verità è che questa tecnologia è presente sulla Honda dal 2012 e che, attualmente, ad usufruirne siano Marc Marquez, Daniel Pedrosa, Stefan Bradl e persino Alvaro Bautista. Dico “persino” perchè lo spagnolo non ha un contratto Factory con HRC e dispone di una moto diversa per forcella e impianto frenante, mentre Bradl è un pilota HRC a tutti gli effetti da ormai un anno.

Una tecnologia ampiamente pubblicizzata da Honda HRC stessa in vari meeting, mai nascosta da team manager e addetti ai lavori.

Dov’è il problema? Marquez riesce a trarre vantaggio? Certo, può essere che Marc, pilota della nuova generazione, riesca ad interpretare meglio un pacchetto del genere. Marquez senza tirerebbe grosse capocciate per terra? Anche questo può essere tranquillamente vero.

Ma se è tutto regolamentare e la tecnologia non è vietata, non c’è alcun problema, non c’è alcuna infrazione.

La crescita di Honda nell’ultimo biennio è stata esponenziale, tanto che la RC213V è divenuta la moto migliore in ogni settore, guadagnando anche in trazione ed accelerazione, punti che un paio di anni fa erano a favore di Yamaha. Magari proprio per questo gran lavoro con il trasduttore di coppia “adattivo”.

Ma quella del Torsiometro non è una “bomba”. Mi ricorda la questione del cambio seamless, tirata fuori improvvisamente a livello mediatico per giustificare il gap tra Honda e Yamaha. Ignorando il fatto che ce l’avesse anche Ducati.

Il famoso cambio seamless arrivò anche a Iwata e cosa accadde? Nulla, perchè i Prototipi vengono sviluppati turno dopo turno e se recuperi un decimo recuperi il rivale solo se quest’ultimo all’improvviso inizia a lavorare peggio di te.

Anzi, non mi sorprenderei se Yamaha o Ducati avessero anch’esse un torsiometro o una tecnologia equivalente. Sarebbe tutto molto comico.

Nel Motomondiale non c’è interesse a informare sulle questioni tecniche. Stiamo parlando di Prototipi. Dentro a quelle moto c’è un mondo, il lavoro di migliaia di Ingegneri e Tecnici, un calderone che si rimescola Gran Premio dopo Gran Premio.

I Costruttori devono essere liberi di lavorare come meglio credono, nel rispetto del Regolamento tecnico vigente. I problemi nel Motomondiale ci sono e sono tantissimi, ma non sono questi.

Si dedicano minuti di diretta alla nuova livrea del casco del pilota X, a cosa mangia il pilota Y prima della gara, all’amico dell’amico che fa quello e quell’altro. Chi per lavoro o passione segue altri Campionati, soprattutto automobilistici, rimane allibito davanti ad uno scenario del genere.

La tecnica non interessa a nessuno, fino a quando non si trova una possibile polemica. Perchè, purtroppo, il Motomondiale vive su personaggi, polemiche e gossip.

Una cosa da vietare in MotoGP sarebbero le cazzate, quello sì.

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