Johnny Rea is back, ma il CBR sarà sempre lo stesso: “Poche novità da provare”

johnny rea 2013-2

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Jonathan Rea correrà anche nel 2014 nel Mondiale Superbike. Una buona notizia per gli appassionati delle Derivate di Serie, dove Johnny vanta tantissimi estimatori e fans, ma è innegabile che il nordirlandese abbia guardato altrove per lunghi mesi prima di incassare il brutto infortunio del Nurburgring e la firma di Scott Redding con Honda Gresini MotoGP, su quella RCV Production Racer al quale l’alfiere di Honda Ten Kate sembrava vicinissimo.

In quelle settimane di sofferenza, operazioni e recupero si è capito che il suo prossimo futuro sarebbe stato ancora una volta alla corte della squadra olandese, sponsorizzata da PATA e alla ricerca di un supporto da parte della Casa madre che manca da troppo tempo.

Aiuto che non arriverà nemmeno questo inverno, come era prevedibile visto il progressivo disimpegno che riguarderà i Costruttori nel corso del 2014 e il passaggio alla Classe Evo, più “Stock”, già nel 2015.

Ma andiamo a scoprire come se l’è passata Jonathan dopo il KO subito in Germania e i suoi prossimi progetti in questa intervista realizzata da Worldsbk.com.

Ti sei sottoposto ad un intervento chirurgico subito dopo la caduta. Avevi già pianificato una data per il rientro oppure l’avete definita successivamente?

“Non mi sono posto un orizzonte temporale specifico, perché sapevo che l’infortunio era abbastanza grave ed al tempo stesso ero conscio che la stagione stava volgendo al termine. Ci vuole un bell’impatto per arrivare alla frattura del femore, e questo rende il recupero molto più difficile. Insieme al mio coach, Darren Roberts, ed a Ross Barker, chirurgo ortopedico dell’ospedale Nobles dell’Isola di Man, abbiamo fatto in modo di preservare la potenza nel quadricipite e nel tendine posteriore del ginocchio, cercando al tempo stesso di mantenere un buona mobilità ed estensione del ginocchio. Il recupero era diventato praticamente un lavoro a tempo pieno”.

Quanto eri pronto, a livello fisico e mentale, per tornare in sella in occasione del recente test di Jerez? Pensi che avresti potuto prendere parte al weekend di gare?

“Sarei potuto tornare molto prima, ma essere in grado di correre non equivale a poter correre in una situazione di sicurezza. Prima di Jerez mi sono sottoposto ad un Biodex Scan, dal quale è risultato che avevo il 30% di potenza in meno nella gamba sinistra, oltre ad una ancora incompleta calcificazione dell’osso. Un’ulteriore caduta avrebbe avuto conseguenze devastanti sulla mia preparazione in vista del 2014”.

Quale set-up hai utilizzato nel test di Jerez?

“Ho iniziato con il set-up che avevo al Nurburgring e le regolazioni di elettronica di metà stagione, ovvero ciò che mi era familiare. Durante il test abbiamo fatto dei cambiamenti a livello di geometrie che Chris (Pike – capo tecnico) aveva programmato sulla base delle indicazioni provenienti da Michel Fabrizio, ma che non mi hanno convinto. I ragazzi sono riusciti però a darmi un feeling molto migliore sulla moto in fase di accelerazione e decelerazione, particolari che proveremo di nuovo nel prossimo test”.

Ti sei tenuto in contatto con la squadra durante il recupero? Pensi che la moto sia migliorata durante la tua assenza?

“Mi sono tenuto in contatto con il team manager, anche per quanto riguardava il mio futuro. Ho tenuto informati sia il team che Honda sulla situazione dopo ogni controllo. Il mio capo tecnico Chris mi ha aggiornato su tutti gli sviluppi in gara, soprattutto in relazione alle prestazioni. Per quanto mi riguarda, non credo che la moto sia migliorata molto durante la mia assenza, questo vuol dire che ci sarà tanto lavoro da fare questo inverno”.

Il team ha già pianificato il programma di test, sia per il periodo precedente che per quello seguente allo stop invernale. Su cosa lavorerete principalmente?

“Abbiamo una buona lista di novità da passare in rassegna ma, a differenza dello scorso anno, si tratta di una quantità di materiale e soluzioni non eccessiva. Spero che il meteo sarà dalla nostra parte perché, con lo stop invernale ed il divieto ai test oltreoceano, ogni giro sarà cruciale per noi!”

Durante il recupero dall’infortunio hai firmato un nuovo contratto per correre con il team Pata Honda per un altro anno. Avevi altre opzioni? Cosa ti ha spinto a correre per la sesta stagione consecutiva in sella alla Honda CBR1000RR?

“Ho preso in esame tutte le proposte, valutando gli aspetti positivi e quelli negativi di ognuna. La migliore opzione era senza dubbio quella di restare con Honda nel Mondiale Superbike. Honda Motor Europe mi ha aiutato molto nel corso della mia carriera, e la loro fiducia in me è più che evidente. Mi sento davvero voluto qui. So quali sono i nostri punti deboli e questo può giocare a nostro favore, perché possiamo concentrarci su questi e migliorare in vista del 2014”.

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