MotoGP, Speciale Sepang: “Dottore chiami un Dottore!”

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Il 2012 di Valentino doveva essere l’anno della svolta. Siamo a marzo e per il Dottore si prospetta l’ennesimo anno difficile. Dietro le Ducati Ufficiali, fortemente volute dal 46, non ci sono MotoGP. E le Ducati “vecchie e private” continuano ad andare più forte.


Tanti Ducatisti in rete iniziano a chiedersi (ironicamente, ma non solo) se non sia il caso di dare una moto ufficiale ad Hector Barbera. Lo spagnolo infatti, a Sepang, si è rivelato a ripetizione il più veloce dei piloti Ducati. E se un pilota che prende oltre 7 decimi a giro dal Leader inizia ad essere visto come ultimo baluardo per la Rossa di Borgo Panigale ecco che il quadro della situazione si presenta in tutta la sua difficoltà.

 

Anche un mese fa Barbera si era affermato su tempi simili a quelli del Dottore, nella seconda giornata addirittura migliori. Ed un mese fa le scuse iniziarono a piovere copiose consegnandoci un quadro abbastanza patetico e dal quale comprendiamo le diffic0ltà anche “interne” che deve affrontare il nove volte Campione del Mondo.

L’amico Uccio (del quale ancora non comprendiamo il ruolo in Ducati, visto che viene invitato in trasmissioni di approfondimento durante l’anno e nel corso dell’inverno si lancia in analisi tecniche parlando di “cose da provare” e “gomme utilizzate nel momento sbagliato” e “dobbiamo lavorare meglio” ) lanciò l’idea: “Barbera ha fatto il giro veloce in scia di Valentino”. Tempo poche ore e su un Canale televisivo Nazionale c’era un Servizio Speciale dedicato a questo attentato morale di Barbera: fare il tempo in scia a Rossi.

Il crimine commesso da Hector fu grande, stando a quanto si apprese: era andato più veloce di Rossi facendolo passare per “pirla” e, beffa delle beffe, sfruttando la sua scia. Ma in realtà il pirla era lo spagnolo: quel tempo era un puro caso, il Campione di Tavullia era molto più veloce. Tutto partito da Uccio. Eppure sarebbe bastato leggere l’analisi dei tempi per scoprire che il pilota privato Ducati aveva fermato il cronometro sul tempo “incriminato” quando Valentino era tra i Box e la pista a passeggiare visto che per lui erano i primissimi giri.

Difficoltà nel lavorare? Sì. Perchè quando l’oggetto del confronto diventano i piloti privati con la stessa moto e, se si permettono di andare più forte questi vanno aggrediti e fatti passare per idioti “succhiascie”, allora la situazione è tragica.

Un pilota over 30, in una situazione difficile (nella quale, comunque, si è messo lui), con avversari giovani e forse (oggi) più forti andrebbe stimolato. Spronato. Soprattutto dopo che ha vinto tutto e, quindi, quando lo stimolo potrebbe inconsciamente essere meno forte rispetto ai vari Stoner, Spies, Lorenzo. Invece Valentino è circondato da un entourage che, pur di difenderlo, crea realtà parallele.

Ieri era colpa della pioggia. Come se gli altri stessero provando su un’altra pista o con una ombrellina sopra al casco. Oggi di chi è la colpa?

Tra aspetti tecnici, aspetti umani ed avversari Rossi rischia davvero di non uscirne più. E, dopo la 3 giorni di Sepang, è il pilota MotoGP più lento in pista.

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