Corvette C7 Stingray 2014: la Rivoluzione è nello Stile

corvette c7 2014

Torna ad utilizzare il nome di “Stingray”, come le generazioni 1963-1967 e 1969-1976, ma la nuova Chevrolet Corvette C7 non ha nulla in comune con le antenate.

Non si parla dell’ovvio progresso tecnologico, ma di una concezione stilistica del tutto nuova ed assolutamente “europea”, che abbandona le vecchie linee “tondeggianti” ed adotta elementi di rottura sino ad oggi mai visti sulle versioni più sportive della Casa di Detroit.

La Supercar americana punta su un disegno tagliente, affilato, tanto spregiudicato quanto coerente con il disegno del tettuccio e il rialzo aerodinamico posteriore che accoglie una fanalatura (con tecnologia LED) squadrata con le due estremità triangolari, mentre il massiccio paraurti posteriore ritrova al proprio centro un sistema di quattro scarichi affiancati, questa volta tondi ed armoniosi, uno dei pochi elementi che si alterna alla “cattiveria” che regna sovrana attorno all’abitacolo della nuova Corvette.

 

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Abitacolo che si colloca tra Sport e Comfort, come prevedibile: i tre strumenti analogici ed il Computer di bordo posti davanti al guidatore sono seguiti da uno schermo LCD ad 8″ inserito al centro della plancia che svolge il ruolo di “Multimedia Station” e di controllo digitale delle opzioni inserite, compreso il nuovo pacchetto elettronico “Drive Mode Selector” che permette di scegliere tra cinque modalità di guida.

Non manca nemmeno il sistema audio ESM (Engine Sound Management), che permette di regolare la tipologia di suono motore percepito nell’abitacolo. Più utile, per i “noob”, il sistema ARM (Active Rev Match): si tratta di un pacchetto che regola i giri del propulsore, incrementandoli (in cambiata) o decrementandoli (in scalata), il tutto prima di azionare il pedale della frizione. Non temete: è uno strumento disinseribile tramite i controlli di plancia.

Piccola “chicca”, ormai immancabile su queste auto, il PDR (Performance Data Recorder): stiamo parlando, come facilmente intuibile, di un Software che registra la telemetria della vettura e permette il download dei parametri tramite Scheda di memoria SD.

A livello motoristico le novità sono smorzate dall’ormai conosciuto V8 LT1 6.2 aspirato da 450 cavalli e 610 Nm di coppia che, abbinato ad un cambio manuale Tremec a 7 rapporti (automatico 6 velocità come alternativa), permette alla C7 Stingray uno scatto 0-100 in meno di 4 secondi, mentre la massa complessiva sarà attorno ai 1.450 kg grazie al telaio in alluminio ed al largo utilizzo di carbonio, sfruttato anche per alcune parti di carrozzeria, cofano anteriore e pannelli removibili del tetto: la distribuzione dei pesi è ottimale, 50-50 tra anteriore e posteriore.

Sarà costruita nello stabilimento Chevrolet del Kentucky nel secondo semestre del 2013, per debuttare sul Mercato internazionale tra meno di 12 mesi, con una forbice di prezzo che varierà dai 60.000 dollari della “base” ai 130.000 dollari della futura (e più performante) C7 ZR1.

Ovviamente in Europa il listino lieviterà e ci vorranno almeno 80.000 euro per una C7 Stingray “entry level” ed oltre 150.000 per la sua variante più “tosta”. Basterà questo per renderla meno gustosa ai palati del Vecchio Continente?

La partita si gioca sul filo del rasoio: avvicinarsi così tanto ai Canoni mediterranei potrebbe smorzare l’unicità della Sportiva “yankee”, così come potrebbe far breccia nei cuori di chi, sino ad oggi, guardava con diffidenza alle “Muscle” d’Oltreoceano.

 

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