Monza Rally Show 2013, la nostra intervista esclusiva con Dindo Capello e Gigi Pirollo

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Venerdì 22 novembre, una giornata davvero fredda e piovosa che, però, inaugura la tanto attesa edizione 2013 del Monza RallyShow.

In Full Gear, questa volta, ha avuto l’onore di intervistare due grandi figure italiane del panorama racing a livello mondiale: stiamo parlando di Dindo Capello e Gigi Pirollo.
Un equipaggio,questo, che vanta ben 4 vittorie al rally brianzolo e che, reduce dalla mancata vittoria della passata edizione, anche quest’anno si presenta tra i favoriti assoluti.

Partiamo prima con il pilota dell’equipaggio: Dindo Capello.

IFG: “Allora Dindo, dopo la deludende edizione 2012, come ti senti per questo nuovo appuntamento?”
DC: “Dell’anno scorso rimane sicuramente un pò di amaro in bocca, perchè perdere a fine gara per soli +2″8 dovuti a problemi in pista con alcuni piloti più lenti logicamente dà fastidio.
Ovviamente, quindi, mi auguro che queste cose non riaccadano così che possa giocarmela fino alla fine ad armi pari.

IFG: “Dindo, hai annunciato il ritiro dalle competizioni endurance il 23 luglio 2012, però già correvi con l’ Audi R18 E-tron quattro.
Recentemente Audi ha preso in esclusiva la pista di Monza per dei test segreti sulla stessa vettura: eri presente e hai potuto provare le nuove modifiche? Sai se il problema di visibilità nelle curve a destra, che lamentavi nel 2011/12, è rimasto? “
DC:Purtroppo non stavo bene e non ho potuto quindi essere presente; la vettura comunque è rimasta sostanzialmente  invariata e anche quel problema è rimasto anche sulla macchina 2014, che è totalmente nuova.
Nel 2014, infatti, cambieranno i regolamenti e soprattutto dal punto di vista motoristico ci sarà molta più libertà di azione: la sfida di adesso, infatti, si gioca sul piano dell’efficienza quindi le case fanno scelte tecniche molto diverse.Sarà una bella competizione.

IFG: “Da insider di Audi, come vedi l’acquisto di Ducati, la sfida motoGP e i risultati mancati di Gobmeier?”
DC:Sicuramente non è un progetto semplice, anche perchè Audi è entrata da poco e, perciò, i risultati si vedranno a lungo termine.
Io ho già fatto anche un paio di eventi per Ducati, quindi diciamo che, adesso, la parentela è davvero molto stretta tra i due marchi e son sicuro che con la tecnologia di Audi e quella di Ducati, e soprattutto la forza economica di queste due aziende insieme, potranno fare la differenza in futuro.
Posso garantire che l’impegno nel motorsport, sia per quanto riguarda la motoGP che la SBK, sarà totale.

IFG: “Per concludere, quest’anno, oltre alla rinnovata sfida con Rossi, avrai anche quella con Sordo, tuo compagno di squadra. Pronostici?”
DC:Sordo è uno vero, sicuramente l’avversario numero uno perchè è sulla stessa macchina e la conosce come le sue tasche, quindi per me lui sarà, diciamo, un pò il punto di riferimento.
Sai, quando corri contro il pilota ufficiale della casa per cui corri (la Citroen, NDR), oltre ad una bella sfida, è un bel punto di riferimento.

Passiamo quindi all’esperto navigatore: Gigi Pirollo.

IFG: “Ciao Gigi, allora iniziamo da: cosa e come cambia, per un navigatore, avere accanto un pilota pistaiolo rispetto ad un rallysta puro.”
GP:Partendo dal concetto che un pilota da pista non ha mai fatto un rally, ci sono fondamentalmente due problematiche:  non hanno idea di che cosa sia la nota e non sanno identificare un raggio di curve.
Anche con Dindo, è più facile per lui chiamare una curva -varvante- piuttosto che -destra3 per sinistra2-, ad esempio.
Quindi noi, comunque, dobbiamo cercare di addattarci il più possibile a questo limite che ha il pistaiolo.
Per me, ad esempio, è molto più facile chiamare una curva -destra3 per sinistra2- piuttosto che S; detto ciò, però, io mi diverto molto di più a fare un rally su asfalto con uno di loro, che poi sono comunque al top del top, perchè fanno cose che non sembrano possibili, hanno una capacità interpretativa della pista che un rallysta non ce l’ha ed hanno anche, tra le altre cose, una capacità di preparare la gara e soprattutto la macchina che noi non abbiamo.

IFG: “A proposito di macchina: come cambia il setup in vista del rally di Monza rispetto a ciò che adottate normalmente per le gare del mondiale?”
GP: “Bhe, il rally di asfalto è solitamente caratterizzato da tutte strade strette, quindi devi avere delle velocità di cambio molto superiori, mentre qui hai carichi diversi, punti di frenata diversi.
Nel mondiale è difficile arrivare a punte di 200 km/h mentre qui, spesso viaggi a 170/180 km/h quindi devi avere una vettura adeguata alla pista e per farlo devi andare a metter mano sulle barre, sugli ammortizzatori però stando attento a non stravolgere la macchina, perchè stravolgerla sarebbe il più grande errore che si potrebbe commettere.

IFG: “Gigi, anche per te, un commento sullo sfortunato epilogo della passata edizione”

GP: “Io non voglio far polemica però noi abbiamo perso di +2″8 perchè Bontempelli non ci ha dato strada.
Magari potrò risultare pesante però quando una cosa è da dire, va detta: il punto è che siamo in pista e dobbiamo guardarli gli specchietti retrovisori.
Lui poi era arrabbiato perchè io l’ho attaccato, ma io l’ho attaccato perchè lui, che è abituato ad andare in pista, se vede la bandiera blu esposta si deve far da parte, perchè significa che hai dietro uno che va più forte.
E’ fondamentale che chi guida veda quello che esiste attorno a lui, cioè bandiere, piloti che arrivano più forti etc.
Poi, quando ci sono i brifing, bisogna stare attenti a quello che dice il Galbiati, che è il direttore di gara; poi lo ripeto, non è che voglio fare polemica, però sai, quando perdi la gara così…per colpa di un altro…”

IFG: ” Gigi, ultima domanda: l’anno scorso tu e Dindo avevate una bellissima livrea celebrativa dei 90 anni del Circuito di Monza, che soprattutto noi cresciuti qua dentro abbiamo apprezzato.
Tu che, da sempre, sei un insider dell’autodromo, cosa pensi di ciò che sta accadendo alla nostra pista? Soprattutto dopo le ultime perdite SBK e WTCC.
GP:Guarda, non vorrei neanche commentare: qui in Italia siamo dei professionisti a disfare le cose belle.
Quando, purtroppo, c’è troppa politica e troppi interessi, riusciamo a bloccare anche una cosa che va bene e questo è assurdo.
Se soltanto usassimo un pò il buon senso, tutte le cose potrebbero andar bene: dal livello politico a livello di lavoro.
Tutti invece pensano a mantenere solo il proprio orticello ed è sbagliato perchè così facendo fai morire tutto il resto: questa è la rovina dell’ Italia.
Noi italiani abbiamo cose fantastiche e siamo leader nel mondo in diversi settori, ma per colpa di pochi riusciamo a perdere.

IN FULL GEAR ringrazia sentitamente la gentilezza e la disponibilià dell’equipaggio e gli auguriamo di poter siglare il 5° successo.

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