Ducati si deve svegliare, il “flop” della Panigale sarebbe imbarazzante

ducati checa

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Se c’era un posto dove il Team Ducati Alstare non avrebbe voluto essere questo Weekend, era il Motorland di Aragon.

Ma in Spagna si correva il secondo Round del Mondiale Superbike e la truppa di Francis Batta ha dovuto rispondere, sia pur timidamente, “presente”.

Il tracciato iberico era il posto peggiore nel quale provare a rialzarsi dopo Phillip Island: pacchetto tecnico ancora non all’altezza, piloti in condizioni fisiche non ottimali e, soprattutto, 5.344 metri nei quali il bicilindrico di Borgo Panigale sapeva di essere in difficoltà.

Il risultato sono due Ducati 1199 ai limiti di una Top 10 che, considerata una griglia che purtroppo non raggiunge le 20 moto e i tanti episodi che hanno appiedato diversi protagonisti, non fa affatto sorridere.

Il fatto positivo è che Checa e Badovini concludono le proprie gare e conquistano i primi punti dell’anno: 17 per Carlos, 12 per Ayrton. Ed in Classifica la spunta ancora Max Neukirchner con la Ducati del Team MR (12° con 20 punti), quello dei tre che è riuscito a partecipare a più Round.

Francis Batta è perfettamente consapevole dell’handicap che, oggi, paga il suo Team e le sue moto. Il supporto della Casa c’è dovrà essere ancora più forte nelle prossime settimane: Ducati ha investito tantissimo sulla nuova Superbike, sia a livello Ingegneristico sia, soprattutto, a livello di immagine e di Marketing: il 2012 era iniziato molto bene in Superstock e l’attesa per il debutto della nuova creatura di Borgo Panigale era crescente.

E invece le prestazioni di oggi, rapportate alla concorrenza, sono inferiori a quelle di una Ducati 1098R a fine vita che lo scorso anno era stata capace di qualche assolo. Ma ciò che importa davvero è che l’ammissione di inferiorità faccia coppia con quella sul potenziale della moto, giudicato ancora tutto da esplorare: “Non possiamo dirci soddisfatti di quanto abbiamo fatto ad Aragon oggi ma bisogna anche dire che non avremmo potuto ottenere risultati diversi”, ha detto Checa. Che ha poi aggiunto: “Prima di Assen avremo due giorni di Test a Jerez dove metteremo in pratica quando imparato qui. Le difficoltà ci sono ma sono stato in grado di dare tanti feedback alla squadra, che saprà portarci nella direzione giusta: vogliamo accorciare il Gap e vogliamo farlo già in Olanda.

Ora non si scherza. Se in MotoGP possono esserci in gioco interessi e problemi diversi, con le Derivate di Serie un “flop” sarebbe drammatico: le moto non si vendono da sole e l’Azienda che in settimana potrebbe perdere Gabriele Del Torchio (l’attuale AD, pochi mesi fa confermato da Audi, sarebbe in procinto di passare al Gruppo Piaggio via Alitalia) sta ancora vivendo di “Made in Italy” e di quel fuoco che proprio l’Epopea dei 25 anni di SBK ha generato: un fuoco che bisogna alimentare con le vittorie e con la competitività, non solo con qualche Recensione compiacente della Stampa e con quale faraonico contratto che poi si rivela un “boomerang”.

Ducati, se vuole correre, deve farlo per vincere: siamo solo alla seconda gara e c’è tutto il tempo per portare la squadra sulla retta via, ma bisogna volerlo fare. Checa lo ha dimostrato in Australia un mese e mezzo fa.

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